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Cronaca

Inquinamento ambientale - Chiesta l'archiviazione dell'inchiesta sulla Cogne Acciai Speciali

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La procura di Aosta ha chiesto l'archiviazione dell'inchiesta per inquinamento ambientale sulla Cogne Acciai Speciali avviata dopo le segnalazioni di Luca Rubagotti e Alberto Zucchi.

Erano indagati l'amministratore delegato Monica Pirovano e quattro tra dirigenti ed ex dirigenti con deleghe all'ambiente: Rosario Langella, non più in servizio nell'azienda, Flavio Bego, Ferruccio Trombini e Lorenzo Viotto.

Nel dicembre scorso erano scattati i prelivi nello stabilimento da parte di Arpa Piemonte con i carabinieri del Noe di Torino e del Corpo forestale della Valle d'Aosta.

Dalla consulenza che ha affidato la procura di Aosta "è emerso come Cogne acciai speciali, in violazione di legge, diluisca le acque reflue prima di immetterle nelle acque superficiali del fiume Dora Baltea tramite il collettamento di acque piovane e non, poiché, se così non facesse, non sarebbe in grado di rispettare il limite legale di 6 mg/l per lo ione fluoruro". Lo si legge nella richiesta di archiviazione al gip, formulata dal pm Eugenia Menichetti. In questo quadro, ribadisce la procura, "l'azienda, con il disarmante benestare dell'amministrazione regionale, ha adottato un sistema di diluizione delle acque reflue prima del raggiungimento dello scarico finale Sa01", lo scarico continuo. Infatti "l'Autorizzazione integrata ambientale rilasciata alla società non prevede tale parametro negli autocontrolli imposti alla stessa negli scarichi parziali". Per questo la procura di Aosta definisce "disarmante il quadro ambientale emerso. La Regione, nel decidere quali parametri imporre alla Società, ha omesso di indicare proprio quello che la società non è in grado di rispettare. In aggiunta, non ha fatto alcun uso del suo potere di restrizione dei valori limite di emissione negli scarichi come parrebbero imporre le fondamentali esigenze di salvaguardia della salubrità ambientale e del peculiare contesto naturalistico della regione".

Riguardo ai "fluoruri negli scarichi dell'azienda", riporta la richiesta di archiviazione, si tratta di "sostanze che comportano rischio per la salute umana potendo generare problemi ai denti e alle ossa".

Per la Cogne la richiesta di archiviazione "conferma quanto sostenuto dall’azienda sin dall’inizio dell’indagine e cioè di operare da sempre ponendo particolare attenzione alle tematiche ambientali nel rispetto della normativa vigente”.