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Politica e Istituzioni

Via libera dal Consiglio Valle alla nuova legge elettorale comunale - Dall'elezione diretta dei sindaci all'aumento delle indennità

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Il  Consiglio Valle oggi ha dato il via libera con 28 voti a favore AV, UV, SA, PNV-AC-FV, RC-AC, Lega VdA, Misto, Consigliere Gerandin del Mouv' e 7 contrari (M5S, ADU-VdA, Consiglieri Cognetta e Ferrero del Mouv') alla legge che modifica le disposizioni in materia di elezioni comunali e di indennità degli amministratori degli Enti locali. 

Per il Presidente della Regione Antonio Fosson questa legge è frutto di "Un risultato trasversale e sinergico, che va a colmare alcune criticità, tra cui l'elezione diretta di tutti i Sindaci. Può essere migliorabile e capiamo che non sia condiviso da tutti. Gli Enti locali sono i testimoni delle esigenze della nostra gente e a loro va tutta la nostra attenzione. Il Sindaco ha responsabilità crescenti, non sempre monetizzate, e spero che questa strada possa essere intrapresa anche dai giovani. L'importanza della donna nella vita politica così come in quella sociale è indubbia. Siamo ad una nuova tappa di capacità legislativa, è segno di una vitalità dell'intera Assemblea legislativa. Siamo di fronte ad una sfida molto importante perché intervenire sui numeri dei Comuni è doveroso ma non è facile: forse il territorio non è ancora pronto. L'impegno di tutto il Consiglio è di andare verso una legge che sia molto innovativa per il bene di tutta la Valle d'Aosta"

La legge si compone di 56 articoli: la modifica più rilevante consiste nel ripristino dell'elezione diretta del Sindaco e del Vicesindaco anche nei Comuni con popolazione inferiore a mille abitanti, che sono 42 su di un totale di 74; inoltre nei piccoli Comuni viene variata la composizione dei Consigli comunali: da una maggioranza di 7 a 4 si passa ad una maggioranza di 8 (6 consiglieri, più il Sindaco e il Vicesindaco) a 3. Riguardo alla rappresentanza di genere, si alza dal 20 al 35 per cento la misura sotto la quale nessuno dei due generi può essere rappresentato; sono inoltre introdotte modalità di scrutinio volte a meglio garantire la segretezza del voto, prevedendo, laddove possibile, il mescolamento delle schede votate prima dello scrutinio. Per quanto riguarda le indennità dei Sindaci, sono riconosciuti importi commisurati alle responsabilità, fermo restando la facoltà per ogni singolo amministratore di decidere liberamente della riduzione della propria indennità.

"Il y a eu de la part de tout le monde une grande disponibilité à la confrontation et les décisions ont toujours été prises à la majorité des participants, de manière transversale, en essayant de dépasser l'opposition rituelle majorité/minorité - a dit le President de la I Commissione Patrizia Morelli - chacun de nous, à des moments et sur des thèmes différents, a dû renoncer à sa position pour concéder quelque chose aux autres, afin de faire progresser le texte. Nous souhaitons vivement que la solution trouvée soit loin de représenter un accommodement au rabais, mais qu'elle puisse être fonctionnelle à la tâche, tout en englobant des points considérés qualifiants pour chaque groupe représenté au Conseil".

Dal punto di vista di chi ha votato contro questa legge non garantisce la buona amministrazione come ha detto il Capogruppo del Moviment 5 Stele Luigi Vesan "Il nostro parere era contrario in Commissione e rimane contrario in Aula. Abbiamo cercato di inserire norme per riavvicinare i cittadini alla politica, provando a impedire di ridurre la rappresentanza delle minoranze e di aumentare il numero minimo per i membri di una lista. Volevamo valorizzare il lavoro del Sindaco e la sua presenza sul territorio: chiedevamo l'abolizione della diaria, sostituendola con un rimborso spese, e un riconoscimento maggiore a chi fa il Sindaco a tempo pieno, anziché darlo anche a chi fa anche un altro lavoro. Volevamo anche eliminare l'eliminazione dell'elezione diretta del Vicesindaco, e abbiamo proposto la preferenza unica: ci siamo però scontrati contro un muro di gomma. L'interesse delle forze che propongono questa legge non è il confronto con l'opposizione su scala locale, ma la retribuzione delle cariche. Questa legge non garantisce la buona amministrazione, né la segretezza del voto, né la giusta rappresentanza. Neppure garantisce un'equa retribuzione: in questo modo il ruolo di Sindaco resta un mero trampolino di lancio per chi vuole fare carriera, politica o in una partecipata regionale.»

