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Politica e Istituzioni

Riforma elettorale, Area Dem all’attacco del PD: “solita melina per bloccare referendum, lascino esprimersi i valdostani”

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Anziché fare confusione, abbiate un sussulto di orgoglio, lasciate che i valdostani possano esprimersi direttamente sulla legge elettorale attraverso il referendum consultivo da indire in autunno”.

Area Democratica-Gauche Autonomiste commenta così le dichiarazioni arrivate dal segretario regionale del PD, Luca Tonino, secondo il quale sarebbe “impensabile tornare a votare con questo sistema elettorale fallimentare”. Posizione sostenuta anche da Fulvio Centoz, già segretario del PD VdA ed ex sindaco di Aosta, che ha coordinato il gruppo di lavoro sulla riforma, che ha dichiarato: "La percezione che abbiamo è che allo stato attuale non ci siano i numeri per approvare una proposta di legge sull'elezione diretta del presidente e della giunta. Per questo, immaginiamo un percorso che ci porti a un risultato se non identico abbastanza simile".

Il PD ha perciò presentato le sue idee per la riforma elettorale regionale: in alternativa all'elezione diretta del presidente della Regione proposta dal comitato per la riforma elettorale, di cui Area democratica fa parte, i dem valdostani propongono un secondo turno di ballottaggio se nessuna lista o coalizione supera il 50% più uno dei voti al primo turno e un premio di maggioranza che garantirà 23 consiglieri alla forza vincitrice.

Il PD valdostano non smette di stupire - commenta il movimento coordinato da Raimondo Donzel e Gianni Champion. Tradendo gli impegni elettorali delle elezioni regionali 2020 e le stesse dichiarazioni rese sei mesi fa dove sostenevano l'elezione diretta del Presidente della Regione, della sua maggioranza e del suo Programma di Governo, andando contro i Giovani Democratici che hanno sostenuto il referendum, oggi il PD valdostano, dopo aver bloccato il referendum consultivo con i suoi eletti in Consiglio regionale, presenta una serie di idee e considerazioni in totale contrasto con quanto detto fino ad oggi”.

Inoltre, Area Democratica ritiene “imbarazzante che si parli di rappresentanza di genere e valorizzazione delle donne dal tavolo composto da quattro uomini. Dietrofront anche sulle preferenze dicendo che ora dovrebbero essere ALMENO due, aprendo di fatto anche alle tre preferenze”.

E conclude: “trovano nuovamente conferma tutte le ragioni dell'allontanamento di Area Democratica Gauche Autonomiste dal Partito Democratico e ci chiediamo come quest'ultimo partito possa pensare di contribuire alla riforma elettorale cambiando idea a corrente alterna”.