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Ospedale sotto pressione: picco di bronchiti e polmoniti, però stavolta il Covid-19 non è il responsabile

di Redazione

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L’ospedale Parini di Aosta è di nuovo sotto pressione, stavolta però non è il Covid-19 il principale responsabile. La carenza cronica di posti letto si fa sentire, specie in inverno con il maggiore afflusso di pazienti in Pronto Soccorso.

A pesare il maggiore afflusso di turisti per la stagione invernale, spesso con traumi di diverso tipo procurati sulle piste da sci, nonché – naturalmente – il maggior numero di influenze ingravescenti. Il Direttore Sanitario dell’Usl, Guido Giardini, ci ha confermato telefonicamente la decisione di chiudere in via temporanea una ulteriore sala operatoria ospedaliera per mancanza di posti letto. 

Da ieri, 3 gennaio 2023, al Parini rimangono solo 2 sale operatorie attive su 5, una per le emergenze e l’altra per interventi non posticipabili, vedasi neoplasie, tumori o interventi al sistema cardiocircolatorio. Regolarmente aperte invece le due sale – ginecologia e oculistica – al Beauregard.

E proprio un picco inaspettato di accessi al PS per polmoniti e bronchiti severe non Covid-19 – a cavallo tra il primo e il 3 gennaio appena trascorso – ha imposto il ricovero di una trentina di persone, molti dei quali anziani e pazienti con altre patologie, decretando così la necessità di ridurre l’attività operatoria. Una situazione al momento gestibile, in quanto i protocolli di isolamento dei pazienti con polmoniti e bronchiti non da Covid-19 non sono altrettanto severi come nel caso del virus. 

La riapertura di almeno una delle sale è prevista tra una settimana, per l’11 di gennaio 2023, ma in caso la situazione rientrasse – dice il dott. Giardini – non è escluso l’anticipo di tale data.

Giuseppe Manuel Cipollone