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Economia e Lavoro

Edilizia, contratto collettivo valdostano: scontro totale tra sindacati e associazioni datoriali

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Botta e risposta tra i sindacati e le associazioni datoriali del comparto dell'edilizia valdostano. Ad aprire lo scontro i sindacati che - attraverso una nota congiunta Cgil, Cisl, Uil e Savt - hanno denunciato un presunto immobilismo da parte di Confindustria edilizia, CNA e Confartigianato nel portare avanti le trattative in funzione del nuovo contratto collettivo regionale.

"Ora basta fare melina sulla tempistica. Si proceda con il rinnovo contratto collettivo regionale del lavoro", scrivono i sindacati che attaccano come "incomprensibile e inaccettabile" il comportamento delle associazioni datoriali.

Una situazione del mercato valdostano dell'edilizia - a detta dei sindacati - abbastanza positiva: "l’ultimo triennio ha visto una crescita del settore grazie al bonus 110 e gli investimenti regionali. Un risultato ottenuto grazie anche all’impegno delle parti sociali che attraverso gli accordi istituzionali sottoscritti vede l’85% dei lavori in procedura negoziata assegnata alle imprese della Valle d’Aosta. Un trend positivo di presenze di lavoratori registrati presso la cassa edile valdostana, che vede passare la massa salari da 47.500.000 euro  nel 2021  a 55.000.000 euro nel 2022. Una crescita sostenuta anche per effetto degli interventi nazionali sul caro prezzi e dall’adeguamento del prezziario regionale"

A tale situazione economica positiva del settore però non si sarebbe affiancato un miglioramento delle condizioni di contratto degli operai edili. Per questa ragione i sindacati rivendicano - ventilando l'ipotesi di una mobilitazione generale - "una migliore condizione economica dell’indennità sostitutiva del pasto, una maggiore incisività sul tema della sicurezza con il potenziamento dell’istituto degli RLST, una maggiore icasticità nella lotta al lavoro nero e al dumping contrattuale".

Un attacco alla quale le associazioni datoriali paiono non starci, rispedendo al mittente le accuse. Secondo i datori edili non meno di 10 giorni fa sarebbe stato fornito ai sindacati l'ultima bozza di contratto collettivo, nonché il contratto collettivo nazionale - da cui discendono quelli regionali - sarebbe stato firmato appena qualche mese fa.

Nessuna "melina" dunque per le associazioni di categoria che respingono le accuse, seppur tengono aperta la finestra dicendosi disponibili ad ogni interlocuzione con le parti sociali.