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Rassemblement Valdôtain presenta ad Aosta la sua proposta per applicare la Zona franca

di Redazione

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Si è tenuta mercoledì 17 gennaio nella sala conferenze della BCC ad Aosta, una serata di presentazione organizzata da Rassemblement Valdôtain per illustrare la proposta di legge statale per l’istituzione delle zone franche urbane e di montagna. 

Abbiamo organizzato questa serata perché gli aspetti economici sono fondamentali nella vita delle persone e nella vita di una comunità – esordisce Davide Bionaz, Presidente di Rassemblement Valdôtain. “Noi siamo per l’autonomia finanziaria e fiscale ma con idee concrete e non solo con idealismi”. 

La questione della Zona franca è stata a lungo oggetto di dibattito fin dai primi anni della Repubblica italiana, con vari disegni di legge presentati al Parlamento. Sebbene il contesto attuale sia notevolmente diverso rispetto all’epoca dell’istituzione dello Statuto speciale, gli elementi principali dell’articolo 14 dello Statuto della Valle d’Aosta rimangono validi. “Il territorio della valle d’Aosta è posto fuori dalla linea doganale e costituisce zona franca. Le modalità di attuazione della Zona franca saranno concordate con la Regione e stabilite con legge dello Stato“, viene detto durante la serata.

La sfida è di quelle importanti perché già l’On. Lussu, relatore dello Statuto Speciale della Valle d’Aosta, pose subito l’attenzione sul fatto che l’attuazione di questa concessione avrebbe dovuto affrontare e risolvere tutta una serie di difficoltà tutt’altro che semplici. Fu profetica questa sua intuizione perché, da allora, la prerogativa contemplata dall’art. 14 dello Statuto speciale non fu mai realmente applicata. Ecco perché la Zona franca c’è ma è rimasta in una sorta di limbo, tra “sogno infranto” e  “diritto violato” o più concretamente forse è rimasta un’opportunità mai colta. 

Voglio porre l’attenzione su un termine fondamentale che è quello di “patto”  – dice il Capogruppo di RV Stefano Aggravi nel presentare la proposta di legge nel corso della serata. “Ci deve essere necessariamente un patto tra due soggetti, cioè tra la Regione e lo Stato italiano. Ci deve essere anche un mezzo, che in questo caso deve essere una legge dello Stato che disciplina come dovranno essere realizzate le condizioni di Zona franca“. 

Il nostro obiettivo principale  – conclude Aggravi – è quello di riuscire, che sia con questa proposta oppure con  altre, a portare avanti il sentimento e la volontà di far capire alla gente che la vera via di sviluppo consiste nel dare piena possibilità al privato di investire e di rischiare, soprattutto quello di far comprendere che è importante poter manovrare le imposte e non gestire imposte che arrivano da altri” .

Lucia Vallesi