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Consvda, approvato un disegno di legge per il reclutamento dei Segretari degli Enti locali

di Redazione

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Il Consiglio Valle ha approvato stamane, 8 novembre, con i 19 voti favorevoli della maggioranza e 15 astensioni della minoranza, il disegno di legge che contiene le nuove disposizioni per il reclutamento dei Segretari degli Enti locali della Valle d’Aosta.

L’iniziativa legislativa, presentata il 26 settembre dalla Giunta, si compone di dieci articoli che modificano le modalità di reclutamento e di conferimento degli incarichi dei Segretari degli Enti locali, disciplina dettata nella l.r. 14/2019.

Al testo sono stati apportati cinque emendamenti dall’Aula, presentati dai gruppi di maggioranza. La norma prevede che, per accedere all’albo dei Segretari, sarà necessario un concorso-corso che comprenderà una prova per esami, un corso di formazione e un periodo di tirocinio. Al corso possono partecipare i soggetti in possesso di laurea magistrale in giurisprudenza, scienze politiche, economia e lauree equiparate e coloro che hanno maturato esperienza da segretario per un ente locale valdostano per 5 anni negli ultimi 10 anni. Al Consiglio di amministrazione dell’Agenzia dei Segretari è attribuita la competenza a individuare periodicamente i posti da mettere a concorso fino ad un numero massimo di posti pari a quello attualmente in essere.

Il Consiglio Valle ha contestualmente respinto, con 19 voti di astensione, un ordine del giorno depositato dal gruppo Rassemblement Valdôtain e illustrato dal suo Capogruppo Aggravi. L’iniziativa chiedeva al Governo regionale l’impegno a presentare entro sei mesi un intervento normativo per la modifica delle discipline in materia di dirigenza regionale e di Segretari comunali al fine di valorizzare entrambe le figure professionali e regolare al meglio le modalità di interscambio fra due ruoli nell’interesse di tutto il comparto unico regionale.

Il Consigliere Corrado Jordan (AV-VdA Unie) ha illustrato il provvedimento in Aula. “La norma è assolutamente opportuna in quanto occorre porre rimedio ad una situazione che ha visto il susseguirsi di numerose modifiche e correzioni senza riuscire però ad affrontare la questione in modo più strutturale – ha detto Jordan –. Le azioni fatte, in assenza di un completo coordinamento, hanno permesso di risolvere situazioni contingenti ma non hanno consentito di programmare il nuovo reclutamento di figure che risultano essere fondamentali per il sistema degli enti locali. La sempre maggiore complessità in termini amministrativi della gestione degli enti locali presuppone la presenza di figure dirigenziali che, per il loro profilo accademico e formativo, possano assicurare efficacia ed efficienza garantendo e assicurando la legittimità degli atti ma anche favorendo, in raccordo con la parte politica, lo sviluppo degli Enti locali. In tal senso anche a seguito del percorso di selezione della futura classe dirigente degli enti locali attraverso e con le attività formative ad esso connesse, non si potrà che generare valore al sistema stesso e favorire il coordinamento dell’attività politico-amministrativa anche attraverso il rapporto fiduciale che si deve instaurare tra il Sindaco e il Segretario comunale”.

Il dibattito in Aula

Si discute oggi un disegno di legge sui Segretari degli Enti locali quando il Defr, in discussione successiva, si pone come obiettivo quello di armonizzare il quadro normativo proprio in questa materia – ha commentato il Capogruppo di RV, Stefano Aggravi -. Si vuole intervenire con l’ennesima norma per aumentare il numero dei segretari ma la beffa è che, nonostante questa carenza acclarata, la Regione ha in servizio proprio dei Segretari. Il quadro normativo attuale e vigente, che questa legge non modifica, crea una sorta di “conflittualità” tra due realtà che spesso hanno le medesime responsabilità e incombenze: quella dei segretari degli enti locali a cui non è richiesta la conoscenza della lingua inglese e quella dei dirigenti regionali che, invece, devono superare anche un esame di inglese; il ruolo di “manager” differente per via delle differenti organizzazioni (quella del Comune e quella di una struttura regionale); lo svolgimento di prove di concorso differenti. Sono cose non banali e confliggenti che devono essere prese nella dovuta considerazione. Infine, sarebbe più opportuno far gestire l’Agenzia dei Segretari a una struttura regionale per “depoliticizzarla” e sgravare il sistema degli enti locali dalla gestione di un ulteriore ente che, per altro, necessita di un segretario al suo vertice”.

