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Politica e Istituzioni

L’UV risponde ad Adu sul tema Cime Bianche: "Strumentalizzazioni fatte da ambientalisti da salotto"

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"Su #CimeBianche…l’Union Valdôtaine ha una visione certamente differente da alcuni componenti dell’area civica progressista, ma non è accettabile di essere accusati di nascondere la realtà" scrive il Mouvement in una nota.

"La società Monterosa SpA ha espletato una Procedura aperta, ai sensi degli articoli 60 e 122 del D.Lgs 50/2016, per l’affidamento di servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria concernenti la redazione di studi propedeutici e preliminari alla valutazione di fattibilità del collegamento intervallivo Cime Bianche, a seguito di regolare gara pubblicata sul sito della società Monterosa (visibile da chiunque, basta cliccare monterosaspa.com) dal 19 ottobre 2020" continua l’Union Valdôtaine.

"Non commentiamo la fiducia che il Presidente Lavevaz nutre nei confronti del consigliere Bertschy né le presunte intenzioni di quest’ultimo. Si può solo dire che hanno lavorato bene e che la loro collaborazione continuerà. Possiamo ancora dire che in questi mesi di legislatura, gli autonomisti hanno lavorato in stretta collaborazione, partecipando in modo coeso per unirsi alle sintesi sul programma del governo, e cercando di non complicare una situazione già non facile e meno chiara - e ancor meno coesa - in seno alla PCP, che vede due componenti in costante contrasto con i consiglieri del proprio gruppo, dimostrando questa dissonanza a colpi di comunicati stampa e di mozioni e discussioni continue che stanno iniziando a imbarazzarci e, quel che è peggio, sono percepite dalla cittadinanza come grande segnale di instabilità. Ne commentiamo le congetturate future alleanze, della quali non abbiamo mai parlato.

Il citato art. 23 del codice degli appalti, chiarisce, al comma 7 “ Il progetto definitivo individua compiutamente i lavori da realizzare, nel rispetto delle esigenze, dei criteri, dei vincoli, degli indirizzi e delle indicazioni stabiliti dalla stazione appaltante e, ove presente, dal progetto di fattibilità; il progetto definitivo contiene, altresì, tutti gli elementi necessari ai fini del rilascio delle prescritte autorizzazioni e approvazioni, nonché la quantificazione definitiva del limite di spesa per la realizzazione e del relativo cronoprogramma, attraverso l’utilizzo, ove esistenti, dei prezzari predisposti dalle regioni e dalle province autonome territorialmente competenti, di concerto con le articolazioni territoriali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, secondo quanto previsto al comma 16”, chiarendo benissimo che si tratta di una fase progettuale non esecutiva, che è l’unica necessaria per la realizzazione dell’opera.

L’approfondimento legale oggettivo è stato effettuato nel mese di aprile con parere legale firmato dall’avvocatura della Regione chiarendo che non vi sono ostacoli legali alla prosecuzione della redazione di studi propedeutici e preliminari alla valutazione di fattibilità del collegamento intervallivo. Per altro tale parere fu commissionato e visionato dall’allora assessora all’ambiente, la quale, si è ben guardata di divulgarne i contenuti.

Siamo lieti che domenica scorsa associazioni, comitati e decine di cittadini si siano recati nel vallone con la consapevolezza che una buona parte degli stessi escursionisti non aveva la più pallida idea di dove si trovasse l’area, tanto facile da usare come baluardo di lotta ideologica dalla poltrona di casa con uno smartphone in mano. Invitiamo questi escursionisti a farsi anche un giro in valloni, altrettanto piacevoli, nel quali gli allevatori monticano portando ancora il materiale in alpeggio con i muli, sempre nell’ottica di una presunta salvaguardia dell’ambiente da salotto (tanto sono loro che vivono su tutta l’estate senza elettricità per mantenere un’attività con la quale mantengono le loro famiglie).

Chiediamo solo una cosa, di non usare la parola Resistenza, con la R maiuscola, in riferimento ai sopralluoghi di montagna, perché, come chi ha scritto l’articolo sa bene, la Resistenza è tutt’altra cosa e non merita, qui come altrove, di essere disonorata" conclude l’Union Valdôtaine.