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Politica e Istituzioni

Il Consiglio Regionale proseguirà anche domani per concludere l'esame del Defr

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Nella seconda parte della seduta pomeridiana del Consiglio dell'8 aprile 2021, l'Assemblea ha trattato ulteriori 8 ordini del giorno dei 28 depositati sul Documento di economia e finanza regionale per il triennio 2021-2023, di cui uno approvato. Restano ancora da esaminare 5 ordini del giorno della Lega VdA, 4 di Pour l'Autonomie e 1 della maggioranza UV, PCP, AV-SA e VdA Unie: l'Assemblea prosegue i propri lavori anche domani, venerdì 9 aprile, a partire dalle ore 9.00.

Ordine del giorno approvato

L'Assemblea ha approvato all'unanimità un ordine del giorno in tema di riordini delle residenze sanitarie assistenziali, presentato dal gruppo Lega VdA ed emendato su proposta dell'Assessore alla sanità. Il testo impegna il Governo regionale a presentare un disegno di legge di riordino complessivo dei servizi socio-assistenziali (residenziali, semi-residenziali e domiciliari) alla popolazione non autosufficiente, in particolare a quella anziana, nonché dei correlati servizi socio-sanitari, che riprenda i principi generali contenuti nel DEFR. L'iniziativa è stata illustrata dal Consigliere Nicoletta Spelgatti, che ha ricordato come «nel DEFR presentato dalla Giunta si parli della necessità di convertire in strutture sociosanitarie le strutture residenziali territoriali, con una gestione diretta da parte dell'Azienda USL, finalizzata a garantire un'appropriata risposta assistenziale attraverso nuovi criteri di efficienza ed equità. Noi riteniamo che vi sia l'esigenza sempre più pressante di un riordino complessivo delle strutture residenziali per anziani: ricordo a questo proposito che esiste già una bozza di disegno di legge del 2018 che prevedeva l'istituzione di un ente strumentale della Regione per la gestione associata in ambito territoriale regionale dei servizi socio-assistenziali per gli anziani (di competenza dei Comuni) e dei correlati servizi socio-sanitari (di competenza regionale).» L'Assessore alla sanità, Roberto Barmasse, concordando con l'iniziativa, ha riferito: «Nel DEFR troviamo la corretta rappresentazione della situazione su cui si sta lavorando. Nelle settimane passate, l'Assessorato ha organizzato un confronto con i Presidenti delle Unités des Communes: è emerso come la necessità di addivenire ad una regia di sistema sia una priorità condivisa. La condivisione delle linee di azione con gli interlocutori del territorio è il punto di partenza per porre in atto azioni efficaci e efficienti per la riorganizzazione del settore. Confronti ci sono stati anche con realtà extra regionali in merito alle soluzioni riorganizzative che meglio possono rispondere alle esigenze. Stiamo giungendo ad un modello di gestione da proporre sul territorio.»

Ordini del giorno respinti

Il Consiglio ha respinto l'ordine del giorno della Lega VdA in merito alle iniziative in ambito turistico. Il testo era volto a impegnare la Giunta regionale a indicare con precisione le tempistiche di presentazione alle Commissioni consiliari degli atti amministrativi relativi al comparto del turismo, «uno tra quelli maggiormente penalizzati dalla pandemia e che, data l'importanza strategica cruciale che riveste, dovrebbe essere oggetto di maggiori misure e attenzione - ha detto nell'illustrazione il Consigliere Nicoletta Spelgatti -. Sono tanti i problemi sul piatto che vanno risolti e tante le questioni da definire: pensiamo all'ente unico di promozione turistica o al marchio ombrello, al nuovo sistema di classificazione delle strutture alberghiere, all'ammodernamento della disciplina delle attività turistico-ricettive extralberghiere e a quella dei complessi ricettivi all'aperto. Vanno poi riformate l'imposta di soggiorno, la disciplina delle locazioni a uso turistico e la classificazione e l'ampliamento delle tipologie specifiche nell'ambito della somministrazione alimentare; vanno introdotte forme di incentivazione di natura urbanistica per la riqualificazione di strutture turistico ricettive. Bisogna arrivare a soluzioni concrete.» L'Assessore al turismo, Jean-Pierre Guichardaz, ha osservato: «Se avessimo voluto fissare tempistiche precise rispetto ai temi evidenziati lo avremmo fatto in fase di scrittura del DEFR, che è un documento programmatico triennale, ma come la collega sa bene ogni iter legislativo e decisionale richiede passaggi tecnici e politici i cui tempi non sono prevedibili. Infatti i temi affrontati sono estremamente delicati e complessi, tali da richiedere percorsi articolati, nelle Commissioni ma anche con i vari attori coinvolti. Peraltro segnalo che su ciascuna di queste iniziative si sta lavorando e esistono testi e procedure sui quali, nei tempi opportuni, aprire i confronti tecnici e politici. Ciò non significa che non stiamo lavorando su questi argomenti, ma non siamo in grado di comunicare date certe di presentazione in Commissione e in Consiglio. Garantiamo che le varie questioni che ci sono state sottoposte saranno discusse in tempi ragionevolmente rapidi ed è per questo che ci asteniamo, non per non assumerci impegni o per prendere tempo.»

