“La scuola pubblica regionale non può essere appaltata al settore privato”. Lo dichiara la segreteria della CISL scuola Valle d’Aosta dopo la notizia che il Comune di Champdepraz ha affidato per l’anno scolastico 2025/2026 ad una cooperativa sociale il servizio educativo sperimentale rivolto ai bambini della scuola dell’infanzia.
Il sindacato ricorda come da anni si confronti con la politica sugli effetti della denatalità, che “incide profondamente sul sistema di istruzione valdostano, partendo dal segmento 3-6 anni per allargarsi gradualmente, ma inesorabilmente, fino alle scuole secondarie“.
Negli ultimi dieci anni – sottolinea la nota – ”la denatalità ha costretto molte sezioni di scuola dell’infanzia ed ora anche interi plessi di scuola pubblica regionale alla chiusura”. A risentirne sono anche le scuole primarie, che scontano l’aumento delle classi pluriennali.
Per la CISL scuola ”la risposta a tale fenomeno non può essere demandata alla volontà ed alle scelte dei singoli enti locali perché risposte singole a problemi complessi non sono soddisfacenti ed esaustive”.
La segreteria conclude: “come CISL scuola Valle d’Aosta non ci permettiamo di proporre programmi elettorali, ma chiediamo a chi governerà la nostra regione ed amministrerà i nostri comuni nel prossimo futuro di affrontare il tema del modello scuola pubblica regionale in modo organico e di sistema”.




