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Salute e Ambiente

Perché siamo contro la privatizzazione della sanità valdostana

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Intervista a Igor de Belli responsabile CGIL – Funzione Pubblica sullo stato di salute dei servizi socio-assistenziali della nostra regione.

Roberto Cognetta Intervista Igor De Belli in relazione alla paventata privatizzazione dei servizi socioassistenziali e più in generale sulle differenze tra gestione pubblica o privata di tali servizi.  

Qual'è la differenza media di stipendio tra una oss che lavora nel pubblico e una che lavora nel privato?

Dunque il raffronto è complesso ed articolato per cui per rispondere non si può che essere approssimativi, cito il tabellare, una oss con il contratto collettivo delle cooperative sociali, che è il preminente a livello di privato in valle d'Aosta, tenendo ben presente che a livello regionale c'è un integrativo regionale significativo ed importante visto che sono 205 euro lordi mensili comprensivo degli oneri sociali quindi quanto viene poi pagato dall'azienda è pari a 34.239 euro lordi comprensivo di tabellare di indennità media e via dicendo quindi è un costo piuttosto importante di retribuzione. Se lo paragoniamo ad un contratto pubblico con un tabellare medio di una oss con un'anzianità di servizio media in modo tale come dire da fare un paragone che abbia una suo significato diciamo un b2s con una quarta progressione più o meno una media in lordo annuale quindi su tredici mensilità com'è la cooperazione sociale il lordo è di 21.706 euro a cui si aggiungono gli oneri riflessi che sono circa 1/3 di questo lordo quindi circa 7.000 euro così arriviamo a 28.000 poi devi calcolare l'elemento di produttività e quant'altro, a tutti gli effetti addirittura può accadere che una oss privata costi più di una oss pubblica.

Comunque fermo restando che ti ripeto fare un'analisi sistematica e molto complesso proprio per questa differenza sostanziale e per meccanismi istituti diversi poi vero che contratti pubblici hanno e degli istituti dei diritti sui permessi in più rispetto alle private allora volendo essere decisamente approssimativi non c'è alcun risparmio dal punto di vista del costo del lavoro perché ti cito la cooperazione sociale ti cito la cooperazione sociale di prevalente non per chissà quale motivo ma perché il 3º settore in modo particolare la cooperazione sociale deve pagare l'iva e come tu ben sai è agevolata quindi alla fine si aggiudicano gli appalti perché nell'offerta economicamente vantaggiosa possono fare delle offerte più avanzate rispetto a qualsiasi altro privato quindi noi possiamo immaginare che quando si pensa al privato si pensi alle cooperative sociali 

Qual'è la ricercata flessibilità che possono utilizzare i privati relativamente alle assunzioni di personale da impiegare nelle strutture socioassistenziali rispetto al pubblico?

Il risparmio viene attraverso un uso differente della contrattualistica mi spiego se le procedure di reclutamento del personale nel pubblico sono chiare inequivocabili, qualche volta disattese, dobbiamo dire, ma c'è il concorso, devi prendermi il tempo pieno o ci sono i fabbisogni dev'essere tutto a norma di legge. Il privato è privato quindi si aggiudica un appalto o una convenzione diretta che è in qualche modo è un dato economico complessivo di costi che di solito il privato ha intorno all'80% di costo del lavoro e il 20% di gestione amministrativa e quant'altro. Qui sta la differenza il privato è privato e alla fine fa un'offerta economica però ha la libertà anche costituzionalmente garantita di fare le sue economie di scala che sono diverse da quelle del pubblico. Purtroppo dobbiamo dirci che molto, troppo spesso, le economie di scala avvengono ai danni del costo del lavoro delle operatrici. Tanto per capirsi con rapporti part-time coercitivi, nel senso che si va a diminuire l'apporto del tempo pieno. Nel pubblico dev'essere un tempo pieno un privato poi alla fine tu puoi dargli invece che le 38 ore settimanali le 30 o le 20 e quant'altro quindi la flessibilità del privato in realtà è dovuta in gran parte alla disattenzione delle regole contrattuali. tanto per capirsi una persona del pubblico è una persona a tempo pieno punto, fermo restando le anomalie. Una persona del privato può essere una persona che è a part-time e quant'altro

Possono usare anche altre qualifiche?

