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Riprendere la vita in mano dopo i disturbi alimentari, al via una raccolta fondi per Beatrice

di Redazione

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Un tunnel lungo e buio, dal quale però si può uscire davvero. Per molti i disturbi alimentari sono un’eco lontana, un male di cui si sa e si vuole sapere poco. Forse perché riguarda, prima di tutto, la sfera psichica di una persona, così segnante per chi la vive violata e così effimera e intangibile per chi vi assiste.

Ma dietro le mille difficoltà di chi vive quotidianamente con un disturbo alimentare – come l’anoressia o la bulimia -, con la depressione che si intreccia e incistisce sopra, c’è anche tanto, tantissimo, coraggio. Questa è la storia di Beatrice, giovane aostana di vent’anni, in lotta con il volto oscuro dei disturbi alimentari da quando ne aveva 14. E della sua mamma Antonella che da 6 anni la accompagna in questo cammino tortuoso. 

Nel mezzo un’adolescenza non vissuta, quella di Beatrice, passata tra un ricovero e una ricaduta, tra nuovi tentativi terapeutici e le ore infinite in psichiatria. Perché il male sa essere carogna, prova a spingerti verso gesti sconsiderati. Ma Beatrice – ci racconta mamma Antonella – è anche tanta voglia di vivere, una ragazza che va bene a scuola, che ha dei progetti di vita importanti, che si è diplomata con grande volontà nonostante la mancata frequenza. 

L’ultimo ricovero della giovane si è concluso nell’aprile scorso, a Varese, un tassello in più in questo percorso di guarigione, ma non ancora il definitivo. Ed oggi in vista una speranza nuova, grazie anche all’arrivo di una terapeuta e una nutrizionista che hanno preso a cuore il caso.

A Rimini esiste una struttura specializzata – dal nome MondoSole – che propone un programma di trattamento innovativo e multidisciplinare per i disturbi alimentari. Non un semplice day hospital senza prospettive, né un ricovero vero e proprio, ma un programma di reinserimento nella “propria vita”. Un modo per essere seguiti nel medio-lungo periodo, con il supporto psicologico e l’organizzazione di varie attività quotidiane, allo stesso tempo rendendosi indipendenti.

A raccontarcelo mamma Antonella, provata ma anche molto speranzosa. Per poter iniziare questa nuova tappa di guarigione, sarà necessario anche un trasferimento temporaneo a Rimini con tutte le difficoltà economiche che ne conseguono. La partenza è prevista per il 13 gennaio prossimo e – si sa – pagare un affitto in più per un periodo che non si preannuncia breve non è cosa semplice. Per questo Antonella Ferrazzi, che da marzo 2022 si sta dedicando totalmente alla figlia trovandosi a dover sacrificare il lavoro, con grande pudore ha lanciato una raccolta fondi per affrontare questa nuova sfida.

Per chi volesse contribuire alla raccolta fondi, per aiutare la giovane Beatrice a riprendere la propria vita in mano, è possibile donare alle seguenti coordinate:

Giuseppe Manuel Cipollone