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Politica e Istituzioni

Sciopero degli Statali del 9 dicembre, Roberto Luboz "momento inappropriato per una simile azione"

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L’ex consigliere regionale della Lega e dipendente pubblico Roberto Luboz, scrive in una nota che considera inopportuno, in questo momento, lo sciopero dei dipendenti statali indetto mercoledì 9 dicembre 2020, dai sindacati Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Fpa. I sindacati lamentano la mancanza delle necessarie risorse per lavorare in sicurezza, e per avviare una vasta programmazione occupazionale e di stabilizzazione del precariato.

Ritengo, in qualità di persona appartenente alla categoria dei dipendenti pubblici, che lo sciopero per il comparto della Pubblica Amministrazione sia stato proclamato nel momento più inopportuno” esordisce in una nota l’ex consigliere Roberto Luboz, e aggiunge “Sarà pur vero che dovrebbero poterne beneficiare anche professionalità operanti nel settore socio-sanitario, particolarmente sottoposte a dure condizioni di lavoro in questo sciagurato 2020, con contratti scaduti e relativi stipendi o salari da aggiornare, ma oltre a queste categorie, a cui tuttavia potrebbero presto essere corrisposte le indennità Covid previste dalla L.R. 8/2020 come affermato dall’Assessore Barmasse, quali altri soggetti del pubblico impiego possono ritenersi legittimati e in piena coscienza a proclamare uno sciopero nella condizione socio-economica in cui versa il paese?

In un momento storico così disgraziato e di eccezionale gravità per la tenuta sociale, dove sarebbe gradita l’applicazione alla lettera della grande lezione di San Giuseppe Moscati: "Chi ha metta, chi non ha prenda", le rivendicazioni di certi diritti, spesso già fin troppo manifesti, garantiti e non sempre relazionati agli effettivi rispettivi doveri, gridano vergogna anche solo per il fatto d’essere esposti.

Non è attraverso divisioni tra classi sociali o con battaglie corporative che si può immaginare di affrontare uno dei periodi più duri che il mondo contemporaneo dovrà sostenere. “Nessuno rimarrà indietro” scriveva all’inizio del mese di marzo il Presidente del Consiglio Conte, alle città del Nord. Temo però che non basteranno le iniziative istituzionali e governative se prevarrà l’interesse di classe di parte della popolazione, come si rileva da   questo sciopero proclamato.

Quanto sarebbe meritevole, moralmente nobile e pubblicamente apprezzato se chi gode di uno stipendio o salario assicurato possa, nel momento del bisogno di una comunità, rimandare a momenti più favorevoli la rivendicazione di propri diritti. Se poi, riprendendo il pensiero di San Giuseppe Moscati e l’auspicio che manifestai in Consiglio il 17 aprile, emergesse l’iniziativa benefica personale a partire dalla classe politica fino all’ultimo dipendente di una pubblica amministrazione, allora si realizzerebbe davvero quella solidarietà, senza la quale non può esserci comunità” conclude Roberto Luboz.

Simone Nigrisoli