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IO SONO SIMONE NIGRISOLI - MI PRESENTO

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Mi chiamo Simone Nigrisoli e sono un giornalista pubblicista. Ho iniziato a scrivere nell’ottobre del 2013 per il settimanale Gazzetta Matin. I miei primi articoli sono stati dei servizi alle “Battaille de Reines” in giro per tutta la Valle. Ero l’ultima ruota del carro e scrivevo di quello che nessuno voleva seguire, e a me stava bene così. Tutto sommato è stata una bella esperienza. In quei mesi scoprii tante cose interessanti della mia regione e capii che gli allevatori valdostani sono persone di cuore e generose. Poi, mi sono trasferito nelle Marche, a Urbino, la città di mia nonna.

Nel 2015 ho iniziato a scrivere per il Resto del Carlino nella redazione di Pesaro, ed ero il corrispondente della regione del Montefeltro. Ambientarmi in un quotidiano nazionale è stata dura. Là non c’erano i giornalisti della Gazzetta Matin, sempre pronti a correggere qualsiasi mio articolo e dirmi “bravo” e “grazie”. Al Resto del Carlino quando sbagliavo anche solo a scrivere una parola volavano gli insulti pesanti.

Poi dovevo io procurarmi gli articoli e scovare notizie, non era come alla Gazzetta Matin che mi passavano tutto dalla redazione.

Mi ricordo che quando chiamavo in redazione a Pesaro se entro 5 secondi non proponevo qualcosa di interessante mi attaccavano in faccia il telefono. È stata dura, sul serio, ma alla fine con il tempo sono migliorato e dopo un anno nessuno più mi diceva nulla, e i miei articoli finivano anche sulle pagine nazionali.

Al Resto del Carlino presi il mio tesserino da pubblicista, e ad oggi, resta l’esperienza più bella che ho fatto nella mia vita.

Poi nel 2018 arrivai a Roma, e su segnalazione di un mio ex professore universitario finii a collaborare con Il Messaggero. I miei articoli però non piacevano al direttore, e allora dopo qualche mese venni liquidato in tronco.

Ma non ci rimasi male perché tempo dopo arrivò la telefonata da RDS, la più importante radio italiana. Feci il colloquio, e mi proposero uno stage di 6 mesi di formazione pagata, e la possibilità di un contratto. Ero davvero entusiasta, pensavo di aver finalmente trovato la mia strada, perché la più importante radio italiana voleva investire su di me.

A 3 giorni dall’inizio del contratto mi liquidarono con una semplice mail, e non risposero nemmeno ad una delle 500 telefonate che feci in redazione nei giorni seguenti.

E allora basta, decisi di farla finita con il giornalismo e dedicarmi solo alle mie attività di fotografo e addetto stampa, che a Roma mi rendevano molto bene economicamente.

A gennaio del 2020 mi trovavo in Valle d’Aosta per le vacanze di Natale, e dopo aver inviato il mio curriiculum venni contattato da La Vallée Notizie.  

Ci andai, e conobbi Paolo Maccari, che era interessato a me e a farmi scrivere di politica sul suo giornale. Accettai.

Scrivere mi mancava davvero tanto, e anche se dopo 5 anni ero tornato a fare il giornalista in Valle d’Aosta, ero davvero felice. Ero su altro in quel periodo, ma in fondo si trattava solo di qualche articolo a settimana. Il giusto per curare la mia astinenza da giornalismo.

Arrivò poi il Covid e mi ritrovai a Roma senza lavoro, con solo la collaborazione con La Vallée a sostenermi economicamente.

Iniziai a scrivere anche fino a 5 articoli al giorno, e a marzo 2020 tornai a fare il giornalista a tutti gli effetti.

A settembre 2020 mandai una proposta di articolo al Fatto Quotidiano, mi rispose il direttore in persona e mi disse che mi avrebbe dato una possibilità. Scrissi il pezzo, lo inviai, e dopo due ore mi arrivo sulla mail il contratto di collaboratore.

A ottobre del 2020 ero tornato a scrivere su un giornale nazionale ed ero di nuovo in pista, ma questa volta non smetterò di occuparmi anche della mia regione, perché anche qui c’è bisogno di una voce “contro il Coro”.

Per ogni soddisfazione nella mia carriera, ci sono stati 10 fallimenti e 100 porte in faccia. Ma di una cosa posso andare fiero di me stesso, non mi ha mai regalato nulla nessuno e mi sono conquistato tutto da solo.

E quando non devi nulla a nessuno sei un uomo libero. E la libertà è la cosa più bella che c’è nella vita.

Spero di non essere stato troppo pesante, ma ci tenevo a parlarvi un po’ di me

Con affetto

Il Direttore Simone Nigrisoli