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Salute e Ambiente

BLOG - il Vaccino anti-Covid19 e il consenso informato per la vaccinazione degli ospiti delle RSA - di ORLANDO NAVARRA

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Il GIUDICE TUTELARE è l’autorità giurisdizionale che è chiamata a convalidare l’operato dei soggetti deputati ad esprimere il consenso informato per la vaccinazione ai sensi dell'art. 5 del DECRETO-LEGGE 5 gennaio 2021, n. 1 (finalmente una legge scritta bene e non c'è alcuna dittatura sanitaria).

CASISTICA OPERATIVA: il vademecum del Tribunale di Milano

Per VENIRE INCONTRO ALLE ESIGENZE DEGLI OPERATORI il Tribunale di Milano ha predisposto un VADEMECUM con le indicazioni a cui gli operatori sanitari dovranno attenersi al fine di attuare correttamente la disciplina introdotta al d.l. n. 1/2021 per la manifestazione del consenso al trattamento sanitario con il vaccino anti-COVID19.

La Sezione VIII Civile (tutele-amministratori di sostegno) del Tribunale di Milano ha infatti predisposto un vademecum contenente l’indicazione dei COMPORTAMENTI che gli operatori interessati dovranno tenere al fine di dare attuazione alla disciplina introdotta al d.l. 5 gennaio 2021, n. 1 per la manifestazione del consenso al trattamento sanitario con il vaccino anti-COVID19.

OSSERVARE IL VADEMECUM mette in condizione sia l'operatore sanitario sia il parente prossimo del vaccinando di superare alcune criticità.

Il Legislatore ha individuato nel GIUDICE TUTELARE l’autorità giurisdizionale che è chiamata a convalidare l’operato dei soggetti deputati ad esprimere il consenso informato per la vaccinazione.

Il documento predisposto dal Tribunale di Milano riporta una CASISTICA OPERATIVA per la vaccinazione degli ospiti delle RSA.

Nel Vademecum, infatti, vengono descritte precise REGOLE DI COMPORTAMENTO regole che gli operatori sanitari, gli amministratori di sostegno e tutti i soggetti investiti di poteri di rappresentanza legale delle persone incapaci dovranno seguire nei diversi casi che si potranno verificare.

Il documento chiarisce anche quali sono i soggetti che possono rilasciare il consenso informato per la vaccinazione contro il Coronavirus:

- gli ospiti stessi in caso siano capaci;

- gli ospiti parzialmente capaci assistiti dagli ADS (Amministratori di Sostegno);

- gli amministratori di sostegno in caso di amministrazione di sostegno in rappresentanza per il rilascio di consenso informato sanitario stabilita con il decreto di nomina;

- i tutori in caso di interdizione o i curatori in caso di inabilitazione;

- i fiduciari designati ex l. n. 219/17 in caso di ospite divenuto incapace;

- i direttori sanitari o i responsabili medici delle RSA e, in loro assenza, i direttori sanitari delle ASL (ATS) o i delegati.

C'è chi sottolinea il fatto che, quello previsto dall'art. 5 del D.L. n.1 del 2021, non sia altro che un TSO mascherato. In realtà non è così. Il consenso come il dissenso devono essere consapevoli e chi è assistito da Tutori e Curatori in realtà verte in uno stato tale da non essere in grado di capire l'utilità o meno della vaccinazione. L'incapace così come non può acquistare un immobile o fare una donazione allo stesso modo non può esprimere un valido consenso. Occorre quindi che qualcun altro lo faccia per lui.

In ogni caso c'è una procedura precisa da osservare che passa per il controllo del giudice tutelare che in genere è molto attento.

Tale normativa chiarisce doveri e responsabilità altrimenti gli operatori rimarrebbero in mezzo al guado. Pertanto non si tratta di una vaccinazione indiscriminata "anti-CoVid-19" degli ospiti delle RSA (gli anziani incapaci di intendere e volere). Non è lo spirito della legge. Un incapace naturale o legale non potrà mai vedersi cancellato il diritto al consenso informato poiché tale diritto così come la decisione di accettare la vaccinazione o negare il consenso viene presa da altri soggetti sotto la supervisione di un giudice.

Non sussiste, dunque, la violazione, da parte del DL n. 1 del 5/01/2021, degli articoli 2, 13 e 32 della Costituzione Italiana, degli articoli 5 e 6 della Convenzione di Oviedo (1997), ed infine dell’art. 3 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE (2000 e 2007).

