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Comuni e Territorio

Piemonte - Iniziati i test Coronavirus in 700 strutture per anziani

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Da sabato 28 marzo, il Piemonte ha avviato una campagna di test sul coronavirus in tutti i 700 centri residenziali per anziani della Regione. Ferma restando la funzione diagnostica del metodo molecolare con estrazione RNA – e per cui il Piemonte sta mobilitando fino venti laboratori - la campagna è svolta su questa scala utilizzando un test sierologico, più rapido ed economico.

Come screening veloce dell’infezione, è in grado individuare i contatti precedenti con il virus e lo sviluppo di immunità, e consente per esempio al personale il ritorno al lavoro. Sotto il profilo tecnico, si impiegano anticorpi IgM e IgG anti-COVID per determinare se le difese immunitarie della persona interessata siano entrate in contatto con il virus. Dosando queste due componenti è anche possibile valutare la fase della malattia, cioè se è in fase acuta o se è stata superata.

Il test sierologico è anche utile per tracciare l’andamento epidemologico, ma è poco efficace nella fase precoce della malattia. La sensibilità al test si realizza da 2 a 8 giorni dopo l’esordio dei sintomi per IgM, ancora dopo per IgG. In linea generale dunque, il test molecolare continuerà a essere utilizzato per la diagnosi ospedaliera, ma il test sierologico potrà comunque svolgere ruolo complementare. L’ingresso di questo metodo e con queste caratteristiche presso l’Ospedale Parini di Aosta è stato annunciato dal coordinatore per l’emergenza sanitaria, dott. Luca Montagnani, nella conferenza stampa del 26 marzo.

Malgrado le resistenze del ministero della Salute, oltre al Piemonte diverse regioni italiane hanno deciso di intraprendere la strada di una maggiore sorveglianza epidemiologica con il metodo sierologico.

Sospinte dalle indicazioni generali dell’OMS (“test, test, test”, raccomandato dal direttore Tedros Adhanom Ghebreyesus il 16 marzo scorso), le Regioni sono affiancate dallo stesso Istituto Spallanzani di Roma, che ha un accordo con la società toscana DIESSE, produttrice di kit sierologici in grande quantità.

La Toscana ha in acquisto fino a 500.000 test sierologici per una campagna già avviata con una ordinanza del 26 marzo, con priorità per i 6200 dipendenti di Asl e aziende ospedaliere e poi per l’insieme dei 60.000 soggetti identificati nell’area degli operatori della sanità regionale, medici di famiglia, pediatri, medici di continuità, e soggetti a rischio. Sulla stessa linea anche l’Emilia Romagna e la Liguria, dopo le prime esitazioni.

Nel frattempo, nell’ambito dei test molecolari, la DIASORIN di Saluggia, in provincia di Vercelli, ha avuto l’approvazione della statunitense FDA e ha ottenuto il marchio CE solo per l’uso in emergenza Covid-19. La sua macchina, che sta per entrare in funzione in diverse Regioni e in Piemonte, la LIASON MDX, può essere utilizzata nei laboratori diagnostici ospedalieri e usa un procedimento più veloce e riduce diversi passaggi per ottenere il risultato in circa un’ora e mezza.

Anche la macchina, con procedura automatizzata, della svizzera ROCHE sta per entrare in funzione. Dopo aver superato la sperimentazione, ha ottenuto, per la fase di emergenza COVID-19, le autorizzazioni all’uso statunitensi (FDA Clia- EUA) ed europee (marchio CE secondo le direttive Ivd).

Secondo AboutPharma, già il 16 marzo la ROCHE ha inviato una lettera a tutti gli assessori della salute italiani, tra cui anche quello della Valle d’Aosta, per identificare i centri in cui collocare le macchine disponibili. In un singolo turno di 8 ore il sistema ROCHE COBAS 6800 esegue 400 test, che diventano 1000 test con il modello superiore, ROCHE COBAS 8800.

Enrico Martial