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Politica e Istituzioni

Fd'I in Piazza: "Il coprifuoco misura da tempo di guerra, inutile per gestire una pandemia. Lavevaz e Barmasse si dimettano"

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Una serata di mobilitazione per Fratelli d'Italia VdA, nonostante il tempo infelice, in piazza Chanoux ieri sera, venerdì 30 giugno. A motivare la discesa in piazza del movimento è stata la necessità di denunciare la contrarietà alla conferma del coprifuoco da parte del Governo nazionale e la richiesta di dimissioni per la mancata efficacia della gestione dei contagi per quello regionale.

A margine dell'iniziativa di piazza Zucchi ha chiosato: "Mi lascia davvero basito il commento del'Assessore Barmasse sul rientro in zona rossa della nostra regione. Al di là del fatto che non ha mostrato un minimo buongusto nell'esprimere rammarico per quanto avvenuto o l'umiltà - questa sconosciuta - di assumersi di fronte ai valdostani la responsabilità di queste nuove restrizioni. Però è necessario sottolineare come ci siano delle responsabilità politiche regionali nella gestione della pandemia, dopo oltre un anno la struttura ospedaliera continua a non esser pienamente adeguata ad affrontare le cicliche ondate di coronavirus e questo ci penalizza molto sui tavoli che contano. Ma soprattutto ci vuole chiarezza sui numeri, dopo tutte queste chiusure, limitazioni e lockdown come mai i contagi non scendono? L’assessore risponda ai valdostani prima di dimettersi”.

Anche Aiello, il coordinatore cittadino, non ha certo lesinato le stoccate: "il coprofuoco è una misura assurda che non ha nessun senso, persino il comitato tecnico scientifico si è tirato fuori da questa decisione - smentendo il ministro Gelmin - definendola una scelta politica. Sappiamo che parlare di gestione Covid è rischioso perché intorno ad essa si è creato un muro lessicale che permette di tacciare come negazionista chi osa parlare di gestione scriteriata, ma il nostro compito è anche quello di rompere questo muro e parlare apertamente.

Chiediamo le dimissioni di Barmasse e Lavevaz semplicemente perché è evidente che adottare sempre la stessa strategia non è la soluzione. È chiaro anche che 100 infettati pesano diversamente se contati in Lombardia o in Valle d'Aosta. Possiamo dire tranquillamente che non sono stati capaci di creare un dialogo efficace con Roma se l'unica mossa, ridicola, tentata è stata quella di barattare la fiducia al Conte bis, già defunto, per una maggiore elasticità nella nostra regione. La Valle d'Aosta grazie ai rappresentanti eletti a Roma si presenta sempre con il cappello in mano a chiedere l'elemosina".