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Grandi temi e incognite future, il ‘Sommet Grand Continent’ riunisce il gotha europeo: AN24 vi pubblica il programma confidenziale dell’evento

di Giuseppe Manuel Cipollone

di Giuseppe Manuel Cipollone

Durante la conferenza stampa di presentazione l’Assessore Luciano Caveri aveva definito il grande evento come “una sorta di Davos europea” e – per certi versi – la tre giorni organizzata dalla rivista di approfondimento plurilingue ‘Le Grand Continent’ gli assomiglia davvero. Al ‘Grand Continet Summit’, al Billia di St. Vincent, sfila il gotha europeo, fra Ministri, diplomatici, ceo d’industria e accademici delle università e think tank fra i più prestigiosi. L’evento – che si tiene dal 18 al 20 dicembre – salvo la tavola rotonda di ieri sulle realtà alpine, è a porte chiuse, impossibile accedervi senza invito. Ma le conferenze dovrebbero essere visibili sui canali della rivista.

Entusiasta la Regione Valle d’Aosta di ospitare l’iniziativa, prima al Grand Hôtel Billia e poi presso lo Skyway al Monte Bianco, come testimonia il Presidente della Giunta regionale, Renzo Testolin: “come Regione Valle d’Aosta collaboriamo all’organizzazione di questo grande evento, promosso dalla fondazione ‘Le Grand Continent’. Questo è un momento importante, che ci dà la possibilità di essere centrali in quelli che sono dei ragionamenti di livello europeo, i quali vertono su tre macro tematiche di grande attualità: la transizione ecologica, la transizione tecnologica e una verifica della situazione geopolitica europea e mondiale. Per noi questa è una fondamentale possibilità di inseririci in questi grandi discorsi, sottolineando la specificità del nostro territorio. Un modo, peraltro, di intrecciare dei rapporti con dei decisori politici e tecnici che possano sostenere le nostre peculiarità nei tavoli europei”.

Parole a cui seguono quelle del Direttore della rivista, il giovane Gilles Gressani, appena prima della tavola rotonda aperta alla stampa, il quale però puntualizza come i paragoni con Davos siano impegnativi: “il nostro evento è organizzato da un centro di ricerca e una rivista, con un aspetto che è molto più proiettato sulla ricostruzione delle dottrine politiche, di riflessioni di fondo, come dice un’espressione francese “prende de la hauteur”. Un altro aspetto, a mio avviso, fondamentale, è la creazione di una dinamica molto territoriale, ovvero non si tratta di un evento che una volta all’anno arriva e poi va via. Questo lo dimostra la tavola rotanda che stiamo per aprire sul tema dell’integrazione dei territori alpini nella costruzione europea, perché sarà cruciale mettere al centro dell’UE le realtà locali. Se non saremo capaci di fare questo, ci troveremo di fronte ad una grave frattura territoriale”.

A sx: dott. Gilles Gressani, Direttore della rivista ‘Le Grand Continent’

Una frattura che – secondo Gressani – espone l’UE al rischio di essere percepita dalle popolazioni come un soggetto distante dalla vita reale: “c’è un simbolo evidente, l’UE di Bruxelles che parla solo inglese è un’unione che funziona, ma non è questo che fa tutta l’Europa, questa è solo una parte. Questo approccio favorisce i posizionamenti euroscettici, anche di contestazione radicale, che abbiamo visto svilupparsi in questi anni”. Il riferimento non può che andare alle imminenti elezioni europee, nelle quali si prevede una svolta a destra della composizione del Parlamento dell’Unione Europea.

E sull’impossibilità di seguire la kermesse dal vivo, Gressani puntualizza “l’evento è selezionato e non aperto al pubblico per ragioni di sicurezza”, con oltre 130 personalità di livello europeo invitate, ma tutte le sessioni dei lavori sono visibili sul sito e sui canali della rivista ‘Le Grand Continent’.

