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Scuola e Formazione

Ritardi nelle nomine dei supplenti, EducaLiberaVdA: “emergenza valida solo per restrizioni”

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La Valle d’Aosta, che spesso negli anni si è messa in mostra come ‘regione pilota’ per aver saputo organizzarsi prima di altre regioni, a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, naviga in acque agitate perché l’amministrazione non è stata in grado di garantire un inizio di anno con tutti i crismi, ovvero con le cattedre coperte e i supplenti nominati”.

A scriverlo in una nota è il comitato Educazione e Libertà Valle d'Aosta, in seguito alla notizia - giunta nella giornata di ieri da parte della sovrintendenza agli Studi della Regione Valle d'Aosta - relativa ai ritardi nelle chiamate per le supplenze annuali.

Aver posticipato l’inizio dell’anno scolastico al 19 settembre - decisione presa proprio “per avere la certezza di iniziare con l’organico al completo, decantata dal Ministro Bianchi e rilanciato dai nostri politici locali” - non è servito a molto: le chiamate per le supplenze, infatti, sono partite solo oggi. Di conseguenza, denuncia EducaLiberaVdA, “lunedì ci saranno studenti delle superiori, delle medie e della scuola primaria che non avranno ancora i loro insegnanti”. Nessuna rinascita e neanche una normalità ritrovata per quest’anno scolastico, dunque.

Il problema riguarda non solo gli studenti, ma anche gli insegnanti “che avranno il piacere di conoscere i loro colleghi a scuola iniziata, colleghi che non avranno partecipato alle programmazioni e al passaggio di informazioni, pratiche che sono indispensabili per affrontare ogni inizio di anno scolastico. Colleghi che i primi giorni di scuola passeranno tutta la mattina con la stessa classe perché ci sono plessi e Istituzioni che hanno posti coperti al 20%”.

Eppure - commenta EducaLibera - quando si è trattato di organizzare le vessazioni, utilizzando le piattaforme nuove di zecca lautamente finanziate, di far partire le lettere di sospensione dal lavoro, di attuare i protocolli sanitari per la creazione di gabbie e percorsi dedicati, di assumere personale ausiliario deputato a profetare immani epidemie se protetti da mascherine, guanti e gel per sanificare mani e ambienti, allora nessun ritardo: l'amministrazione si è mossa con zelo, immediatamente, pavoneggiandosi per l’efficienza. L’efficienza che viene a mancare oggi per ben più importanti questioni”.

L’emergenza, termine inflazionato che ormai fa parte del nostro vocabolario usuale e non eccezionale come dovrebbe essere, sembra essere valido solo per le restrizioni. La scuola è in emergenza da anni per la mancanza di insegnanti, di aule, di riconoscimenti, di idee, ma questo tipo di emergenza non tange chi ci governa”, chiosa il comitato.

Nonostante le proteste deboli e gli inefficaci comunicati di flemmatici sindacati e qualche post indignato sui social, il peso più grande è oggi la perdita totale di credibilità da parte di queste figure politiche e degli apparati gestionali da loro guidati, credibilità tuttavia già persa ampiamente nell’ultimo anno. I genitori hanno creduto, forse dando l’ultima possibilità, che dopo due anni di disastri ci sarebbe stata una maggiore efficienza e serietà: illusioni! Nessun miglioramento strutturale nelle scuole, nessun lavoro per adeguare o installare impianti di aerazione, nessun reperimento di maggiori spazi, nessuna organizzazione per avere classi meno numerose, anzi, nessuna assunzione di un numero di insegnanti adeguato a supporto delle difficoltà indotte dalla gestione pandemica. E ciliegina sulla torta, nemmeno gli insegnanti che normalmente dovrebbero operare in classe”.

Ora, pensiamo che la lotta che dobbiamo davvero continuare a fare è quella contro coloro che spacciano il FALSO per VERO. Quindi la contrapposizione non è tanto tra il BENE e il MALE, piuttosto tra il VERO e il FALSO. Non basta arrabbiarsi o lamentarsi. Dobbiamo esigere che la verità venga alla luce e che ogni responsabile di questo sfacelo non si nasconda dietro a ovvietà”, conclude EducaLibera.