Il Consiglio ha respinto un ordine del giorno della Lega VdA che intendeva impegnare il Governo regionale a dare corso, entro 30 giorni, a uno studio affidato a esperti del settore della pianificazione urbana e, nello specifico, dell'edilizia scolastica e dei vari aspetti delle funzioni didattiche (ivi comprese figure come antropologi e sociologi) al fine di poter disporre di un documento sistematico d'insieme per indirizzare l'azione amministrativa futura in tema di edilizia scolastica. Il Consigliere Paolo Sammaritani ha illustrato l'iniziativa, rilevando che «dal DEFR si evince, ancora una volta, che l'azione amministrativa in materia di edilizia scolastica non sia improntata a un reale studio, basato su criteri scientifici che tengano conto di parametri fondamentali come la destinazione urbanistica delle aree interessate, l'esistenza di infrastrutture adeguate, le problematiche logistiche, la rispondenza delle varie strutture alle necessità future della popolazione (anche sulla base dell'andamento demografico), la durata e l'efficienza delle strutture prefabbricate e i costi connessi. È compito di ogni buon amministratore fare invece scelte che tengano conto, non solo dell'immediato, ma anche del loro impatto sul lungo e medio periodo.» L'Assessore all'istruzione, Luciano Caveri, ha replicato che «nel DEFR si affronta in maniera emergenziale una situazione che si è stratificata nel tempo: che io debba creare una squadra, che abbia anche un antropologo per spiegargli dove mettere le scuole di Aosta, lo trovo bizzarro. Mi becco del cattivo amministratore volentieri, ma voglio garantire che con il Comune di Aosta è un rapporto quotidiano per trovare soluzioni per le scuole. Chiedo alla maggioranza di astenersi per solidarietà umana nei miei confronti.» basato su criteri scientifici

Il Consiglio ha anche respinto un ordine del giorno che intendeva impegnare il Governo regionale ad avviare entro 60 giorni uno studio specifico, propedeutico o di approfondimento al Piano regionale per la salute e il benessere sociale, che analizzasse e definisse le attività necessarie alla riorganizzazione e all'investimento sulle strutture di sanità territoriale, sul profilo delle case della salute e delle strutture di degenza a bassa intensità di cura, a partire dall'efficientamento funzionale, organizzativo ed impiantistico-edilizio dei poliambulatori già presenti in regione, sino a definire la pianificazione di conversione di strutture esistenti - in primis di tipo alberghiero - in strutture di degenza a bassa intensità di cura. L'iniziativa è stata presentata dal Consigliere Luca Distort, che ha evidenziato come «la gestione della pandemia abbia fatto emergere la fragilità di alcuni aspetti dell'attuale impostazione della sanità della nostra regione: occorre rafforzare l'ambito territoriale, in modo da evitare il sovraccarico, se non il collasso, delle strutture ospedaliere. Inoltre le strutture di poliambulatorio presenti sul territorio regionale, opportunamente adeguate dal punto di vista edilizio oltre che operativo, potrebbero costituire una valida base strutturale per la diffusione dei modelli di "case della salute", eventualmente da potenziarsi con strutture di nuova costruzione.» L'Assessore alla sanità, Roberto Barmasse, pur condividendo i contenuti dell'ordine del giorno, ha detto di «non poter accettare i tempi indicati perché non credo di poterli rispettare vista la situazione attuale. È già stata avviata una ricognizione sulle strutture, ma non siamo ancora in grado di fare una valutazione di quante e quali strutture utilizzare. È una valutazione difficile perché gli attori sono tanti.»

