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Salute e Ambiente

Blog - Qualcosa sta cambiando - di ELENA MARCOZ

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Per la nostra rubrica, dedicata ad accogliere diversi spunti su tematiche di interesse attuale, abbiamo chiesto ad Elena Marcoz – da sempre appassionata di nutrizione, amante degli animali e della pratica sportiva (maestra di sci) e con un master di primo livello in Alimentazione e Nutrizione Vegetariana – di aiutarci ad approfondire il tema dell’alimentazione vegana. In questo terzo articolo si esaminano alcuni segnali, testimoni del fatto che forse qualcosa sta effettivamente cambiando. Per chi volesse approfondire, Elena gestisce un blog all’indirizzo: www.elenamarcoz.com .

Sabato scorso LA7 ha trasmesso le immagini tratte dalle indagini di Animal Equality Italia, svolte in un allevamento italiano di maiali. Il servizio esclusivo è stato ospitato dal programma “Eden – un pianeta da salvare” e ha svelato (per l’ennesima volta) l’orrore – in termini di crudeltà verso gli animali e di rischi per la nostra salute - che si nasconde dietro allevamenti da cui derivano alcuni dei nostri pregiati prodotti DOP. È l’ennesimo servizio, a testimonianza del fatto che non si tratta di un caso isolato: maltrattamenti e atrocità sono la norma.

A febbraio 2021 è arrivata la conferma dell’OMS: il coronavirus è di origine animale. Il virus che ha già ucciso più di 2 milioni di persone e che sta mettendo in ginocchio l’economia mondiale sembra derivare proprio dai pipistrelli, un “ingrediente” molto presente nei wet-market.

È di un paio di settimane fa la notizia che l’Unione Europea sta valutando come etichettare carni e salumi per indicare il loro potenziale cancerogeno. Prodotti come la bistecca o il filetto di manzo, che fino a poco fa in molti sostenevano essere addirittura indispensabili per la crescita dei bambini (nonostante gli studi scientifici abbaino da anni dimostrato il contrario), saranno presto costretti ad esibire etichette simili a quelle presenti sui pacchetti di sigarette, stile “può provocare il cancro / nuoce gravemente alla salute”.

A fine gennaio il TG1 ha diffuso il servizio di Essere Animali su due allevamenti suini italiani, altri fornitori di prodotti DOP. Le telecamere nascoste degli investigatori hanno ripreso immagini di estrema violenza e crudeltà, contro animali indifesi, cuccioli e adulti indistintamente. L’origine del prosciutto di Parma e del pregiato San Daniele? Si è confermata essere da brivido: capannoni bui e sporchi, dove pochissimi operatori si trovano a gestire migliaia di animali con metodi disumani.

A dicembre 2020  il TG1 ha dato spazio ad un’altra indagine di Essere Animali, relativa all’abbattimento dei visoni di Capralba, il più grande d’Italia, colpito da COVID-19. L’attuale pandemia sta stremando l’economia dell’intero pianeta, ma, sebbene il coronavirus abbia colto quasi tutti di sorpresa, una pandemia era stata annunciata da anni come inevitabile. Documentari come “What the Health”, “Game Changers” e Cowspiracy (disponibili su Netflix), libri quali “Se Niente Importa” di Jonathan Safran Foer già mettevano in guardia sui rischi a cui l’allevamento intensivo ci espone: animali tenuti in condizioni igienico-sanitarie pessime, imbottiti di antibiotici e a stretto contatto con l’uomo sono il terreno ideale per consentire ad un virus di proliferare e compiere il tanto temuto quanto scontato salto di specie.

Questo elenco non è esaustivo, ma credo offra una buona sintesi del fatto che qualcosa sta cambiando. L’informazione non è nascosta, ma sempre più alla portata di tutti. Consumare prodotti di origine animale significa alimentare terribili crudeltà e sofferenze, significa supportare un’industria responsabile di mettere a rischio la salute e l’ambiente, significa contribuire finanziariamente a creare le condizioni per la prossima pandemia… si perché come annunciato già da anni, se non cambiamo effettivamente qualcosa, il problema non sarà SE ma QUANDO una nuova pandemia colpirà il mondo.

Elena Marcoz