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Boarding in Pronto soccorso, Manfrin: “in atto censura”. Replica Bertin: “interrogazione da riformulare”

di Martina Branco

di Martina Branco

Il fenomeno del boarding in Pronto soccorso torna ad accendere l’Aula del Consiglio regionale. A scatenare il dibattito questa volta una interrogazione della Lega che intendeva denunciare alcuni casi di presunta malasanità – per eccessivo stazionamento sulla barella in attesa – avvenuti nel pronto soccorso dell’Ospedale Parini di Aosta. L’interrogazione, però, non è stata ammessa all’esame del Consiglio regionale.

A denunciare il fatto è stato il Capogruppo del Carroccio, Andrea Manfrin. “Con un’interrogazione – ha spiegato Manfrin – intendevamo chiedere spiegazioni su diversi casi di malasanità che ci sono stati segnalati dalle famiglie e che che hanno come visto protagoniste diverse persone, tra cui novantenni, che sono state abbandonate per molte ore in pronto soccorso senza essere visitate, senza cibo né acqua, oppure che hanno ricevuto trattamenti non consoni alle loro condizioni”.

Il Presidente del Consiglio regionale, a detta di Manfrin, avrebbe applicato “una vera e propria censura dicendo che le nostre iniziative erano formulate in maniera sconveniente”.

“Non so – ha continuato Manfrin – se sia stata scelta sua o di chi la consiglia per evitare imbarazzi all’assessore alla sanità. Sappia solo che la censura non ci fermerà e non ci vieterà di raccontare al di fuori di quest’aula i casi di malasanità che ci vengono segnalati. Questo vostro tentativo di censura andrà a vuoto perché in una maniera o in un’altra di queste tematiche ne parleremo sia in quest’aula che, con più forza, anche al di fuori di quest’aula”.

Il Presidente Bertin però non ci sta a passare per censore, ed ha replicato che “non c’è stata nessuna volontà censoria. L’interrogazione era formulata in modo sconveniente e pertanto, se verrà riformulata correttamente, sarà ammessa alla discussione dell’aula”.

Martina Branco