Skip to main content

Cronaca

Insegnati senza green pass respinti da scuola, pugno di ferro di Caveri: "tentativi fantasiosi, agiremo in tutte le sedi per far rispettare l'obbligo del green pass"

- 0 Comments

Alcuni professori, fra oggi e i giorni scorsi, si sarebbero recati alle riunioni preliminari all'inizio del nuovo anno scolastico, presentando delle autocertificazioni al posto del green pass. Per questo sarebbe stato loro impedito l'ingresso nell'istituto scolastico, contandogli altresì una assenza ingiustificata come da direttive governative. 

Dopo il settore dei sanitari, dunque, anche il mondo della scuola sembra subire la frattura etica che sta comportando l'avvento della politica vaccinale. Da tempo, infatti, vi sono attive delle componenti fra gli insegnanti  e, dopo l'annuncio della settimana scorsa, fra gli studenti, pronte a dare battaglia sull'obbligo vaccinale. Al momento, un punto di congiunzione e di eventuale rappresentanza legale sarebbe l'avvocato Dario Frassy, del Comitato Educazione e Libertà.

In attesa di svlluppi però la Regione, tramite dell'Assessore Caveri, annuncia la linea dura: “La Regione autonoma Valle d’Aosta farà rispettare nella scuola l’obbligo del Green Pass. Lo dico con chiarezza per evitare qualunque tipo di dubbio alla luce di alcuni avvenimenti verificatisi nelle scuole quest’oggi”. .

Luciano Caveri, in effetti, ha sostenuto: “Ci sono stati insegnanti che si sono presentati nelle scuole senza il green pass, producendo una sorta di autocertificazione già anticipata alle istituzioni dall’Avvocato Dario Frassy, portavoce degli insegnanti “no green pass”, insieme con l’assurda richiesta di disapplicare nel territorio valdostano le disposizioni nazionali in materia. Si tratta di tentativi fantasiosi e giuridicamente illegittimi di aggirare le norme in vigore”.

Ed ha aggiunto facendo immaginare come la lnea del governo regionale sul tema sarà da pugno di  ferro: “la Regione agirà in tutte le sedi necessarie al fine di tutelare la salute pubblica e il diritto allo studio, messo in pericolo da iniziative parentali, la cui legittimità è tutta da verificare. Concordiamo in toto con la linea del rigore indicata dal Presidente Mattarella e riteniamo che, dopo un anno di DAD, gli insegnanti che non si vogliono vaccinare, o contestano l’alternativa del tampone obbligatorio ogni 48 ore, non abbiano a cuore né la scuola né i propri studenti e le loro famiglie che meritano di poter tornare alla normalità. Ringrazio i dirigenti scolastici per il duro lavoro che stanno compiendo e le forze dell’ordine che hanno dovuto intervenire sui singoli episodi verificatisi in questi giorni”.