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Politica e Istituzioni

Nuovo penultimatum di Pcp ai Consiglieri regionali: ennesima manifestazione estetica di una politica che non cambia mai

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A  leggere le note diramate dal Pcp - precisamente dall'Assemblea generale, in linea di principio suo organo supremo -, questo sembrerebbe un gruppo furoreggiante, pronto a fare fuoco e fiamme in maggioranza nel nome del rispetto degli obiettivi promossi in campagna elettorale. Ma i tempi in cui le azioni dei gruppi consigliari coincidevano con le volontà della base del partito sono oramai tramontati, da sinistra a destra, lasciando alle presunte Assemblee generali il ruolo di "chihuahua": simpatici cagnolini notoriamente chiassosi ma che, nei fatti, risultano più buffi che spaventosi quando mostrano i denti.

E ricorda un pochino un chihuahua imbestialito anche l'Assemblea generale di Pcp, riunitasi ieri, la quale durante la discussione si sarebbe soffermata su due aspetti: "il contenuto della Risoluzione approvata da 22 consiglieri nel consiglio straordinario del 15 settembre ed il mancato avvio e svolgimento della verifica politica e programmatica che Pcp ha richiesto ormai da vari mesi".

Secondo la nota "la maggioranza degli intervenuti" avrebbe "affermato che la Risoluzione approvata dal Consiglio non è condivisibile perché impegna la Giunta a presentare un ricorso alla Corte costituzionale contro la sentenza della Corte dei Conti, sentenza che riguarda i comportamenti di singole persone su atti molto specifici". Il rischio, a detta dell'Assemblea generale, sarebbe che "in questo modo si innesca un conflitto istituzionale fra Regione e organi dello Stato che è privo di motivazioni sostanziali e rischia di essere dannoso per l'intera comunità". Un ennesimo duro altolà - a parole - che il Pcp rivolge ai propri consiglieri regionali che da tempo sembrano percorrere una strada tutta loro. 

Per quanto riguarda, invece, la verifica di maggioranza, l'Assemblea di Pcp ne ha ribadito "l'imprescindibile necessità" evidenziando come nessuna risposta sia "arrivata dagli autonomisti rispetto ai punti per la discussione". Non solo: su alcuni dossier importanti - vedasi Cime Bianche - si è andati in una direzione opposta a quella che sarebbe nei desiderata della federazione di movimenti, con l'adesione di gran parte del gruppo consigliare del Pcp stesso.

A fronte di questa situazione il Pcp fa sapere che "la larghissima maggioranza degli interventi ha evidenziato che l'attuale situazione non può perdurare", con ciò lanciando un invito che sa più di ennesimo penultimatum: "sospendere la partecipazione alle riunioni della maggioranza regionale fino allo svolgimento e alla conclusione della verifica". E dire che fra i barricaderos che ci hanno messo mezzo minuto netto a mettersi l'abito borghese c'è anche un certo Andrea Padovani: ma si sa, di 'fedeltà alla linea' rimane solo il pallido ricordo del punk di Giovanni Lindo Ferretti e qualche maglietta con Gramsci (ingiustamente?) ostentato. Il trasformismo - implicito o esplicito - è da sempre il male di una politica che da sinistra a destra non può cambiare, perché dannata da una 'legge ferrea dell'oligarchia' che può solo fingere di eludere. 

Giuseppe Manuel Cipollone

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