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Salute e Ambiente

Da uno studio a Cogne sul coronavirus è emerso che il 65% dei contagiati ha perso le difese immunitarie

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In sei mesi il 65% degli abitanti di Cogne entrati a contatto con il virus durante la prima ondata hanno perso le difese immunitarie sviluppate. Due di loro si sono nuovamente contagiati, in un caso finendo poi in terapia intensiva.

Sono alcuni dei risultati dello studio sulla popolazione del paese ai piedi del Gran Paradiso voluto dall'amministrazione comunale e condotto da Fabio Truc, fisico che si occupa di oncologia sperimentale all'Università Parigi XIII, e Gianpiero Gervino, del dipartimento di Fisica dell'Università di Torino.

Nel giugno 2020 su 1.300 cittadini in 850 avevano aderito allo screening: appena 31 erano risultati positivi al test sierologico. Solo cinque avevano avuto sintomi, senza casi gravi. Dal secondo esame svolto a dicembre le difese erano sparite in due casi su tre. "I sintomatici hanno perso gli anticorpi come tutti gli altri. La risposta immunitaria dell'organismo al virus è molto soggettiva", spiega Truc.

Visti i numeri della seconda ondata a Cogne, emerge come sia stato il "lockdown precoce", scattato il 4 marzo in paese (rispetto a quello nazionale del 10), a limitare il numero dei contagi in primavera, e non una componente genetica come ipotizzato.