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Protesta degli agricoltori, un trattore alla testa del corteo di Aosta

di Redazione

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E’ iniziata anche in Valle d’Aosta, questa mattina, 7 febbraio, la mobilitazione in favore degli agricoltori e allevatori. L’adesione però non è consistente, circa una quarantina di persone a bordo di una quindicina di automobili si sono presentate all’appuntamento – al parcheggio della torre piezometrica ad Aosta – per protestare contro le direttive dell’Unione Europea.

“Purtroppo l’adesione degli agricoltori e allevatori non è stata significativa, fino a ieri erano tutti propensi, poi qualcosa deve essere cambiato. Ma la manifestazione è andata bene, siamo qui liberi cittadini – ci sono pensionati e professionisti – che esprimono un disagio verso un’Unione Europea dei banchieri e della finanza che non riconosciamo”, dice Monica Glassier, membro del coordinamento che ha promosso l’iniziativa.

Accolto dai manifestanti come una rockstar, invece, l’unico trattore giunto per dimostrare il proprio dissenso: si tratta di Didier Letey, allevatore di Roisan.

“Sono qui oggi – dice il giovane allevatore – per protestare pacificamente, chiedere che ci venga data una mano in funzione dell’abbassamento del costo delle materie prime e dell’Iva, nonché che venga valorizzato il valore dei prodotti che produciamo”. Un litro di latte l’industria casearia lo paga, all’allevatore, circa 30 centesimi, una cifra ritenuta non adeguata.

E sulle decisioni europee, Didier ci dice: “per me ognuno mangi quello che vuole, farina di grillo o carne sintetica. Ma io parlo per l’Italia, ci stanno tagliando fuori, non ci faranno coltivare nemmeno il grano”.

Dopo la sfilata di stamattina, la protesta si sposterà questo pomeriggio alle 15:00 sotto palazzo regionale. La manifestazione è attesa anche domani e dopodomani, rispettivamente l’8 e il 9 febbraio.

Botta e risposta in Consiglio Valle

Gli echi della manifestazione sono arrivati anche in Consiglio Valle, con un’interrogazione a risposta immediata del leghista Erik Lavy. Interrogazione a cui è chiamato a rispondere l’Assessore all’Agricoltura, Marco Carrel, che ribadisce il proprio impegno per sostenere il settore primario regionale: “il Governo regionale ha preso le proprie posizioni sulle criticità che sono evidenziate dagli agricoltori e continueremo nel solco già tracciato, cercando di dare tutte le risposte necessarie alle esigenze del settore e di mantenere il nostro territorio il più produttivo possibile. C’è da parte nostra questo impegno e lo abbiamo dimostrato con i fatti. Proprio un anno fa abbiamo approvato una mozione contro il cibo sintetico, siamo ancora oggi tutti pienamente d’accordo e continueremo a operare in questo senso”.

Non del tutto convinto Lavy, che ha replicato: “chi protesta ama la terra, ama la nostra terra. Sono contento di sapere che tutto ciò che si poteva fare a livello regionale sia stato fatto, anche se mi pare che alcuni membri del suo Governo, sentendo la sua risposta, non fossero poi così convinti e contenti”.