Si del privato vuoi altre posizioni quella prevalente quella dell'oss se parliamo del sistema delle politiche sociali e quella prevalente parliamo di educatori?

Non lo so, proviamo

di educatori ce ne sono tanti soprattutto nel socio sanitario sia nel pubblico che nel privato un esempio ci sono società di servizi che, ti do degli altri tabellari, un educatore del sempre 4ª progressione del pubblico sono 29.000 EUR e 1/3 in più sono Quasi 40.000 euro all'anno occhio e croce mettendoci il salario accessorio e altri istituti contrattuali. Un educatore di professione della cooperazione sociale ha un costo annuo di 39.325 EUR quindi stesso identico discorso. Possiamo fare lo stesso identico discorso anche per altre figure professionali ma queste sono le 2 su cui di solito noi facciamo come dire la parametrazione perché poi sei parliamo di fisioterapista se parliamo di infermiere professionale più o meno sono funzioni laureate, se parliamo di oss è quella prevalente, poi ci sono ausiliarie e via dicendo ma siamo sempre di questo sono le figure dominanti alla fine privato 

Nel privato possono inquadrare un lavoratore con una qualifica inferiore?

questo è un altro metodo purtroppo spesso viene utilizzato 

Quindi io sono un oss ma sono inquadrato come adest o senza alcuna qualifica 

Assolutamente si. Il tema è come tu vai a concepire la normativa regionale quindi dall'accreditamento alla deliberazione dei minimi assistenziali che devi erogare su questo c'è anche il grande bluff nel senso che se tu poni dei minimi stai pur certo che il privato sta sulla linea minima mentre il pubblico tende invece a dover dare anche efficienza ed efficacia al servizio che eroga 

Bene, cosa accade nel privato e nel pubblico quando un oss non ha più l'abilitazione al lavoro per motivi di salute? 

