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Cronaca

Processo Geenna - Chieste condanne fino a vent'anni di carcere, la Regione danni per 300.000 euro

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La Procura di Torino, oggi in Tribunale, ha chiesto condanne sino a vent'anni di carcere per i 12 imputati che hanno scelto il rito abbreviato nel processo Geenna sulla presenza della 'ndrangheta in Valle d'Aosta.

La pena più alta richiesta dai pubblici ministeri Stefano Castellani e Valerio Longi e dal procuratore capo Anna Maria Loreto è per Bruno Nirta, che secondo gli inquirenti svolgeva ruoli di direzione, promozione e organizzazione locale di 'ndrangheta ad Aosta. Tra gli imputati anche l'avvocato torinese Carlo Maria Romeo, arrestato nel corso delle indagini: per lui sono stati chiesti 9 anni e 4 mesi di reclusione. In totale le condanne richieste sono di circa 90 anni di carcere.

Per il caso Geenna sono imputate in totale 19 persone tra cui l'ex consigliere regionale Marco Sorbara, eletto tra le fila del'Union valdotaine, Monica Carcea, ex assessore del comune di Saint-Pierre, sciolto per mafia, e Nicola Prettico, ex consigliere comunale di Aosta. I tre imputati, che hanno scelto il rito ordinario, saranno in aula in Tribunale ad Aosta l'11 marzo.

"Oltre a un danno patrimoniale, riteniamo che ci sia stato anche un danno all'immagine e alla reputazione: tutta la collettività valdostana è stata lesa" lo ha detto l'Avvocato Generale della Regione Riccardo Jans, che nel processo rappresenta la Regione, costituitasi parte civile. Durante l'udienza Jans ha avanzato una richiesta di risarcimento danni pari a 300.000 euro, con una provvisionale immediatamente esecutiva di 150.000 euro.

Risarcimenti per 300.000 euro sono stati chiesti dal Comune di Saint Pierre e dall'associazione Libera e il Comune di Aosta ha chiesto un risarcimento di 1 milione di euro.

"Il comune di Saint Pierre è stato sciolto nei giorni scorsi per infiltrazione mafiosa - spiega l'avvocato di parte civile Giulio Calosso - la richiesta si giustifica in particolare in relazione al reato di voto di scambio, che ha visto coinvolta un ex assessore e due esponenti della criminalità organizzata. Vicenda che ha portato allo scioglimento del Comune, con un danno non solo patrimoniale, ma anche e soprattutto di immagine e reputazione. Così il comune di Saint Pierre entra nel libro nero dei comuni italiani commissariati per infiltrazioni mafiose"