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Nuovo codice stradale, ‘Fiab Aosta à Vélo’ disapprova: “aumentare le zone 30 km/h nelle città”

di Redazione

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E’ passato ieri – 27 marzo – alla Camera dei Deputati, il nuovo Codice della strada voluto dal Ministro Matteo Salvini. Un pacchetto normativo che prevede numerose strette sull’uso di alcolici e o sostanze stupefacenti alla guida, ma che sta scatenando le reazioni di varie associazioni vicine ai temi della mobilità dolce sul fronte dei limiti di velocità. Il testo ora deve tornare in Senato, ma le reazioni già si fanno sentire.

Nel nostro capoluogo regionale è l’associazione ‘Fiab Aosta à Vélo’ – vicina alla maggioranza comunale progressista – a tuonare contro il nuovo Codice stradale, scrivendo: “mai come questa volta una legge incide letteralmente sulla vita delle persone”.

La nuova legge viene, infatti, fortemente criticata “per non incidere sui limiti di velocità, sul miglioramento della ciclabilità e la tutela delle strade urbane”.

La velocità eccessiva è – secondo l’associazione – “la principale causa d’incidenti stradali che in Italia hanno un tasso annuo superiore alla media europea – commenta una nota -. Considerato poi che il 73% degli incidenti avviene in ambito urbano e che, in città, l’80% delle vittime è un utente vulnerabile (pedone, ciclista o motociclista) è nelle aree cittadine che si dovrebbe intervenire, sull’esempio di importanti capoluoghi europei, aumentando le zone a 30 km/h nell’ottica di far diventare le città ‘città 30’, progetto che prevede i 30 km/h su tutto il territorio urbano lasciando solo gli assi di scorrimento a 50 km/h”. 

Ma il nuovo codice della strada, insieme a decreti e direttive ministeriali, limita gli autovelox, ostacola i provvedimenti comunali di riduzione della velocità, limita di fatto la costruzione di nuove piste ciclabili e toglie ai Comuni la pianificazione della mobilità sostenibile sui loro territori”, conclude l’associazione cittadina pro piste ciclabili.