Quello è un problema che si dovrà affrontare a livello normativo fa piacere allo stato attuale delle cose che c'è un tavolo aperto sul sistema previdenziale a Roma per cui si sta con la cgil cisl e uil, si sta ragionando nuovamente. Noi supportiamo molto il tema sulla reindividuazione dei lavori gravosi ovvero, con i limiti della fornero, che tutti sappiamo sono con requisiti impossibili per tutta una serie di figure di lavoratori dipendenti, le oss, che tutti sappiamo benissimo che incorrono in incidenti infortuni sul lavoro, perchè è un lavoro decisamente massacrante dal punto di vista fisico, infatti gran parte delle oss, pubbliche o private che siano, sono piene di limitazioni proprio per il lavoro pesante che fanno, quindi direi che da quel punto di vista la soluzione deve essere di legge normativa, ovvero il riconoscimento deve essere concepito a Roma in questi termini in modo tale che poi le altre questioni che hanno i 2 ambiti sono la ricollocazione. Certo è che nel pubblico la ricollocazione nella cosiddetta mobilità biennale quindi nel momento in cui tu sei inidoneo a quelle mansioni, il pubblico è costretto, dalla legge sulla sicurezza del lavoro, a più tutele, nel senso che deve essere ricollocato gli abiti pubblici sono numerosi. Noi diciamo che molto spesso sosteniamo questi percorsi delle nostre iscritte alla ricollocazione e di solito va in porto e di solito la inidoneità massiva piuttosto che totale su quelle mansioni avviene a livelli come dire di età anagrafica alta per cui si riesce in qualche modo a sopperire accompagnando alla pensione. Certo è che i lavori gravosi riconosciuti rifinanziati renderebbero questo gap temporale decisamente più efficiente dal punto di vista dell'accompagnamento. Sul privato è più complesso. Lì comincia ad essere un braccio di ferro perché poi oggettivamente la ricollocazione nel privato una certa tipologia di privato è più complesso. Forse sulla sanità privata in questo caso che non è prevalente com'è la cooperazione facendo l'esempio del perè laurent piuttosto che della clinica di Saint Pierre c'è un articolazione di personale tale per cui una oss, e abbiamo già visto casi in cui chi non riesce più a fare la oss può essere ricollocata in un quadro di demansionamento a parità però di qualifica per cui fa cose più leggere. Di solito all'accompagnamento sul privato e a quello sulla cooperazione sociale un pochettino più complesso però di solito ci riusciamo anche lì diciamo che molto spesso negli interventi istituzionali fino alla collegiale che quella che in qualche modo incide definitivamente sul fatto che sei idoneo o no a quel lavoro, lì ci aiuta molto anche rispetto a prestazioni di tipo previdenziale che il pubblico non ha. Poi il percorso è di accompagnamento all'assegno di invalidità piuttosto che alla pensione piuttosto che quant'altro quindi da quel punto di vista si gioca nel meccanismo tra quanto l'INPS ha ricompreso nei suoi meccanismi di assistenza previdenziale e le condizioni del lavoratore. Tutto sommato il problema grave è nei termini che ci dicevamo prima fuori microfono probabilmente che è del turnover che deve cominciare seriamente sia nel pubblico in modo particolare che nel privato. L'età media degli operatori è estremamente elevata e nel privato è più bassa, bisogna dire il terreno anche perché c'è un po' la flessibilità. Tu il lavoro lo ritrovi altrove se non stai c'è più turnover nel privato però è vero che nel futuro visto tutta una serie di problematiche anche sulla natalità del popolo italiano estremamente bassa bisognerà congegnarsi  in qualche modo.

Nel privato i carichi di lavoro di un oss sono gli stessi che del pubblico?

Sostanzialmente si. E' vero però che noi dal punto di vista dei doveri della pubblica amministrazione rispetto al proprio personale quanto a livello di istituti contrattuali abbiamo più la possibilità del controllo che il carico di lavoro sia, come dire, all'interno di un percorso per cui c'è una stretta rispondenza tra il fatto che ci dev'essere anche il recupero psicofisico e quant'altro però è anche vero che spesso e volentieri noi abbiamo a che fare con situazioni un po' fuori regime per cui anche le oss pubbliche sono in situazioni di carichi pesantissimi alla luce del contesto attuale. Ma torniamo lì, al mancato turnover, per cui molto spesso i fabbisogni sono approssimativi non ci sono gli organici sufficienti anche in alcune realtà del pubblico. Nel privato è più legato al fatto che forse la normativa dovrebbe essere più cogente tra al tema dell'accreditamento dei minimi da garantire per cui nel gioco molto spesso succede che si usano minori risorse di personale e quindi a parità di compiti che tu devi eseguire rispetto all'assistenza all'anziano al disabile o quant'altro dei carichi ancor più pesanti quindi dipende molto dal datore di lavoro e sull'onestà intellettuale direi del datore di lavoro pubblico o privato che sia.

Il risparmio per l'ente pubblico tra una gestione diretta e una gestione in appalto è così grande?