Per il Capogruppo di PCP, Erika Guichardaz, si tratta di “un disegno di legge atteso, di cui c’è assoluto bisogno vista l’emergenza della situazione dei Segretari comunali. Ne riconosciamo quindi il valore di urgenza e la volontà di superare i vari interventi “tampone” di questi anni, ma c’è un problema di metodo: è stato istituito un gruppo di lavoro formato dal Consiglio Valle e dal Cpel, che si sta confrontando su queste tematiche ma che si è visto scaricare questo provvedimento senza averlo potuto esaminare preventivamente, proprio nel momento in cui si stava ragionando anche sulla creazione di un albo unico della dirigenza e da cui ci si allontana ulteriormente con questo disegno di legge. Aver poi ridotto le lauree al solo settore giuridico complicherà la situazione in un panorama di candidati che non è quello che si aspettavano i Sindaci: allargarlo alle discipline tecniche e specialistiche, come da loro richiesto, avrebbe ampliato la platea dei potenziali candidati che abbiamo paura non saranno moltissimi vista la complessità e responsabilità di questa figura. Con uno degli emendamenti della maggioranza, si va a sanare in parte la situazione dei Segretari di parte seconda che in questi anni hanno operato negli Enti locali, ma al contempo si crea una nuova disparità di trattamento. Mancano poi le risposte poste in Commissione a seguito dell’audizione della rappresentanza dei Segretari di parte prima che evidenziavano profili di illegittimità e dei rappresentanti dei Segretari di parte seconda che rilevavano la difficoltà nella preparazione di concorsi o partecipazioni a corsi. Se volevamo rispondere ad una situazione di emergenza, alcune suggestioni che ci sono arrivate dall’esterno potevano essere colte”.

Il Capogruppo di FP-PD, Paolo Cretier, per conto della maggioranza ha evidenziato che “questo disegno di legge interviene per sopperire alle criticità urgenti rappresentate dagli Enti locali in sede di audizione in Commissione. È importante determinare il numero dei posti da assegnare utilizzando una procedura ben definita. La copertura dei posti passerà attraverso concorso, corso e un successivo tirocinio che è fondamentale per consentire a queste figure manageriali di avvicinarsi alla realtà degli enti locali. Tra le altre novità della norma, riteniamo importante anche la possibilità di conferire un incarico di supplenza in caso di assenza prolungata del Segretario. Stiamo parlando di una figura centrale, vertice e guida dell’azione amministrativa. Le previsioni di legge entreranno in vigore a partire dalle prossime elezioni regionali comunali”.

Il Presidente della prima Commissione, Erik Lavevaz (UV), ha altresì sottolineato che “le riforme piccole o grandi incidono sia sulla contingenza del momento sia sulla prospettiva a lungo termine: non è quindi semplice trovare il giusto equilibrio. Questo disegno di legge si colloca in un solco già tracciato e che riguarda una riforma più complessiva degli Enti locali e per la quale è stato costituito un gruppo di lavoro all’interno del quale stiamo affrontando queste tematiche: il ragionamento con il Cpel è articolato e complesso perché, da un lato, bisogna fare scelte che richiedono coraggio da parte di tutti per ottenere risultati importanti in prospettiva futura e, dall’altro, bisogna risolvere le emergenze del momento. Questo disegno di legge è quindi oggi necessario perché il reperimento dei Segretari è diventato un’emergenza, pur sapendo che approviamo una legge che non sarà definitiva. Il lavoro all’interno del tavolo proseguirà in questa direzione”. Lavevaz ha quindi illustrato gli emendamenti depositati dalla maggioranza, che riprendono i suggerimenti pervenuti dal Cpel.

In replica, il Presidente della Regione, Renzo Testolin ha tirato le fila sostenendo che “il disegno di legge interviene su una materia che necessitava di una revisione urgente ed è stato riequilibrato in itinere per adeguarlo ad alcune delle richieste rappresentate dai Sindaci. La determinazione del numero di assunzioni viene posta in capo al Consiglio di amministrazione dell’Agenzia dei Segretari che conosce in maniera approfondita le esigenze degli Enti locali e può anche definire il numero di segretari necessari alle singole realtà, evidentemente tenendo sempre in considerazione le corrette disponibilità di spesa. I requisiti fissati per l’accesso al concorso-corso rispecchiano di principio l’orientamento generale ma tengono conto della volontà di valorizzare anche le esperienze pregresse acquisite negli anni dai potenziali candidati che, pur con lauree diverse, hanno già svolto attività di segretari negli Enti locati negli ultimi dieci anni. Ampliare, poi, la platea dei partecipanti ai neolaureati dando la possibilità, con il corso e il successivo tirocinio, di approfondire le attività da svolgere, è un’iniziativa interessante per avvicinare le nuove generazioni a questo mestiere. Il disegno di legge darà da subito risposte importanti intervenendo, tra le altre cose, sulla possibilità di sostituzione del Segretario in caso di assenze di lunga durata e consentendo di intervenire per coprire i posti vacanti, anche se l’iter per la conclusione del concorso-corso non sarà breve”.