REDAZIONE@AOSTANEWS24.IT

Il Lupo “torna” in Consiglio Valle. I dati: 38 predazioni nel 2023, ma allevamenti privi di precauzioni

di Redazione

di Redazione

La presenza del lupo in Valle d’Aosta è stata nuovamente oggetto di dibattito nella seduta del Consiglio Valle di ieri, 7 febbraio, con un’interpellanza illustrata dal gruppo della Lega Vallée d’Aoste.

Il rapporto sul lupo del 2022 indicava la presenza sul nostro territorio di 9 branchi per una popolazione complessiva di circa 60 esemplari di Canis lupus – ha introdotto il Consigliere Christian Ganis -. La coesistenza tra uomo e lupo non è affatto semplice e impatta in maniera rilevante, non solo sul mondo agricolo, ma anche su quello faunistico-venatorio. La diffusione incontrollata di questa specie è un problema da risolvere: in Francia il numero di esemplari è tenuto sotto controllo anche attraverso delle operazioni mirate di abbattimento. In ambito europeo abbiamo poi il progetto europeo Life Wolfalps che ha stanziato fondi per il monitoraggio della popolazione e per la gestione della specie nell’Arco alpino. Interpelliamo il Governo per conoscere: il numero di branchi presenti sul territorio; se il lupo di Arvier, curato e rimesso in libertà con un collare Gps, è ancora presente in Valle; il numero di attacchi da parte dei lupi al mondo agricolo; qual è stato il lavoro svolto da parte delle squadre di prevenzione, per la tutela della specie lupo e come si intenda procedere per il futuro“.

A rispondere all’iniziativa leghista, l’Assessore alle risorse naturali Marco Carrel. Egli ha ricordato che prima del suo insediamento “la Regione ha aderito al progetto Wolfalps, che contiene una nutrita serie di obiettivi compositi e ambiziosi”.

Per poter ottenere un risultato significativo – continua Carrel –, (…) sarebbe stato necessario disporre una forza lavoro dedicata esclusivamente a questo progetto, cosa che di fatto non è stata possibile a causa di una serie di attività concomitanti e continue riguardanti altre emergenze. Per quanto attiene alla continuità del progetto Wolfalps, a oggi non si conoscono ancora i termini di finanziamento erogabili in futuro e si rende indispensabile avviare una prossima valutazione delle risorse tecniche e degli enti operanti in Valle d’Aosta, oltre agli strumenti innovativi applicabili sul nostro territorio, che possano favorire, incrementare e divulgare la conoscenza relativa al fenomeno lupo“.

Relativamente al numero di esemplari di lupo presenti sul territorio, Carrel ha riferito che “in seguito all’ultimo monitoraggio, risulterebbero 10 branchi presenti nel territorio regionale, un numero comunque significativo. Il lupo ferito, avvistato nella zona di Arvier, è stato catturato dagli agenti del Corpo forestale e dai veterinari convenzionati con il Centro recupero animali selvatici nel mese di marzo 2022. Trasportato al Cras, è stato curato e dotato di un collare con sensore Gps e il 25 marzo è stato liberato nella stessa area. L’utilizzo del collare ha permesso di rilevare che, da marzo a luglio 2022, il lupo si è spostato lungo l’asse della Valgrisenche, salendo poi in quota. L’invio dei dati si è interrotto nel mese di settembre dello stesso anno e si è provveduto a ricercare il segnale del dispositivo attraverso un sistema radio di emergenza, purtroppo senza esito. Per quanto riguarda gli attacchi al mondo agricolo, le predazioni nel 2023 sono state 38, la maggior parte avvenute in allevamenti totalmente privi di misure di prevenzione, per un totale di 66 capi tra cui 32 ovini, 4 caprini e 30 bovini“.

Si tratta di una situazione che dipende in gran parte dalla normativa europea – ha risposto il Consigliere Ganis -. Tuttavia, un progetto importante come Wolfalps non ha risolto il problema e la presenza del lupo sul nostro territorio è aumentata. Le regioni dell’Arco alpino non possono stare a guardare ma devono rispondere concretamente. Rileviamo che sul nostro territorio, in alcuni casi, i capi predati sono in diminuzione a dimostrazione della bontà degli interventi realizzati che però non sono stati risolutivi. Occorre agire sulla gestione del lupo con un piano d’azione specifico prendendo spunto anche da quanto è già praticato in Francia per tutelare il mondo agricolo e quello faunistico venatorio“.