Sulla base di quanto ti dicevo prima sommariamente, il privato ragiona in termini dell'80% sugli appalti sulle convenzioni del costo del lavoro. La percentuale è quasi omnicomprensiva e rispetto al costo che tu vai ad erogare direi tutt'altro nel senso che, come ti ho detto, sistematizzando le figure professionali e i contratti diversi, sostanzialmente non c'è una differenza economica vera e propria. E' con degli artifici che il privato riesce a compiere, dal punto di vista gestionale, un risparmio. In realtà sei tu vai a esternalizzare avrai un minor controllo della componente amministrativa o gestionale varia, del riscaldamento, del telefono e dell'apparato amministrativo che la gestione diretta. Quindi se si tratta di fare un lavoro di ottimizzazione e razionalizzazione nei termini di legge della spesa tu riesci a garantire comunque un servizio che sia in termini di efficienza che efficacia e economicità com'è prevista come obbligo di legge per il pubblico assolutamente ai limiti  del perfetto del servizio di assistenza che stai erogando. Sul privato queste cose un po' rischiano di scappare di mano certo che se che ci fossero più controlli sarebbe meglio. Io apro un inciso. Noi siamo per la difesa del fatto che i servizi pubblici debbano essere garantiti dal pubblico direttamente proprio perché in termini di analisi di dati, di statistica, il risparmio non c'è mai o quanto meno rischi di dare un servizio all'utenza che è decisamente più depauperato quando si instaurano questi meccanismi. Quindi in termini soprattutto di efficienza e efficacia il pubblico è meglio. Non voglio parlare male del privato, il privato ha il merito di aver inventato a partire da fine anni '70 in poi dei servizi di pubblica utilità che non esistevano, che non erano in capo allo stato. Penso alla psichiatria, alla chiusura dei manicomi, penso alle tossico dipendenze. Lì il privato è stato creativo e ha creato quei servizi pubblici. Quindi ben venga che continui a rispondere in termini di creatività. L'esternalizzazione ci spaventa sempre perché ci sembra una semplice presa di posizione politica priva di fondamento, tant'è che l'Europa stessa sta viaggiando in modo inverso rispetto a quello che ha fatto ultimamente, cioè promuove più facilmente l'internalizzazione dei servizi pubblici. Ti sottolineo, in un altro inciso, che tanto riteniamo insieme alla cisl e uil vera questa roba qui che stiamo propronendo l'internalizzazione degli operatori della società di servizi, perché, a nostro parere, costerebbero di meno 

E anche questa è un'altra notizia nella notizia cioè la proposta di internalizzazione degli operatori della società di servizi

Ma torniamo a noi, per il cittadino c'è un risparmio e se sì quanto in percentuale rispetto alla gestione pubblica?

Per il cittadino il problema presumibilmente è amministrativo. Lui non se ne rende conto perché le rette tutto sommato sono identiche nel pubblico e nel privato. Però nel pubblico sei costretto nei termini soliti a un efficientamento e quindi ad una partecipazione della spesa anche li più controllata. Quindi ci risulta che spesso e volentieri la rette del privato sono più alte e quindi il cittadino non se ne rende conto e paga la retta. Però in un servizio paga di più in uno di meno quindi dal punto di vista amministrativo crediamo che si dovrebbe lavorare meglio 

Vista la recente trasformazione della micro di variney in RSA, che io dò per assodato visti i costi che pagherà l'usl per questo servizio, i sindacati come hanno valutato questa trasformazione? 

