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Sport

Intervista esclusiva a Giulia Comé, presidente della Gym Aosta: "Il "Palavaccini" non durerà solo 6 mesi"

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Giulia Comé, presidente della Gym Aosta, ha spiegato ad AostaNews24 cosa comporta la chiusura del Palaindoor per la città di Aosta. 

Quando avete appreso la notizia che il Palaindoor sarebbe diventato un centro vaccini anti covid?

Giovedì 28 gennaio, durante un incontro con i dirigenti del comune di Aosta per trovare soluzioni alternative al Palaindoor, mi hanno informato di questa scelta, non dandomi però indicazioni chiare su quando saremmo dovuti uscire dalla struttura. La notizia è poi uscita sugli organi di stampa il 31 gennaio. 

Come avete reagito alla notizia?

Ovviamente molto male. La proroga che ci concedeva il comune di Aosta fino al 31 marzo era di vitale importanza. Ci avrebbe consentito di affrontare il periodo agonistico di gare con serenità. Inoltre la scelta di centro vaccinale crea grande incertezza. Purtroppo si sa quando diventerà il "palavaccini" ma non si sa quando tornerà ad essere una struttura sportiva agibile. E' vero che c'era comunque l'incertezza dei lavori, ma incertezza più incertezza non è uguale a tempi certi e rapidi, anzi...

Avete parlato con qualche politico regionale o comunale in questi giorni?  Cosa vi hanno detto?

Sì! Appena appresa la notizia abbiamo chiesto un incontro col sindaco e la giunta che ci hanno spiegato la loro posizione ma che ci lasciavano ben sperare di avere ancora qualche giorno o settimana per andar via dal Palaindoor. Purtroppo due giorni dopo tutto è precipitato e dalla sera alla mattina ci è stato comunicato che non avremmo più potuto fare attività sportiva al Palaindoor, ma solo di trasloco. 

Pensate che sia vero che bastino solo 6 mesi per fare i vaccini?

No, non ci crediamo. ci sono troppe incertezze: l'arrivo delle dosi, sentiamo sempre parlare di ritardi, l'evolversi dell'epidemia, per esempio le nuove varianti. Dubito che se mancassero ancora dei vaccini da fare o da rifare, si troverebbe un altro luogo dopo che il palaindoor sarà stato utilizzato  per mesi come centro vaccinale.

Da quanto tempo il Palaindoor necessita di lavori di ristrutturazione?

Credo 9 anni, 2011, da quando è cambiata la normativa sulla certificato di prevenzione incendi, poi le proroghe delle proroghe hanno permesso di tenere la struttura aperta senza però affrontare davvero il problema. In questi 9 anni, si poteva fare il progetto, affidare i lavori e magari farli a lotti creando molti meno disagi che quelli a cui siamo arrivati ora.

Che risposte avete avuto dalla Politica?

Nel breve NULLA, soluzioni alternative DISPONIBILI da subito ma soprattutto ADEGUATE alle discipline che si svolgono al Palaindoor ad Aosta non ci sono. Il palaindoor è stato creato proprio perché mancavano questi spazi Nel medio lungo periodo forse qualcosa in più si riuscirà a fare. La nuova palestra del Berard è stata costruita in 2 mesi, a dimostrazione che quando c'è la volontà si può far bene, in tempi rapidi e anche le risorse economiche si trovano. Mi auguro solo che le società sportive vengano coinvolte nelle scelte fin dalla fase di progettazione di ogni soluzione. A noi è chiarissimo cosa serve, ai non addetti ai lavori, forse un pò meno. Se la politica invertisse la rotta e decidesse di investire finalmente sullo sport, in una regione come la nostra, si potrebbero fare davvero grandi cose a beneficio di tutti 

Quanto rischia di essere chiuso il Palaindoor tra vaccini e ristrutturazione?

Chi può dirlo? Minimo 6 mesi ma ci potrebbero volere anni. Il pubblico ha sempre tempi lunghi, contando progettazione, affidamento dei lavori e poi realizzazione.

Quante persone usano il Palaindoor?

Tra tutte le associazioni circa 2000 persone  se non di più. Il Palaindoor è la casa di tutti, non solo agonisti ma anche tanti amatori o bimbi alla prima esperienza. 

Ci spieghi i disagi che comporta, per gli sportivi, il fatto che il Palaindoor non potrà essere utilizzato?

Gli sportivi non avranno più un luogo dove svolgere l'attività come prima. Il palaindoor è molto ben attrezzato, raggiungibile facilmente, si farà di tutto per non fermarsi, almeno per i gruppi agonistici, ma sono soluzioni temporanee che non soddisfano gli atleti e le loro famiglie.

E per le società quali saranno i disagi?

Ce ne sono troppi: da dove comincio? In primis non poter garantire il servizio  che i nostri associati hanno il diritto di ricevere avendo pagato una quota. Tempo e risorse per cercare di trovare spazi alternativi. E poi c'è il discorso economico. Al palaindoor una società come la mia offriva corsi di avviamento alla ginnastica a 140 bambini. Se i dpcm ci consentissero di ripartire, noi non avremo lo spazio per farlo con dei danni economici e d'immagine enormi. Perderemmo iscritti a favore di altre società di ginnastica o di altri sport mettendo a serio rischio la stabilità economica della società.

Cosa state facendo in questi giorni?

Stiamo cercando delle soluzioni concrete e sostenibili. Stiamo chiedendo concessioni di palestre anche fuori dal comune di aosta, almeno per avere un posto caldo in cui fare preparazione fisica. Stiamo poi visionando strutture per una soluzione di medio termine. E poi c'è tutta la parte umana da gestire: I bambini, i genitori e gli allenatori sono sconfortati e arrabbiati. Per questo dobbiamo capire in fretta come muoverci, giustamente attendono tutti risposte. 

Cosa farete nei prossimi mesi per sopravvivere?

Trovare spazi per continuare come si può ad allenarci, e cercare di limitare i danni economici, ma ancor di più quelli umani  

Perchè le società sportive rischiano di fallire? 

Se non abbiamo gli spazi, non possiamo offrire un servizio e di conseguenza vengono meno le iscrizioni. Le società sportive puntano al pareggio di bilancio, i margini non ci sono già in condizioni normali. I tecnici sono poco più che dei volontari, i dirigenti lavorano gratis. Se finisco i soldi si chiude. Io sono un ingegnere e purtroppo i conti devono tornare. L'equazione è semplice NO SPAZI = NO ISCRITTI = NO RISORSE ECONOMICHE. Ma le dirò di più, fallire non è solo andare in ROSSO, il vero fallimento è far morire lo SPORT, lasciare a casa i bambini, vedere gli allenatori che perdono motivazione. I primi a perdere saranno le associazioni sportive, ma un istante dopo sarà tutto il tessuto sociale a rimetterci. Per molti lo sport è sacrificabile, per me NO. Lo sport è VITA.

Simone Nigrisoli