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Economia e Lavoro

Chiusura della piscina di Pré-Saint-Didier - Secco botta e risposta tra società di gestione e sindacati

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Botta e risposta secca con tanto di rischio di arrivare a vie legali tra la Slc Cgil Valle d'Aosta e la società di gestione della Piscina di Pré-Saint-Didier, la Regisport s.c. a.r.l. in merito alla chiusura della piscina del paese ai piedi del Monte Bianco.

Per la Slc Cgil la piscina non sarà operativa dino al 2021 e al di là degli interventi di risistemazione, che sono di competenza della Regione, il sindacato si chiede: "Chi pensa ai cinque dipendenti che sono stati trasferiti in piscina ad Aosta senza rimborso? - dice Barbara Cappelli, segretario generale Slc Cgil Valle d'Aosta - i dipendenti sono costretti "temporaneamente" a farsi carico di 26 km all'andata (e 26 km al ritorno) che sommati a livello di tempo sono più di 1 ora di viaggio, rimettendoci anche dei soldi. Questo comporta un aggravio per loro e per le loro famiglie. Sono cambiate delle condizioni di vita e questo sembra non interessare a nessuno a livello di dirigenza della società. Cinque dipendenti nel limbo".

Non si fa attendere la risposta della società di gestione che contrattacca "La società Regisport s.c. a r.l. rileva come forse effettivamente abbia sbagliato ad avere troppo a cuore i propri dipendenti - dice Nicola Abbrescia, Presidente del Cda - a seguito, infatti, della chiusura per problemi strutturali della piscina di Pré Saint Didier occorsa il  27 giugno 2018, e dal momento in cui vi è stata certezza che la stessa non sarebbe stata riaperta prima degli ultimi mesi  dell’anno 2020, la società Regisport s.c. a r.l. in data 6 settembre 2018, anziché procedere al licenziamento del personale già applicato a Pré Saint Didier per come ben avrebbe potuto legittimamente fare, ha cercato di tutelare i dipendenti, limitandosi a disporne il trasferimento alla piscina di Aosta nel rispetto di quanto previsto dal CCNL e, peraltro, in pieno accordo con i lavoratori".

"Comprendendo, peraltro, il disagio che avrebbero potuto subire i dipendenti e per cercare di soddisfare le loro diverse necessità, il direttore nell’occasione, pur non essendo Regisport s.c. a r.l. tenuta ad alcun obbligo in forza del CCNL vigente, peraltro sottoscritto anche dalla CGIL, e nonostante gli ingenti mancati introiti connessi alla chiusura forzata della piscina, si è dichiarato disponibile ad offrire ai dipendenti di scegliere, a fronte del trasferimento, tra due opzioni: la prima conteggiare la durata del viaggio di andata e ritorno quantificata in un’ora considerandola lavorata, con i conseguenti oneri retributivi anche differiti e contributivi per la scrivente; la seconda ottenere dei rimborsi economici forfettariamente quantificati - continua Brescia - in conseguenza di ciò ciascun dipendente ha operato la propria scelta, seppur ben conscio di avere la possibilità di impugnare il trasferimento, che, tuttavia, era del tutto legittimo a fronte dei suoi presupposti, o di far valere eventuali diritti, che nella realtà erano insussistenti, e sino ad oggi i vertici aziendali della società Regisport s.c. a r.l., salva in un’occasione inerente una vertenza individuale e non collettiva in cui hanno esplicitato il tutto alla signora Capelli, non sono stati ulteriormente contattati dalla Slc CGIL".   

Il sindacato però si dice profondamente preoccupato "Per il futuro del personale e monitora costantemente la situazione. "Oltre all'evoluzione dei processi giudiziari, ci sta a cuore il fatto che si cerchi di trovare una soluzione in breve tempo. Nessuno tra i vertici della società dice nulla ai dipendenti e questo non è corretto nei confronti delle persone che tutte le mattine si svegliano senza sapere che cosa ne sarà del loro futuro. Non è piacevole vivere con l'incertezza sul futuro lavorativo. Parliamo di lavoro e lavoratori! Bisogna mettere i dipendenti in condizioni tali di recarsi sul posto di lavoro in maniera serena e non come sta accadendo ora in una situazione di incertezze" 

Stupore da parte della Regisport che "Seppur consapevole della correttezza dei comportamenti assunti dalla società nei confronti del proprio personale che anno ben oltre le pattuizioni del ccnl sottoscritto dalla CGIL e della circostanza che la chiusura di una sede lavorativa costituisce nella maggior parte dei casi motivazione legittimante addirittura il licenziamento, formuli attacchi nei confronti di un'azienda che ha dato piena dimostrazione di tutelare gli interessi dei dipendenti e, peraltro, con il loro pieno consenso".

"In qualsiasi caso la società Regisport s.c. a r.l. - conclude Abbrescia - ritenendo non veritiero e lesivo della propria immagine il comunicato stampa della Slc Cgil Valle d'Aosta, si riserva ogni più opportuna azione a tutela dei propri interessi".

a.b.