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Salute e Ambiente

Oftalmologia - Barmasse "L’organizzazione valdostana è validissima"

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Ieri mattina l’Assessore alla Sanità Roberto Barmasse ha partecipato a un incontro organizzato da Senior Italia FederAnziani, associazione composta dalle società scientifiche di ambito oftalmologico, dal Sindacato unitario dei medici ambulatoriali italiani (SUMAI Assoprof), e dai pazienti. All’appuntamento, che si è svolto in videoconferenza, erano presenti anche il dottor Roberto Orsi, primario della Struttura Complessa di Oculistica, e il dottor Carlo Palumbo, specialista ambulatoriale sul territorio valdostano.

"L’organizzazione dell’oftalmologia valdostana è validissima – ha commentato Barmasse – anche grazie agli eccellenti specialisti di cui dispone: al di là dell’organizzazione sono le persone a fare la differenza. Approfitto di quest’occasione per ringraziare il dottor Orsi per quanto ha fatto in questi anni perché ha trasformato l’oftalmologia valdostana in un fiore all’occhiello della nostra attività. Ringrazio anche il dottor Palumbo per tutto il lavoro svolto sul territorio perché, soprattutto in periodo di emergenza COVID, gli ambulatori territoriali hanno un ruolo fondamentale per permettere anche all’ospedale di continuare a erogare i servizi con regolarità".

L’incontro rientra nell’ambito del ciclo di tavole rotonde promosse da Senior Italia con tutte le Regioni italiane per fare il punto sulle difficoltà causate dal Covid che nella maggior parte dei casi hanno costretto a tralasciare le cure ordinarie, con vari disagi per i pazienti. A livello nazionale in questi mesi sono state svolte 2.500.000 prestazioni ambulatoriali in meno e ciò ha determinato l’allungarsi delle liste d’attesa e notevoli difficoltà per i pazienti, soprattutto anziani. Si è verificata una contrazione di più di 300.000 interventi chirurgici della cataratta, che in tempi pre-covid raggiungevano i 600.000 in un anno.

"Il quadro risulta in controtendenza in Valle d’Aosta - aggiunge la Regione -  dove le prestazioni sono state erogate regolarmente in tutti questi mesi grazie a diversi fattori organizzativi, tra i quali l’aumento delle ore lavorate da parte dei medici, anche quelli del territorio, che hanno raddoppiato la loro disponibilità subito dopo la fase di lockdown".