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Scuola e Formazione

Caso Einaudi, gli insegnati si ribellano contro il Preside e si rifiutano di rientrare in classe

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Verrebbe quasi da dire "siamo alle solite", ma ciò che è accaduto nella scuola Einaudi di Aosta, è a dir poco paradossale. Il preside Giovanni Peduto aveva chiesto il rientro in classe di alcuni studenti di seconda e terza media, per il supporto ai loro compagni con difficoltà. Gli insegnanti della scuola, invece, hanno ritenuto questa decisione poco opportuna e di comune accordo hanno deciso a maggioranza di mantenere la didattica a distanza.

Il preside aveva agito per via delle misure compensative date dal ministero dell'istruzione, che dà la possibilità di formare "piccoli gruppi" di 7 o 8 studenti per classe. Nonostante i limiti della zona rossa, questi gruppi possono continuare ad andare in classe come supporto relazionale a quei ragazzi con disabilità o con altre difficoltà. Una logica inclusiva che in Valle d'Aosta viene già praticata in molte scuole, ma che è stata rifiutata da un terzo dei professori della scuola Einaudi. 

Gli insegnanti, con il supporto dei sindacati, si sono rifiutati di tornare in classe, nonostante il preside avesse già annunciato il rientro in aula. I professori sono riusciti dunque a portare il dirigente a fare "dietro front", prima ancora che la circolare venisse pubblicata alle famiglie. Il ragionamento dei professori pare: il collegio degli insegnanti che decide e non il preside.

Finale della storia: circolare revocata e tutti gli insegnati della scuola restano a casa, con il collegio che a maggioranza vota per non tornare in classe. Tutto questo a nemmeno una settimana dalla manifestazione in piazza ad Aosta, dove 300 persone hanno chiesto a gran voce il rientro in classe con didattica in presenza per gli studenti delle medie e delle superiori.

Simone Nigrisoli

Di seguito la rettifica del corpo docenti: Scuola Einaudi, il chiarimento del corpo docente | AostaNews24