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Salute e Ambiente

Riprende l'attività al centro di procreazione assistita - Nuovo progetto per le visite in video conferenza

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Il Centro di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) dell’Usl, che ha ripreso l’attività il 3 giugno scorso, acquisisce la piena operatività oggi, lunedì 8 giugno, con la possibilità di accogliere in ambulatorio le pazienti.

Le prestazioni vengono erogate previa prenotazione tramite CUP e "Secondo le disposizioni finalizzate al contenimento del rischio di eventuale contagio da coronavirus - spiega l'Ausl -  pertanto, gli utenti possono accedere munite di mascherina e mantenendo le opportune prescritte distanze. Le condizioni di sicurezza all’interno della struttura vengono garantite dalle operazioni di sanificazione ospedaliera".

Nel corso dei primi giorni di “riapertura”, sono stati eseguiti tutti gli spermiogrammi sospesi durante la fase di emergenza Covid-19 con riapertura delle agende dal 15 giugno. Inoltre, sono stati ripristinati tutti gli appuntamenti sospesi durante l’emergenza Covid e reinserite in un nuovo percorso di PMA. Dal prossimo 22 giugno riprenderanno le attività di “Pick-up” e di trasferimento da scongelamento degli embrioni anch’esse sospese

Il Centro ha avviato anche un nuovo progetto chiamato PMA on air, con l’obiettivo di dare una prima risposta alle aspettative delle pazienti che non possono recarsi presso la sede ospedaliera.

Si tratta di rafforzare il nostro schema lavorativo facendolo interagire maggiormente con le nuove forme di comunicazione oggi diffuse – spiega il dottor Stefano Mosca, responsabile della struttura semplice Centro di Sterilità (Procreazione Medicalmente Assistita - PMA) – e, in concreto, la parte che innova il processo sta proprio nell’andare a sostituire, ad esempio, le prime visite in presenza con consultazioni in videoconferenza. In questo senso il progetto vuole trasmettere alle coppie la vicinanza degli operatori affinché si possa continuare a progettare insieme le azioni più efficaci da mettere in atto in questo periodo di progressiva ripresa delle attività”.

Il piano di lavoro consiste nel predisporre e codificare alcune prassi organizzative al fine di ridurre al massimo la presenza fisica, demandando come avviene con la telemedicina, tutta la preparazione e la consulenza ad alcune procedure telematiche.