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Economia e Lavoro

Confindustria, indagine previsionale terzo trimestre - Giachino "Quello che oggi appare compromessa è la tenuta economica e sociale della nostra Regione"

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ll dato relativo al terzo trimestre 2020 riflette "l’impatto negativo che l’insorgenza della pandemia ha avuto nei principali compartidell’economia regionale. Tutti i settori, seppure con diversa intensità,hanno sperimentato gli effetti negativi del blocco delle produzioniindotto dai provvedimenti governativi di controllo del Covid19. Il peggioramento degli indicatori è eloquente e generalizzato" a dirlo Confindustria Valle d'Aosta nell'indagine previsionale del terzo trimestre 2020.

"La rilevazione concernente il terzo trimestre del 2020 ci restituisce un contesto caratterizzato quasi esclusivamente da variazioni negative spiega Giancarlo Giachino, Presidente di Confindustria Valle d’Aosta e solo grazie agli interventi governativi che hanno permesso il ricorso agli ammortizzatori sociali ed ai provvedimenti che di fatto impediscono i licenziamenti che si è riusciti ad evitare una vera e propria catastrofe dal punto di vista occupazionale. Quello che oggi appare compromessa è la tenuta economica e sociale della nostra Regione e quindi occorre agire con la massima urgenza per sostenere la liquidità delle imprese, aiutare le famiglie, mantenere la continuità delle filiere e ciò cui stiamo assistendo negli ultimi giorni non ci mostra certo un quadro confortante di una politica in grado di rispondere prontamente alla gravità della crisi che stiamo affrontando"

Negative le previsioni sull’occupazione che si attesta su di un -4,55%, si impenna il ricorso alla Cassa Integrazioni Guadagni rispetto allo scorso trimestre: prevede di farne ricorso più del 45% delle imprese rispetto al 10% della precedente rilevazione. Più del 45% delle imprese prevede una diminuzione della produzione contro il 17% che si attende un aumento. Il saldo (pari a -29 punti percentuali) peggiora di più di 30 punti.

Drammatiche sono anche le previsioni sugli ordinativi: il 40% del campione riscontra una contrazione; il saldo ottimisti-pessimisti fa registrare un -22,50%.

Crolla anche l’export dove quasi il 50% delle imprese prevede una diminuzione e il saldo si attesta su di un -44% peggiorando di più di 50 punti percentuali rispetto alla precedente rilevazione. Il dato sconta la generale ondata di chiusure che ha interessato tutti i principali paesi di esportazione dei prodotti regionali.

Varia poco la composizione del carnet ordini, in particolare aumentano le aziende con ordini permeno di un mese (23,08%) e diminuiscono quelle con visibilità da uno e tre mesi (34,62%) e aumentano quelle con ordinativi oltre i tre mesi (42,31%). Di conseguenza, si riducono le aziende con programmi di investimento di un certo impegno che passano dal 32% della precedente rilevazione al 19% dell’attuale. Più del 50% delle imprese ritiene che non effettuerà nessun investimento.

Per ora il tasso di utilizzo della capacità produttiva fa registrare solo un leggero calo (dal 65,45% al 63,79).

La media complessiva dei tempi di pagamento è di 65 giorni (contro i 52 della precedente rilevazione) e di 57 giorni per la Pubblica Amministrazione. Aumenta di più di 10 punti percentuali il numero di imprese che segnalano ritardi negli incassi (51,16%).