Per quanto riguarda la funzione pubblica cgil uscimmo sugli organi di stampa con la precedente giunta e il precedente al assessore in modo chiaro e inequivocabile di contrarietà perché ci sembrava un attimino un do ut des politico. Ora cerchiamo di non essere maliziosi e non pensare a ciò. Noi abbiamo sempre ribadito che prima bisogna mettere mano, per le motivazioni che ti ho detto, a una riforma complessiva delle politiche e sociali all'interno della regione valle d'aosta. Ci sono troppe cose fuori controllo e in una riforma complessiva tu non mi dai un come dire un intervento buono o cattivo che sia. Noi continuiamo a ritenere che sia tanto costoso e su quello siamo assolutamente concordi che faremo poi le valutazioni in itinere se i costi saranno come dire spropositati da quel punto di vista proprio perché poi ci sono più soggetti pubblici che interagiscono in un modo che riteniamo ancora abbastanza difficile da concepire rispetto anche li all'esigenza manifestata pro tempore sul dare una risposta ai pazienti covid. Sappiamo che c'è l'indirizzo della rsa allora che l'Usl valle d'aosta abbia la necessità di incominciare individuare una o 2 rsa ci sta in ogni regione C'è un controllo di tipo prevalentemente sanitario sulla popolazione anziana e sappiamo tutti che gli anziani sono sempre più problematici, meno autosufficienti. Però se tu non hai un'analisi chiara e inequivocabile di sistema e quindi sulla popolazione sulla tipologia dell'utenza tu non puoi come dire crearle le strutture prima di sapere come ti devi gestire la popolazione utente di queste strutture qua. Non c'è un piano di cronicità e io, continuo da allora a sentirmi dire ma la popolazione anziana è sempre più da sanitarizzare. Dunque io arrivo dall'anti psichiatria, da quel movimento degli anni '70 e quindi stiamo ben attenti a far passare una dimensione generalistica di come tu vai a fare una diagnosi del paziente o dell'utente perché sennò c'è il rischio di creare delle istituzioni totali. E' vero che il paziente anziano o l'utente anziano è sempre più problematico visto l'aumento della aspettativa di vita è tutto quello che vogliamo ma è vero che se tu esuli dall'anamnesi individuale del soggetto e quindi tu non hai tutte le risposte di sistema a seconda dell'anamnesi del soggetto tu rischi di riistituzionalizzare l'utenza come accadde negli anni 70 con la psichiatria. Questo diciamocelo in tutta franchezza

Quindi in sostanza mancano dei dati che dal territorio ci dovrebbero arrivare e che darebbero una forma al sistema 

Alcuni anni fa ci fù una proposta, più o meno accettabile, ma sicuramente interessante, sulla regia unica regionale e quant'altro. La proposta fu discussa con le organizzazioni sindacali ed è a questo che dobbiamo tornare. Occorre una riforma di sistema e il tema delle rsa è un tema che durante la pandemia covid su tutto il territorio nazionale è drammatico se a Roma ci si sta riflettendo e c'è anche un gruppo di lavoro, anche se purtroppo non ci sono le organizzazioni sindacali, ma soprattutto gli enti gestori soprattutto quelli privati. Se il tema è stato messo in discussione vuol dire che qualcosa non ha funzionato nelle rsa per quanto bene sia accaduto in altre regioni d'Italia. Allora vuol dire che anche quella risposta all'utenza deve essere rivista in qualche modo.

Passiamo adesso a parlare del premio covid. Parrebbe che ad alcuni lavoratori della sanità verrà dato che qualcuno è stato escluso. Come pensate di tutelare chi è rimasto escluso?

