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Politica e Istituzioni

Emergenza siccità, Marzi: “rivedere modalità strutturali di distribuzione delle acque”

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I dati parlano di uno dei periodi più secchi degli ultimi 70 anni e le temperature elevate di questi giorni stanno mettendo in crisi l'intero sistema idrico regionale”.

A segnalarlo è stato il consigliere della Lega Dino Planaz in una ‘question time’ rivolta all'assessore al Territorio della Regione Valle d'Aosta Carlo Marzi, relativa all'impiego e allo stoccaggio delle risorse idriche per fronteggiare la siccità in corso.

"Per fare fronte all'emergenza - afferma Marzi - si sta lavorando con il Bim per individuare le criticità e approvare un primo programma urgente di interventi puntuali per aumentare le fonti di approvvigionamento, da realizzare in tempi brevi. A seguire bisognerà definire un programma di interventi a medio termine che superando gli attuali limiti di territorialità dia la priorità all'interconnessione tra gli acquedotti, riducendo le perdite con un aumento della capacità di stoccaggio".

In una risposta congiunta con gli Assessorati delle risorse naturali e dell'ambiente, l’assessore ha richiamato il ‘Piano di tutela delle acque’, ovvero lo strumento di indirizzo della politica nel settore delle risorse idriche recentemente presentato in Commissione consiliare. "Nelle Alpi occidentali - dice - è previsto un aumento del riscaldamento di due gradi entro il 2050, la superficie glacializzata diminuirà del 50-100% entro il 2100, mentre la quantità di neve al suolo a 2000 metri diminuirà del 40-60% e la durata della neve al suolo diminuirà di 20-40 giorni".

Il fabbisogno idrico per l'agricoltura e l'allevamento è destinato ad aumentare e le variazioni della disponibilità di acqua impatteranno sulla produzione idroelettrica, con un effetto più marcato e significativo per gli impianti collocati alle quote più elevate. "Occorrerà quindi rivedere le modalità di distribuzione delle acque - spiega l'assessore - adottare misure per il loro risparmio, rivedere le colture e l'estensione delle aree irrigabili, gestire con tecnologie avanzate le infrastrutture di irrigazione, gestire i serbatoi e i bacini".

Per l'assessore, "si tratterà di saper gestire un cambiamento anche culturale e sociale e di reperire i finanziamenti per poter realizzare le strutture". Per questo, l'approvazione del Piano di tutela delle acque, in fase aggiornamento dal 2016, "diventa un primo adempimento necessario in un'ottica di superamento dell'emergenza con provvedimenti a medio e lungo termine".