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Concessioni idroelettriche, PCP: “regione autonoma, ma incompetente”

di Redazione

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Il gruppo Progetto Civico Progressista, composto da Erika Guichardaz e Chiara Minelli, ha commentato il voto contrario della maggioranza sulla mozione discussa ieri, giovedì 11 gennaio, in Consiglio Valle, in materia di concessioni per le grandi derivazioni idroelettriche. 

Per la seconda volta nell’arco di un mese e mezzo il Presidente della Regione, Renzo Testolin, si è rifiutato di venire in Commissione a riferire rispetto all’iter e ai contenuti della norma di attuazione dello Statuto”, dice PCP. 

Il Presidente si sottrae al confronto in Commissione perché la maggioranza ha una posizione debole e incerta su una questione che pure è cruciale per l’autonomia valdostana e per le scelte di politica energetica – aggiungono -. La Regione Valle d’Aosta, pur avendo la titolarità delle acque pubbliche, non ha oggi la competenza per disciplinare con propria legge le procedure e le modalità per assegnare le concessioni in scadenza. Deve ancora applicare un regio decreto del 1933, altro che autonomia! Mentre tutte le Regioni a Statuto ordinario, ed anche la Regione a Statuto speciale del Trentino-Alto Adige, già hanno approvato o stanno approvando le loro leggi”. 

E proseguono: “Autonomi sì, ma incompetenti a legiferare, e le scadenze delle grandi concessioni in essere sono prossime. Il problema è risolvibile con una norma di attuazione dello Statuto, ma tale norma – che deve essere predisposta dalla Commissione paritetica Stato-Regione, in cui ben 4 componenti su 6 sono “valdostani” (i tre componenti designati dalla Regione ed Emily Rini, designata dallo Stato) – non è ancora arrivata a conclusione del suo lavoro. Eppure esiste, fin dal giugno 2019, una bozza che risponde bene alle richieste avanzate all’unanimità dal Consiglio regionale. È ora di concludere e non di tergiversare come sembra voler fare il Presidente Testolin, che confida in un emendamento al decreto energia in discussione alla Camera dei Deputati, di improbabile approvazione e che comunque non sostituisce la necessità della norna di attuazione del nostro Statuto”. 

Le Consigliere di PCP si dicono dispiaciute che “ancora una volta la maggioranza regionale, con i suoi 18 voti di astensione, abbia respinto una mozione che ha una forte valenza autonomista. Sottolineiamo però anche due aspetti positivi del dibattito odierno: il primo è che comunque il Presidente Testolin ha dovuto infine affermare che la bozza del 2019 non deve essere modificata, rimane la strada maestra da perseguire. Il secondo è il fatto che questa volta tutta la minoranza, attraverso argomentazioni diversificate, con i suoi 15 voti si sia espressa a favore della mozione e dell’audizione del Presidente della Regione in Commissione per chiedergli di mettere tutte le carte sul tavolo”. 

Sul tema, data la sua rilevanza cruciale, il gruppo regionale PCP fa sapere che interverrà con ulteriori iniziative ogni mese fino alla definizione della norma di attuazione.