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Il TMB chiude dal 2 settembre 2024, ma l’obiettivo futuro è ridurre i tempi dei lavori

di Redazione

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Durante una riunione con l’Amministrazione regionale, gli enti locali, le Forze dell’Ordine e le associazioni di categoria, il TMB-Geie ha annunciato la chiusura al traffico del Traforo del Monte dal 2 settembre al 16 dicembre 2024. La chiusura sarà necessaria per il rifacimento di 600 metri di volta del tunnel, rimandati dall’anno scorso e parte del programma di ristrutturazione previsto per i prossimi 18 anni.

“Riprenderemo gli interventi che dovevamo fare l’anno scorso. L’opera principale è la demolizione e la relativa ricostruzione di 600 metri di volta, per un costo di circa 24 milioni di euro. Abbiamo previsto tre mesi e mezzo di lavori, l’impegno è cercare di fare il possibile per ridurre il periodo di chiusura e di anticipare la riapertura”, ha introdotto il DG del Traforo, Riccardo Rigacci.

Ma è proprio sul lungo programma di lavori che si apre uno scenario nuovo, che potrebbe essere meno impattante di quanto previsto. “Il piano ora prevede interventi analoghi per i prossimi 18 anni. In base ad uno studio del Politecnico faremo una proposta di pianificazione alla Cig differente da quella attualmente sul tavolo – dice il dott. Rigacci -, proposta che potrebbe richiedere periodi di chiusura minori, forse non necessariamente per tutti i 18 anni, prevedendo interventi radicali su un tratto di galleria e non su tutta la galleria“.

La prospettiva di un programma di lavori meno impattante dal punto di vista delle chiusure del Traforo del Monte Bianco è stata commentata positivamente dal Presidente della Regione, Renzo Testolin: “accogliamo con favore l’impegno a lavorare per cercare di accorciare il periodo di interruzione del collegamento, se lo svolgimento degli interventi lo consentirà. Coinvolgendo tutti i soggetti istituzionali ed economici, è fondamentale mettere a punto una strategia complessiva per minimizzare l’impatto della sospensione della circolazione sotto il Monte Bianco e presidiare adeguatamente la restante rete viaria di accesso in Valle d’Aosta“.