È stato respinto l'ordine del giorno con cui la Lega VdA intendeva impegnare l'Assessore competente a predisporre, nell'ambito della prossima legge di assestamento al bilancio, una misura di sostegno per le attività commerciali: un bonus una tantum per sostenere il canone di locazione dei locali e i costi fissi, ad esempio le utenze, per il 2021. «Alle attività commerciali quest'anno non è stata riconosciuta alcuna forma di sostegno, nonostante le reiterate chiusure durante le quali le spese non si sono azzerate - ha sostenuto il Consigliere Christian Ganis nell'illustrazione -. Il malessere e le difficoltà si acuiscono, come dimostrato dalla manifestazione in piazza di ieri. L'Amministrazione deve intervenire, anche allentando le maglie della burocrazia. L'espressione "a breve" viene utilizzata a iosa, ma la gente ancora aspetta i fatti concreti.»  L'Assessore al commercio, Jean-Pierre Guichardaz, ha affermato: «Faccio mie le considerazioni sull'esigenza di dare risposte rapide e concrete alle categorie che stanno pagando drammaticamente gli effetti della pandemia e della crisi. Posso anticipare che stiamo ragionando sulle varie misure di sostegno, e intendiamo condividere con l’opposizione già nei prossimi giorni il lavoro che abbiamo fatto e le diverse ipotesi che vogliamo mettere in campo. Credo che temi delicati come quelli dei ristori, degli indennizzi e del sostegno alle attività che hanno subìto i duri contraccolpi dell’epidemia non possano essere trattati solo da una parte del Consiglio, ma che occorra socializzare il più possibile la ricerca di soluzioni. Andrà, comunque, valutato nella determinazione delle misure di sostegno all’occupazione e all’imprenditoria, che queste non siano troppo complesse in termini di accesso e di gestione in fase di istruttoria e di controllo, perché un'eccessiva complessità avrebbe ricadute sulla rapidità nella concessione dei benefici.»

L'Assemblea ha poi respinto un ordine del giorno della Lega VdA riguardante le strutture ricettive. Il testo chiedeva al Governo regionale di individuare, entro 30 giorni, il percorso tecnico-legislativo per una modifica dell'attuale normativa (articolo 90 ter, comma 1 della legge regionale 11/1998) che prevedesse, per le case e appartamenti per vacanze e per i complessi ricettivi all'aperto, la realizzazione di centri benessere, in un'ottica di miglioramento e potenziamento dei servizi offerti, in deroga alla verifica degli indici urbanistici (come consentito alle aziende alberghiere e agli esercizi di affittacamere). L'iniziativa è stata illustrata dal Consigliere Luca Distort: «La legislazione e le disposizioni urbanistiche dimostrano la loro inadeguatezza a favorire i necessari mutamenti alla luce delle nuove esigenze: la ricettività dovrà essere sempre più uno spazio poliedrico, capace di trasformarsi rinnovando contenuti e funzionalità, per generare nuovo valore sociale ed economico.» L'Assessore al turismo, Jean-Pierre Guichardaz, ha chiesto il ritiro dell'iniziativa «perché l'impegnativa richiede approfondimenti che non possono essere liquidati in tempi brevi. Credo sia importante aprire un dibattito senza pregiudizi sulle varie opportunità, in modo da capire gli effetti che potrebbero determinare deroghe di questo genere, in particolare per le case vacanza, che, ricordo, possono usufruire dell’incremento del 20% del Piano Casa. Riguardo, invece, ai complessi ricettivi all'aperto, diversamente da quello che scrive nella sua iniziativa, la legge regionale prevede già che possano dotarsi di centri benessere in deroga ai limiti volumetrici. È comunque un tema molto delicato, che non può essere liquidato in 30 giorni, ma che richiede approfondimenti di tipo politico, tecnico, urbanistico, anche al fine di non favorire speculazioni e sviluppi volumetrici incontrollabili