La tavola rotonda ‘L’intégration alpine dans l’Europe de demain’

L’unica conferenza totalmente aperta alla stampa è sul tema dei territori alpini, dal titolo ‘L’intégration alpine dans l’Europe de demain: l’élaboration d’un nouvel agenda’. La tavola rotonda si è tenuta ieri, dalle 16:00 presso la sala Monte Bianco del Billia, ed ha visto la partecipazione dell’ex Commissario UE, nonché ex Ministro francese, Michel Barnier, ricordato soprattutto per esser stato a capo della delegazione che trattò con il Regno Unito la Brexit. Fra il pubblico anche Romano Prodi, ex Presidente del Consiglio italiano.

Prima dell’inizio della conferenza, a Barnier è stato consegnato dal Governo regionale il titolo di ‘Amis de la Vallée d’Aoste’, conferitogli nel 2007 e mai recapitato.

“I nostri territori di montagna devono parlare con una sola voce, perché sono territori poco popolati. Le grandi città e grandi regioni pesano e contano. Quando si ha un’identità diversa, ma con meno abitanti, bisogna essere uniti”, ha introdotto Michel Barnier – che ha iniziato la sua attività politica nella nativa Bourg-Saint-Maurice, in Savoia – durante il suo discorso.

Tra Valle d’Aosta e Savoia, ha continuato Barnier, “malgrado il vento al colle del Piccolo San Bernardo e una strada all’epoca accidentata, abbiamo deciso di collaborare. Nell’artigianato, nell’alpeggio, nella lingua. All’epoca avevamo lanciato un progetto comune, quello di ristrutturazione dell’ospizio. Abbiamo visto le difficoltà di rinnovare un immobile al confine, di proprietà di un ordine religioso. Una volta a Bruxelles, ho proposto la creazione di un organismo per gestire qualcosa che si trova al confine, condiviso tra due proprietà diverse“.

I relatori della conferenza sui territori alpini e l’integrazione europea

Insieme a Barnier, fra i relatori della tavola rotonda anche Hervé Gaymard, Presidente del Consiglio dipartimentale della Savoia. Un passaggio del suo intervento è risultato particolarmente sinistro, almeno per gli uditori di sponda italiana del Monte Bianco. Gaymard ha infatti detto: “gli abitanti di Chamonix e della valle dell’Arve spingono molto per la candidatura del Monte Bianco come patrimonio dell’Unesco, che vorrebbe dire vietare ai tir il tunnel del Monte Bianco, cosa che sarebbe coerente con la messa in opera del tunnel ferroviario” della Lione-Torino. Un’affermazione che ha il sapore di monito e che pare chiudere a qualsiasi ipotesi relativa al raddoppio del Traforo del Monte Bianco.

Il programma completo dell’evento

Un evento, le ‘Sommet Grand Continent’, che sta riunendo una parte importante dell’elite europea, ed ha richiesto – secondo il Direttore Gressani – elevati standard di sicurezza. Così i lavori del summit rimangono chiusi al pubblico, ma visionabili online. E alcune tavole rotonde sono strettamente confidenziali, come il workshop sul tema del Trattato del Quirinale in programma stamattina dalle 10:30.

Anche il programma completo dell’iniziativa è stato concepito come confidenziale e conoscibile solo agli illustri invitati, tanto che sul sito è visibile attraverso una passaword fornita dall’organizzazione. AostaNews24 vi pubblica il programma e l’elenco completo degli invitati, sotto embrago fino al 18 dicembre. Un documento che testimonia l’importanza dei convenuti, nella politica, economia e analisi strategica europea.

Il programma della prima edizione de ‘Le Sommet Grand Continent’.

18 dicembre:

19 dicembre:

20 dicembre:

Fra gli italiani più noti – almeno a livello televisivo – gli ex Presidenti del Consiglio Romano Prodi e Enrico Letta, l’Eurodeputato del PD Brando Benifei e il Direttore dell’Istituto Affari Internazionali Natalie Tocci, ma vari anche gli accademici e alcuni volti dell’imprenditoria stategica nazionale.

Giuseppe Manuel Cipollone