Allora insieme alla cisl e uil ci prendiamo la sacrosanta responsabilità e anche il merito di avere portato nell'agenda della politica valdostana già a partire da maggio dell'anno scorso il tema della premialità in linearità con quello che è stato ottenuto dai nostri a Roma. I nostri ottennero che lo stato o meglio il ministero della salute per il suo personale, perché poi ci si dimentica sempre che il datore di lavoro con cui tu interloquisici non con le belle e brave idee ma appunto il ministero della Salute, riconobbe un tavolo di concertazione con le organizzazioni sindacali per il suo personale e quindi attraverso le leggi e gli accordi fatti a livello nazionale dovesse avere un meccanismo premiale con una serie di deroghe di legge, anche perché i fondi della premialità in realtà sono bloccati dalla legge e quindi o una modifica le leggi oppure parliamo anche di cose che sono a rischio illegittimità corte dei conti tutte le autorità costituite che controllano la spesa pubblica. Quindi si parte da Roma e le nostre categorie nelle altre regioni cercano di aprire dei varchi anche non solo sui loro sistemi sanitari regionali ma fanno delle proposte anche sul privato piuttosto che altro pubblico, che è stato su quel tema li, come una soluzione che ancora tutto sommato non c'è. Partiamo dal tema dei pubblici. Noi stiamo ancora contrattando, ma ormai ci siamo quasi, perché la regione valle d'aosta un po' noi, e la preoccupazione come sai ce l'avevamo, ha, come dire, avuto la presunzione di poter metterci di suo in più. Ma il sistema sanitario regionale, per legge, non può non recepire cose divergenti da quello nazionale, e in più ci poteva stare tutto, il dubbio, rispetto al fatto che in qualche modo un controllo della spesa pubblica demandato dallo stato anche per la regione. Siamo pur sempre in Italia. Detto questo però dobbiamo dare atto che almeno su questo con l'assessore attuale siamo riusciti a sbloccare. Adesso stiamo trattando nei termini quindi sul personale della sanità e uniformi a tutto il resto del territorio nazionale e quello lo abbiamo risolto. Sul tema delle altre figure professionali che sono state investite, quindi nelle case di riposo, pubblico e privato vale lo stesso ragionamento, noi abbiamo fatto una proposta che è stata recepita e all'interno di quella proposta ovviamente c'è stato un dibattito col Consiglio di allora e con la giunta di allora. A nostro parere la regione come datore di lavoro, attraverso i suoi enti locali, effettivamente poteva ipotizzare delle risorse economiche da dare poi ai suoi dipendenti. Fermo restando che cgil cisl e uil chiesero di incominciare anche a riflettere sul privato. Quindi sulla legge di assestamento fu fatto un articolo preciso rispetto personale pubblico delle micro comunità perché appunto ripeto poteva farlo la regione in quanto decisore primo rispetto al funzionamento degli enti locali e quindi poi devolvere come dire le risorse proporzionate alle unite per le loro microcomunità. Quella cosa finalmente la stiamo contrattando siamo arrivati a un esito anche se manca ancora la firma dell'accordo però a tutti gli effetti la dgr che è uscita che ha stanziato le risorse per l'unité è andata in indirizzo. Ora, all'interno di questa roba, quindi dal principio, noi ci siamo da subito accorti che mancava uno degli enti pubblici più famosi ed importanti della valle d'aosta, il jb festaz tanto per capirsi. Fermo restando che, ti ripeto, sul privato noi alla fine stiamo provando a contrattare col datore di lavoro privato un meccanismo premiale, l'abbiamo bocciato ancora senza esito alla clinica di Saint Pierre e alla casa di riposo di Chatillon. Ma sul pubblico c'è questo e noi l'abbiamo definito chiaramente prima e soprattutto dopo al nuovo assessore un vulnus che tu per quanto, come dire, a livello di personale, stiamo arrivando a meccanismi di premialità per una componente significativa di operatrici che meritano. Hai dimenticato comunque un luogo significativo quindi da quel punto di vista l'abbiamo riportato da subito poi abbiamo chiesto un'interpretazione autentica nelle more anche del passaggio di consegne tra un consiglio e un altro. Per cui sistemicamente e amministrativamente è stato complesso prendersi in carico questa vicenda. Ma diciamocelo in tutta franchezza, allo stato attuale poi per quanto un pochettino informale il parere è che il legislatore quando ha fatto all'articolo 22 sulla premialità, lo dico in modo ironico, è vero che come ente pubblico ha un assetto amministrativo societario diverso dagli altri però sempre lavoratori pubblici sono e sempre il finanziamento è pubblico del j b festaz e le rimesse della regione piuttosto che. Allora su quello noi non potevamo non consentire questo. Mi chiedo che sia chiaro e inequivocabile che noi stiamo parlando di un meccanismo premiale che tra l'altro non sarà erogato prima che la corte costituzionale non si esprimerà sulla legittimità di questa operazione che noi in sintonia col consiglio di allora e di adesso crediamo che sia legittimo su quello che la regione come dire si stia rivalendo negli ambiti farà bene se eravamo dubbiosi su quello che la sanità pubblica e quindi su quello regione ritenevamo che fosse superficiale andare a contrapporsi allo stato su questo tema noi crediamo che in realtà non ci sia un principio di incostituzionalità quindi ci auguriamo che il riscontro finale della corte costituzionale sia positivo e si andrà ad erogare a un numero comunque consistente e importante di oss che meritano. Sul j b festaz che è rimasto al di fuori stiamo premendo giorno per giorno. Abbiamo tentato di proporre una modifica di legge prima che andasse in bilancio la questione della premialità delle micro ma non c'è stata data. Adesso non stiamo a sindacare qui se ci siano state motivazioni politiche tecniche o quant'altro. Stiamo continuando a chiedere e chiederemo fino in fondo la soluzione per il j b festaz perchè sarebbe una sperequazione tra operatrici in quanto parliamo di numeri di 500 dipendenti sulle micro comunità e di un centinaio al j b festaz. E' un numero importante quindi non ammetteremo e non ci fermeremo finché questo vulnus non sarà risolto!

