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PCP fa sponda a Marco Cappato: depositata una proposta di leggere regionale sul fine vita

di Redazione

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Erika Guichardaz e Chiara Minelli di PCP hanno depositato la proposta di legge che vuole definire procedure e tempi certi nell’accesso alla morte volontaria assistita. La proposta arriva sulla base di quanto voluto dall’Associazione Luca Coscioni, guidata da Marco Cappato, e attiva sul fronte della liberalizzazione dell’eutanasia.

La Valle d’Aosta è la 15esima regione coinvolta nella campagna ‘Liberi Subito’, ma anche in altre regioni sono state presentate proposte simili da gruppi trasversali di consiglieri regionali, forze politiche e in seguito a raccolta delle firme.

L’obiettivo di questa proposta di legge, come spiega una nota, “è quello di definire il rispetto e la diretta applicazione, relativamente a ruoli, procedure e tempi del Servizio sanitario di verifica delle condizioni e delle modalità di accesso alla morte medicalmente assistita”, così come delineato dalla sentenza della Corte costituzionale ‘Antoniani/Cappato’, numero 242/2019. Sentenza che – secondo l’associazione – avrebbe valore di legge.

La sottoscrizione della proposta di legge regionale – specifica l’Associazione Luca Coscioni – resta aperta da parte di tutti i Consiglieri regionali interessati.

Il commento

Ringraziamo le Consigliere per aver depositato in Consiglio regionale della Valle d’Aosta il testo della proposta di legge – commentano Filomena Gallo e Marco Cappato, Segretaria e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, insieme a Matteo Mainardi, coordinatore della campagna Liberi Subito -. Quando tutte le regioni si doteranno di una simile normativa, nessuno sarà più costretto a terminare le proprie sofferenze all’estero. Infatti nonostante la morte volontaria assistita sia già legale, decine di persone preferiscono porre fine alle proprie sofferenze lontano da casa, piuttosto che subire un calvario nel proprio paese, dato da tempistiche incerte. C’è chi ha dovuto attendere oltre due anni passando da denunce e azioni nei tribunali a causa di criteri ambigui come quello della presenza di ‘trattamenti di sostegno vitale’, criterio su cui la Corte costituzionale tornerà ad esprimersi nei prossimi mesi. Ci appelliamo ora alle consigliere e ai consiglieri di qualsiasi gruppo politico per chiedere di sottoscrivere la proposta di legge regionale e dotare così anche la Valle d’Aosta di una normativa sul fine vita rispettosa delle competenze regionali e della sentenza 242/2019 della Corte costituzionale che, come ogni sentenza della Corte costituzionale, ha valore di legge”. 

Auspicando che la proposta trovi altro consenso, Erika Guichardaz, ha sottolineato come “la Valle d’Aosta si sia nel tempo contraddistinta rispetto all’attenzione su questa tematica e che questa proposta di legge non instaura nessun nuovo principio o diritto, ma vuol dare solo certezza sull’applicazione delle norme già stabilite dallo Stato e dalla sentenza della Corte Costituzionale”.