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Politica e Istituzioni

Il Comitato Eutanasia Legale celebra le "quasi 5000 firme raccolte", però sul tema (comprensibile) serve prudenza...

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Continua su tutto il territorio nazionale, compresa la Valle d'Aosta, la campagna di raccolta firme per il referendum idealemente a favore dell'eutanasia, ad oggi vietata in Italia, quantomeno nella sua forma attiva. Con una nota la sezione valdostana del comitato promotore del referendum, l'Associazione Luca Coscioni, esprime grande soddisfazione per l'adesione da parte della cittadinanza che "va al di là di ogni aspettativa".

Il quesito porrebbe la parziale abrogazione dell'art.579 del Codice Penale, che prevede il reato di omicidio del consenziente, ovvero - ad oggi - l'impossibilità di una persona di dare la morte ad un'altra, anche se questa ha manifestato uno specifico consenso in tal senso. Questo tipo di divieto assoluto, previsto dai tempi del Codice Rocco, deriva da un'impostazione giuridica che vede il principio della Vita come un bene comunitario, unico, indivisibile e in quanto tale indisponibile alla libera scelta degli individui. Tale principio ha evidentemente dei riflessi preminenti in campo sanitario, in quanto impedisce al medico di praticare un'eutanasia al paziente consenziente affetto da gravi patologie, avente una prognosi infausta o caratterizzata da una lungodegenza in cui la qualità della vita è tanto residuale da esser percepita intollerabile. 

Ad onor del vero la giurisprudenza, negli ultimi tempi, ha segnato il passo su questo tema controverso, sancendo alcune 'liberalizzazioni' sul fine vita. In effetti, la direzione tracciata è quella di tollerare e consentire - nei casi di malattia o condizioni gravi che hanno compromesso le funzioni vitali di base di un individuo - la possibilità da parte di una struttura sanitaria di staccare l'ausilio medico che tiene in vita una persona, lasciando così gli sviluppi al corso degli eventi, senza però un'azione attiva da parte del medico o del personale sanitario in direzione del fine vita. Questo indirizzo ha sollevato parecchie polemiche, sia nel campo di chi vorrebbe maggiori aperture, sia in quello che - al contrario - sostiene che sia stata aperta una breccia preoccupante su un principio sacro come la vita. Al momento, in mancanza di un orientamento chiaro del Legislatore, tutto viene ricondotto ai casi specifici, lasciando così il tema nell'incertezza sugli effettivi limiti del fine vita, sulle scelte dei comitati etici, sui ricorsi e controricorsi giudiziali che segnano un caos dal quale è difficile uscire. 

Il quesito referendario - specificano i promotori - riguarda l'abrogazione solo della parte del reato che prevede l'omicidio di un consenziente che potremmo definire 'consapevole', mentre rimarrebbe intatto il reato per chi dona la morte ad un soggetto - seppur apparentemente consenziente - che sia minore di età o incapace di intendere e volere. 

Di sicuro vi è che il tema è molto delicato e vista la necessità di un intervento legislativo chiarificatore, sarebbe positivo che questo avvenga in un clima pacato, di ragionevolezza e non in uno scontro fra fazioni. Se infatti è sempre più impellente che venga fatta luce in campo sanitario per cercare di evitare, nei casi di specie, i cosidetti accanimenti sanitari o i pazienti lasciati ad un fine vita per stenti, dall'altra bisognerebbe specificare molto bene - forse meglio - che l'intento di liberalizzare il fine di vita sia solo ed esclusivamente, appunto, in campo sanitario. Perché la semplice abrogazione di una componente di reato, qualche dubbio, in prospettiva, lo pone. 

Sia come sia, intanto il Comitato Eutanasia Legale in Valle d'Aosta ha celebrato il risultato di quasi 5.000 firme raccolte, sottolineando come la nostra regione sia la prima in rapporto alle firme con il numero complessivo di abitanti. E ne ha ben donde, visto l'impegno profuso da parte degli attivisti, ma soprattutto avendo dimostrato come il tema sia percepito a livello nazionale e locale. Uno step, quello della raccolta firme, solo preliminare, perché annunciano di aver appena iniziato la loro battaglia.

Giuseppe Manuel Cipollone