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Comuni e Territorio

Discarica di Brissogne invasa dalle api - L'Assessorato all'Agricoltura chiede massima attenzione agli apicoltori

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La scorsa settimana, a causa del conferimento di un carico di legname proveniente da un’isola ecologica nel quale erano presenti numerosi favi di alveari smaltiti irresponsabilmente da un apicoltore, la discarica di Brissogne è stata invasa da un’immensa nuvola di api provenienti dagli apiari dei Comuni circostanti, attratte dal miele contenuto nei favi. Lo comunica l'Assessorato all'Agricoltura.

"Sul posto - fa spere l'Assessorato -  sono prontamente intervenuti il tecnico dell’Assessorato Agricoltura e Risorse naturali, il veterinario del Dipartimento di Prevenzione, S.C. Igiene Allevamenti dell’Ausl e il personale dei Vigili del fuoco, che, di comune accordo, non potendo incenerire i favi abbandonati, hanno provveduto a bonificare l’area facendoli interrare in discarica. Il timore è che i favi rinvenuti siano stati smaltiti illecitamente in quanto provenienti da alveari ammalati. Alcuni campioni sono attualmente all’analisi dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta per una valutazione dell’eventuale contagiosità. Qualora fosse rilevata la presenza di patologie, esiste il grave rischio di diffusione di un’infezione negli alveari dei comuni limitrofi".

L'Assessorato all'Agricoltura invita gli apicoltori interessati a prestare la massima attenzione alla salubrità dei propri alveari, verificando se appaiono sintomi di malattie. Nel qual caso, per riuscire a circoscrivere e limitare il diffondersi di infezioni, devono contattare con tempestività l’Ufficio apicoltura dell’Assessorato (tel. 0165/275298) o il veterinario referente per l’apicoltura del Dipartimento Prevenzione dell’Ausl, (tel. 335/08725013).

"Si ricorda infine che - cocnlude -  ai sensi del Regolamento di polizia veterinaria n.320/1954 e dell’ordinanza del Presidente della Regione n 178/2016, è severamente vietato l’abbandono di arnie, favi e altro materiale apistico, in quanto possibile fonte di contagio e disturbo per gli alveari presenti in zona, che tale comportamento è sanzionabile ai sensi della Legge 218/1988 e che possono anche ricorrere i presupposti per l’applicazione di norme penali per la diffusione di epidemie".