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Manovra di bilancio, è giudizio negativo da parte del PCP

di Redazione

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 Per Chiara Minelli ed Erika Guichardaz, consigliere di PCP, manca nei documenti della manovra di bilancio, compreso il DEFR, una visione strategica, una programmazione rivolta al futuro, una lungimiranza rispetto a scelte che impatteranno sulla nostra regione per molti anni“.

Per questo motivo, in coerenza con quanto esposto in discussione del DEFR, il Progetto Civico Progressista ha espresso voto contrario alla legge di Bilancio e si è astenuto sul disegno di legge di stabilità. 

I documenti presentati non danno risposte sufficientemente chiare e strutturate alle esigenze dei valdostani – spiegano in una nota le due consigliere –. Il disagio sociale delle famiglie e degli operatori economici, l’aumento dei costi dell’energia e delle spese per il riscaldamento e il declino della sanità valdostana dovevano essere le vere priorità da affrontare, mentre nelle notevoli disponibilità finanziarie del bilancio non si trovano misure incisive e stabili che possano fronteggiare seriamente questi temi

PCP ha provato a fare delle proposte, ha presentato 3 emendamenti e 6 ordini del giorno. Avevamo chiesto di valutare il ripristino del Bon Chauffage o di altra misura simile ma stabile e strutturale; di definire nella prossima variazione di bilancio appropriate risorse per far fronte alle domande pervenute nell’ambito del ‘Bonus Entreprises’ e non ammesse a contributo per indisponibilità di fondi; di rivedere la delibera che relega il Convitto F. Chabod ad un doposcuola sminuendo l’attività educativa dell’istituzione e penalizzando le famiglie con le fasce di reddito più basse. Nessuna delle tre richieste è stata presa in considerazione, sottolineano Minelli e Guichardaz. 

Si insiste, invece, con grandi opere come ad esempio l’ospedale-megalitico da aggiungere alle energivore strutture del vecchio Parini e del Beauregard, abbandonando l’idea del presidio unico innovativo e flessibile. Non si ha il coraggio di innovare. D’altronde abbiamo da tempo una politica asfittica, un sistema elettorale inadeguato, a proposito del quale abbiamo anche paura di consultare il ‘peuple’, viviamo nell’incertezza e sopravviviamo con manovre di piccolo cabotaggio“. 

La strada della maggioranza progressista e ambientalista è stata abbandonata. Ecco il perché del nostro voto contrario a questo bilancio. Noi siamo per un SÌ al coinvolgimento dei cittadini nelle scelte strategiche, per un SÌ ad un ospedale nuovo, per un SÌ alla reale tutela dell’ambiente, per un SI alla valorizzazione della scuola pubblica e per un SÌ allo sviluppo di tutti i settori dell’economia valdostana, che non può essere centrato principalmente sull’industria dello sci, concludono le due consigliere.