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Economia e Lavoro

Federconsumatori: nel 2022 stangata in arrivo, su costi energia e alimentazione

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Una stangata stimata di oltre 1200 euro l'anno, trainata dall’aumento dei costi dei beni energetici che incidono fortemente sui costi di trasporto e produzione: ecco quello che le stime economiche più accurate, come quella proposta dalla Federconsumatori, prevedono per l'avvio del venturo 2022. Il rialzo del costo di energia elettrica e gas si stima durerà almeno fino al II trimestre 2022, pesando in maniera notevole sul bilancio famiglie.

In rialzo anche il settore alimentare su cui, oltre all’aumento dei costi di produzione e trasporto, incidono anche le forti tensioni sul mercato delle materie prime ed i maggiori costi degli imballaggi, olte che il rincaro dei mangimi e dei concimi che faranno sentire il proprio peso. Non mancano all’appello poi gli aumenti nel settore del credito, con un rialzo dei costi dei conti correnti, da parte di alcuni istituti, soprattutto per i giovani utenti. Preoccupano, peraltro, anche gli aumenti nel settore sanitario, dovuti principalmente al ricorso alla sanità privata per visite - vista la situazione di criticità delle strutture pubbliche - nonché al costo dei tamponi per rilevare il Covid-19.

A tutto questo si sovrappone il perdurare nel 2022della situazione di grave difficoltà in cui si trovano molte famiglie a causa delle conseguenze della pandemia. Per queste ragioni Federconsumatori, preoocupata per possibili speculazioni in vista, lancia un appello: "è urgente un intervento del Governo teso a ristabilire equità, modificando la manovra fiscale in modo da favorire realmente le fasce di reddito meno abbienti ed arginare in maniera efficace e duratura il caro energia per le famiglie. Inoltre - dice l'associazione dei consumatori - è indispensabile avviare un piano per il rilancio economico che punti sullo sviluppo, sulla ricerca, sull’occupazione, ma soprattutto sul contrasto risoluto alle diseguaglianze e alla povertà".

E per i più maliziosi non sarebbe un caso l'aria tesa che si respira in questo momento al Governo, con il Ministro alla Transizione Ecologica, Stefano Cingolani, che alcuni dicono pronto a dimettersi. Consapevole della stangata in arrivo, i più maliziosi sostengono che Cingolani non sia disposto ad assumersi la responsabilità del salasso che starebbe per arrivare in capo agli italiani.