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Cronaca

Pasqua tra posti di blocco e elicotteri in volo: ma per chi entra da fuori?

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Sono state molte le segnalazioni dei nostri lettori che riguardano un fatto singolare, anzi del tutto paradossale. Una realtà difficile da capire per molti cittadini, i quali però una risposta dalle istituzioni pur la meriterebbero. 

Partiamo da un presupposto: l’interesse preminente è tutelare al meglio la salute dei valdostani, specie in un momento nel quale a loro si chiede un enorme sacrificio umano nel restare il più possibile a casa, nonché economico tenendo sostanzialmente chiuse le loro attività. Se la preoccupazione, pertanto, è l’ingresso in Valle di potenziali portatori del virus che potrebbero dar vita a nuovi focolai, allora vi è da sottolineare che questo potrebbe avvenire in modo del tutto speculare da tutte le frontiere regionali, sia quelle con il Piemonte che quelle estere. Dunque se il rischio è il medesimo, in linea di principio, anche le misure di sicurezza dovrebbero esser analoghe. E invece sembrerebbe di no, non proprio almeno.

Da un comunicato delle Forze dell’Ordine, di quindici giorni fa circa, in cui si annunciava una importante stretta sui controlli all’ingresso nella regione, già si intuiva che qualche cosa avrebbe potuto stonare. Si diceva infatti che sarebbe stato istituito un posto di blocco a Pont-Saint-Martin, mentre dei semplici “controlli a campione” alla frontiera svizzera (Gran San Bernardo) e francese (Monte Bianco). Mi chiedo: come mai? Come è possibile che una frontiera ‘interna’ rischi di essere presidiata in modo più stringente e accurato che una esterna? Non si vuole fare un discorso sciovinistico, ma se il rischio pandemico è lo stesso da ambo le direzioni non si capisce come mai, ad esempio, per un cittadino francese potrebbe esser più facile far ingresso in Valle d’Aosta mentre un piemontese, un lombardo, ecc... incapperebbe in (seppur giusti) controlli più capillari. 

Come dicevamo all’inizio, nei giorni passati non sono mancate le segnalazioni al nostro giornale - con tanto di video, che non pubblichiamo per rispetto del lavoro e della professionalità degli operatori di pubblica sicurezza che da ormai un anno sono costretti a presidiare strade e piazze  – su quanto fosse effettivamente “meno arduo” far ingresso in Italia dalla Valle d’Aosta, mentre al contempo fosse più complesso entrare in Valle d’Aosta dall’Italia. Sarà forse l’ennesimo paradosso creato dalle leggi dell’UE, da Shengen e dalla libera circolazione europea, ma se si arriva al punto che un cittadino italiano per Pasqua non può viaggiare liberamente sul territorio della Repubblica mentre uno svizzero (se intendesse farlo aggirando le regole) potrebbe farlo senza particolare rischio di controlli, c’è davvero qualcosa che non va. E questo fatto fa esattamente il paio con la facilità con la quale si stanno permettendo le vacanze pasquali all’estero, mentre si è messo in croce le attività turistiche nazionali. 



Contattata la dirigenza della Polizia di Frontiera dal nostro giornale, questa non ha potuto rilasciare dichiarazioni. Ma si capisce quanto la Polizia si limiti ad applicare normative e direttive – chiaramente imposte – non del tutto comprensibili a noi comuni valdostani.

Il Soldato Pedro