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Scuola e Formazione

La consulta degli studenti contro l'assessore Caveri: "siamo contrari alla decisione di allargare al 75% la presenza"

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"Nonostante la sempre totale disponibilità da parte della Consulta Regionale degli Studenti a qualsiasi tipo di confronto, apprendiamo con rammarico che ad oggi non siamo stati considerati quasi per nulla per quanto riguarda decisioni inerenti al mondo scolastico, per le quali reputiamo fondamentale la partecipazione della componente studentesca, soprattutto in un momento critico come quello attuale" scrive in una nota Simone Jeantet, presidente della Consulta Regionale degli studenti della Valle d'Aosta a nome di tutti i rappresentanti.

"Altresì, non veniamo nemmeno convocati per ricevere informazioni in tempo reale dal mondo politico nostrano. Infatti, come ultimo esempio, solo grazie agli organi di stampa siamo giunti a conoscenza dell’intenzione da parte del governo regionale di allargare al 75% degli studenti la possibilità di frequentare le lezioni in presenza, a partire da lunedì 18 gennaio 2021. Ci sentiamo di esprimere con fermezza la nostra completa contrarietà a questa decisione, considerandola solo come una “mossa” puramente di tipo politico, di certo non incentrata al miglioramento e al benessere degli studenti valdostani, bensì con l’obiettivo, superfluo, di far apparire la nostra regione come migliore e virtuosa rispetto al resto del territorio nazionale, con il pericolo finale di peccare di negligenza come accaduto nel mese di marzo 2020, quando la Regione Valle d’Aosta era dipinta come “la destinazione ideale e sicura per chi vuole lasciarsi alle spalle le fobie da Coronavirus...”

Ora cerchiamo di parlarci chiaro. Noi studenti non siamo tutti contenti di essere rientrati in presenza, e come noi i nostri professori, al contrario di ciò che è stato riportato dalla maggior parte degli organi di stampa. Certo, il rientro rappresenta una sorta di ritorno alla normalità, ma non abbiamo bisogno del contentino, necessitiamo sicurezza e continuità. Tutti noi non  vediamo l’ora di poter rientrare nelle nostre classi, con i nostri professori, per riprendere una vita normale, senza dover indossare una mascherina che copre naso e bocca per minimo sei ore al giorno, per non contare le ore aggiuntive per i pendolari. Tutti noi non vediamo l’ora di poter usufruire normalmente dei mezzi pubblici, senza dover temere un colpo di tosse o uno starnuto, o una persona che ci si avvicina più del dovuto. Tutti noi non vediamo l’ora di poter terminare un anno scolastico con il sorriso, con gli abbracci, e con le lacrime per l’emozione di aver terminato cinque anni di carriera scolastica, cinque anni di una parte fondamentale della nostra vita che, ora come ora, ci viene privata di giorno in giorno.

In questo momento, dopo essere rientrati in classe, non ci sentiamo sicuri, non ci sentiamo a nostro agio. Siamo stati catapultati di punto in bianco in un mondo che non ci appartiene più, in una vita che non ci appartiene più. Non vogliamo strafare, per poi pagarne nuovamente le conseguenze. Lo diciamo ora, e continueremo a ripeterlo: non vogliamo che il mondo politico giochi sulle nostre vite e sulla nostra sensibilità, siamo già sufficientemente provati così. Non ci meritiamo altre prese in giro ed altre illusioni".

Dal canto suo l'assessore all'istruzione Luciano Caveri replica "Sarebbe bastata una telefonata per chiarire la mia posizione, avendo deciso per ora di restare al 50%. Il mio era un auspicio per il futuro. Questa Consulta potrebbe informarsi".

Simone Nigrisoli