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Elezioni UE, candidatura autonomista in alto mare: il dubbio è se l’UV voglia davvero arrivare in porto

di Giuseppe Manuel Cipollone

di Giuseppe Manuel Cipollone

L’allarme generale scattato dopo l’annuncio di candidatura di Laurent Viérin sembra rientrato, ora gli autonomisti possono prendere tempo. Mangiata la foglia, il sereno sembra esser tornato nelle case di Union e del coordinamento di AV-Vd’A Unie.

Un sereno che permette agli autonomisti di frenare, anche in funzione di riportare la calma sul fronte del processo di Réunion. Si è svolto oggi il primo giro di consultazioni per le elezioni UE di giugno 2024, ma l’unica cosa decisa – in area autonomista – è che per il momento tutto è rimandato.

Il primo confronto è con l’associazione politica Esprit, che aveva caldeggiato una candidatura unitaria. Poi è stato il turno di PAS, che ha già proposto la candidatura di Laurent Viérin. Per entrambi la risposta – arrivata in tandem da Cristina Machet e Albert Chatrian – è stata spallucce, che in politichese si dice “dobbiamo confrontarci all’interno dei rispettivi movimenti”.

Nessun veto sulla carta, nemmeno per il nome di Viérin che in casa unionista – per molti versi – ha avuto il retrogusto di sabotaggio. Ed ora Pays d’Aoste Souverain, in particolare, ha la patata bollente in mano: un pezzo da 90 della politica valdostana da piazzare in una lista, ma che – proprio per il suo peso specifico e la sua storia – possono essere tutt’altro che facilmente digeriti dalle segreterie politiche.

Delle trattative da parte degli indipendentisti però sarebbero in corso, tanto che Sarteur – al termine della consultazione – rilancia l’ipotesi di un apparentamento tecnico con una lista nazionale. Una mossa che sarebbe certo pragmatica, ma non proprio con in linea con la vocazione del partito.

In ogni caso resta da capire con chi? Questo è il giallo che, nonostante le ipotesi stiano letteralmente impazzando, al momento non trova risposte attendibili.

Giuseppe Manuel Cipollone