La tutela dei prodotti enogastronomici locali è stata al centro di un altro ordine del giorno della Lega VdA respinto. Il testo voleva impegnare il Governo regionale a disciplinare le modalità per l'applicazione di un'etichetta (con indicazione chiara della provenienza geografica di tutte le materie prime e degli ingredienti utilizzati) da parte di produttori e trasformatori di alimenti che trattano prodotti a marchio DOP, IGP, PAT, DOC. Il Consigliere Dino Planaz ha sottolineato: «La Valle d'Aosta è espressione di eccellenza per i prodotti enogastronomici, che esporta anche nei mercati internazionali: è necessario contrastare il fenomeno della contraffazione. Va anche scongiurato l'abbandono delle aziende agricole con incentivi volti a riconoscere il valore del lavoro, dei prodotti e del mantenimento del territorio, oltre che delle tradizioni. Non approvare questo ordine del giorno significa che tutto quanto scritto nel DEFR è nullo.» L'Assessore all'agricoltura, Davide Sapinet, ha specificato: «Stiamo parlando di tematiche condivise da tutta l'Assemblea, ma l'eventuale inserimento di un'etichettatura aggiuntiva è oggi di difficile attuazione: ogni intervento normativo è sottoposto a disciplinari specifici e vincolato da normative europee. La partita si gioca soprattutto dalla parte del consumatore, che deve essere ben informato e consapevole all'atto dell'acquisto. Per questo, ci impegniamo per incentivare i prodotti locali della filiera corta e per l'ottenimento di marchi di qualità. Sono percorsi graduali, da seguire con la dovuta attenzione. Condivido le buone intenzioni, ma bisogna tenere conto dei vincoli normativi; inoltre, stiamo già dedicando grande attenzione ai prodotti enogastronomici del nostro territorio. Ricordo, inoltre, che nell'ambito delle misure Covid previste dalla legge 8/2020, e che intendiamo riproporre, il voucher per l'acquisto dei prodotti agroalimentari era riservato esclusivamente ai prodotti DOP, IG, PAT regionali e alle produzioni locali ottenute con la prevalenza delle materie prime agricole provenienti dal territorio regionale.»

Respinto anche l'ordine del giorno della Lega VdA sulla mappatura dei percorsi ciclabili. Il testo era volto a impegnare la terza Commissione consiliare a proseguire il lavoro già avviato sugli approfondimenti giuridici e amministrativi relativi alle questioni della responsabilità civile per le strade poderali, valutando anche la possibilità di mappare i possibili percorsi percorribili in bicicletta su tutto il territorio valdostano (in relazione a itinerari su strade asfaltate secondarie, apponendo la dovuta segnaletica e specificando il grado di difficoltà) e di realizzare un'applicazione scaricabile sugli smartphone (con indicazione dei percorsi, geolocalizzati e divisi per fasce di difficoltà). Come ha evidenziato nell'illustrazione il Consigliere Nicoletta Spelgatti, «dell'argomento si è già parlato più volte in Consiglio, anche approvando una mozione con la stessa impegnativa a novembre del 2019. Ma dalle parole non si è passati ai fatti: la Commissione non ha prodotto nulla e noi come regione siamo indietro anni luce rispetto ad altre realtà. Basterebbe poco per mettere in piedi una APP dedicata alle strade asfaltate secondarie - non poderali - che non determinano questioni di responsabilità, ma la Giunta continua a parlare di grandi progetti senza produrre nulla.» L'Assessora alla mobilità sostenibile, Chiara Minelli, pur annunciando l'astensione sull'ordine del giorno, ha replicato che «l'argomento sta a cuore a tutti noi e non corrisponde al vero che non si sia fatto nulla. In questo periodo abbiamo continuato ad avere numerosi incontri con tutti gli attori interessati, soprattutto per quanto concerne il tema delle responsabilità di consorzi e comuni. Al riguardo seguiranno delle determinazioni della Giunta. In assenza di una normativa nazionale che intervenga anche su questo aspetto della responsabilità, che è estremamente complesso, affideremo a breve un incarico esterno per valutare questo argomento. I tragitti poderali percorribili in bicicletta sono già mappati: bisogna ora definirne i vari gradi difficoltà, tenendo anche conto del fatto che molte strade sono private e bisogna avere il consenso dei proprietari. Se si vuole promuovere un tracciato si parte dall'assunto che debba essere percorribile da tutti, anche su terreni privati. Condividiamo sull'opportunità di creare un'applicazione non appena avremo raccolto tutti gli elementi necessari. Il lavoro proseguirà in terza Commissione che potrà sicuramente dare un contributo importante.»

È stato poi ritirato dai proponenti un ordine del giorno riguardante la riorganizzazione per intensità di cure.