Mouv' invece si spacca in due sulla votazione, da una parte Elso Gerandin favorevole, dall'altra i Consiglieri Roberto Cognetta e Stefano Ferrero contrari.

"Continuiamo a fare dei "maquillages" alle leggi elettorali, senza affrontare il vero tema, che è quello di avere l'altissimo numero di 74 Comuni - ha detto Ferrero - abbiamo delle piccole amministrazioni con delle responsabilità grandissime: ci sono poche risorse e le persone si trovano a fare di tutto. Questi interventi legislativi sono cure palliative che non risolvono il problema centrale. Cerchiamo di garantire tutto, ma ci troveremo in tanti Comuni con un'unica lista: non so come questo dovrebbe essere una garanzia. Per le indennità dovremmo guardare all'esterno: i Sindaci piemontesi hanno forse meno responsabilità? Di certo non si sentiva la mancanza di una legge di questo tipo, che aumenta gli odiosi costi della politica. Qui non stiamo parlando di mestieri, ma di impegno nei confronti della Comunità: così diventa una professione, con stipendi stabiliti e la creazione di privilegi per una piccola casta". E per Roberto Cognetta "Nel 2015 si sono tagliate le risorse per gli emolumenti dei Sindaci vista la crisi economica, mentre oggi quest'Aula vuole approvare un aumento complessivo di 570 mila euro. Ma non mi sembra che il momento attuale sia tanto florido, tenuto conto che pare non ci siano risorse da assegnare ai Comuni. Eppure per aumentare gli stipendi dei Sindaci i soldi ci sono. Politicamente ritengo ingiusta questa decisione: nessuno obbliga una persona a fare il Sindaco. Fosse per me, ogni Comune dovrebbe avere l'autonomia decisionale sugli emolumenti. La Regione non ripartirà mai se non riduciamo le spese fisse in favore degli investimenti. La concorrenza migliora il sistema, la fame aguzza l'ingegno. Non posso essere d'accordo: dovremmo risolvere i veri problemi della comunità, non aumentare gli stipendi di almeno 74 persone e di tutto il carrozzone degli altri amministratori".

In Aula è stato respinto un emendamento del gruppo ADU-VdA per garantire pari opportunità di genere anche nelle Giunte comunali "Esprimo con grande rammarico - ha detto la Consigliera Daria Pulz (ADU-VdA) - il nostro voto contrario a questo testo. Avevamo firmato la legge, nella speranza che venissero accolte le nostre istanze di uguaglianza di genere, ma oggi riteniamo che questa norma non abbia bisogno del nostro voto. Ci sono super donne e super uomini soddisfatti del contesto in cui vivono: noi siamo degli idealisti che sognano una società all'avanguardia, perché crediamo che l'autonomia debba consentirci di essere migliori e darci un'occasione di apertura culturale, che ancora non intravediamo.» Entrando nello specifico della norma, la Consigliera ha evidenziato «aspetti positivi come il ritorno all'elezione diretta del Sindaco, così come al riconoscimento del lavoro dei Sindaci e degli amministratori che hanno responsabilità crescenti anche nei piccoli Comuni. In effetti, la politica non può essere una professione: l'eccessiva monetizzazione degli incarichi ha fatto disastri, ma per amministrare servono soldi e tempo. Esprimo anche disaccordo con la previsione per cui dopo tre mandati consecutivi i Sindaci possono ancora fare i Consiglieri: è questo il modo per invogliare i giovani a entrare in politica?".

a.b.