Come vedi il futuro della gestione dei servizi sociali assistenziali della nostra regione più orientata alla gestione pubblica o privata?

Per tutte le motivazioni e le risposte che finora ti ho dato è evidente che noi in modo forte chiaro e deciso da tempo immemore continueremo fino in fondo a chiedere la gestione pubblica. Per le motivazioni che ti dicevo ci sono degli ambiti storici e se l'intervento pubblico non funziona il compito è la responsabilità è delle istituzioni e del sindacato che glielo chiede. E' la messa in opera delle regole in funzionalità dei servizi pubblici a gestione diretta. Non siamo in grado, ma non per motivi ideologici o di convenienza professionale, perché come ti ho detto li dove il privato i servizi alla collettività li ha creati, viva il privato, ma lì dove storicamente i servizi sono pubblici è sempre stato. Se non funzionano si devono aggiustare. All'esternalizzazione, noi, di questi servizi ci opporremo e daremo subito corso al dialogo. Chiederemo il confronto e quant'altro, faremo le analisi ed opporremo ne siamo certi sempre le contro deduzioni necessarie per spiegare che l'esternalizzazione non comporta benefici ai servizi pubblici erogati sia di tipo economico che di tipo di risultato poi all'utenza.

Si di fatto hai anticipato l'ultima domanda che diceva nel caso ci fosse l'orientamento maggiore verso il privato come pensa di contrastare tale decisione da parte del governo regionale?

Ci sono dei dati che condivido con te Roberto che ci sono degli indirizzi che è nel momento in cui prendono una direzione o ci ascoltano e quindi c'è il confronto e quindi ci sono le argomentazioni e poi ci sono le scelte che per carità la politica fa. Poi sappiamo che degli indirizzi vengono presi a prescindere senza confronto e quant'altro e se fosse una di quelle situazioni come questi giorni è apparso di un sindacato corporativo che ha minacciato la corte dei conti su variney. Io credo che allo stato attuale delle cose noi non siamo in grado di dimostrare alla corte dei conti che ci sia uno spreco e di spesa pubblica ma se sarà necessario lo faremo. Quando avremo le prove chiare inconfutabili e questo anche sulla monte Emilius, sull'esternalizzazione paventata del sad. Sesso identico discorso. Noi stiamo stiamo chiedendo un confronto che ancora non abbiamo avuto a onor del vero, e useremo tutti gli strumenti di cui sindacati sono in potere, fino allo stato di agitazione e quindi tutto ciò che è necessario, perché ci devono ancora dimostrare come noi abbiamo sempre dimostrato, quello che ti ho detto prima. Ti dirò di più. C'è un precedente, ritornando al jb festaz, in questi termini, per cui i sindacati riuscirono ad opporsi all'esternalizzazione a dimostrarlo proprio sul jb festaz. Nel 2012 era stato presentato un disegno di legge di esternalizzaizone che però riuscimmo a controdedurre a quel consiglio a quella giunta. Non ricordo neanche chi ci fosse in quel periodo ma egli dovette constatare che i sindacati avevano ragione e cioè che l'esternalizzazione non sarebbe stata né economica né efficiente né efficace. Quindi noi continueremo su quella stessa identica strada.