PER ESSERE CHIARI, il DECRETO-LEGGE 5 gennaio 2021, n. 1 NON INTRODUCE alcun REGIME SANITARIO in forza di un’emergenza.

Vi allego l'art. 5 del DL 5/01/2021, n. 1

Art. 5. Manifestazione del consenso al trattamento sanitario del vaccino anti Covid-19 per i soggetti incapaci ricoverati presso strutture sanitarie assistite

1. Le persone incapaci ricoverate presso strutture sanitarie assistite, comunque denominate, esprimono il consenso al trattamento sanitario per le vaccinazioni anti Covid-19 del piano strategico nazionale di cui all'articolo 1, comma 457, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, a mezzo del relativo tutore, curatore o amministratore di sostegno, ovvero del fiduciario di cui all'articolo 4 della legge 22 dicembre 2017, n. 219, e comunque nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 3 della stessa legge n. 219 del 2017 e della volontà eventualmente già espressa dall'interessato ai sensi del citato articolo 4 registrata nella banca dati di cui all'articolo 1, comma 418, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, ovvero di quella che avrebbe presumibilmente espresso ove capace di intendere e di volere.

2. In caso di incapacità naturale, ovvero qualora il fiduciario, il tutore, il curatore o l'amministratore di sostegno mancano o non sono in alcun modo reperibili per almeno 48 ore, il direttore sanitario o, in difetto, il responsabile medico della residenza sanitaria assistita (RSA), o dell'analoga struttura comunque denominata, in cui la persona incapace è ricoverata ne assume la funzione di amministratore di sostegno, al solo fine della prestazione del consenso di cui al comma 1. In tali casi nel documento di cui al comma 3 si dà atto delle ricerche svolte e delle verifiche effettuate per accertare lo stato d'incapacità naturale dell'interessato. In difetto sia del direttore sanitario sia del responsabile medico della struttura, le attività previste dal presente comma sono svolte dal direttore sanitario della ASL territorialmente competente sulla struttura stessa o da un suo delegato.

3. Il soggetto individuato ai sensi dei commi 1 e 2, sentiti, quando già noti, il coniuge, la persona parte di unione civile o stabilmente convivente o, in difetto, il parente più prossimo entro il terzo grado, se accerta che il trattamento vaccinale è idoneo ad assicurare la migliore tutela della salute della persona ricoverata, esprime in forma scritta, ai sensi dell'articolo 3, commi 3 e 4, della legge 22 dicembre 2017, n. 219, il consenso alla somministrazione del trattamento vaccinale anti Covid-19 e dei successivi eventuali richiami e ne dà comunicazione al dipartimento di prevenzione sanitaria competente per territorio.

4. Il consenso di cui al comma 3, reso in conformità alla volontà dell'interessato espressa ai sensi degli articoli 3 e 4 della legge n. 219 del 2017 o, in difetto, in conformità a quella delle persone di cui al primo periodo dello stesso comma 3, è immediatamente e definitivamente efficace. Il consenso non può essere espresso in difformità dalla volontà dell'interessato, espressa ai sensi degli articoli 3 e 4 della legge n. 219 del 2017 o, in difetto, da quella delle persone di cui al primo periodo dello stesso comma 3. Nondimeno, in caso di rifiuto di queste ultime, il direttore sanitario, o il responsabile medico della struttura in cui l'interessato è ricoverato, ovvero il direttore sanitario della ASL o il suo delegato, può richiedere, con ricorso al giudice tutelare ai sensi dell'articolo 3, comma 5 della legge 22 dicembre 2017, n. 219, di essere autorizzato a effettuare comunque la vaccinazione.

5. Qualora non sia possibile procedere ai sensi del comma 4, per difetto di disposizioni di volontà dell'interessato, anticipate o attuali, e per irreperibilità o indisponibilità dei soggetti di cui al primo periodo del comma 3, il consenso al trattamento vaccinale sottoscritto dall'amministratore di sostegno di cui al comma 2, unitamente alla documentazione comprovante la sussistenza dei presupposti di cui ai commi 1, 2 e 3, è comunicato immediatamente, anche attraverso posta elettronica certificata, dalla direzione della struttura in cui l'interessato è ricoverato al giudice tutelare competente per territorio sulla struttura stessa.

6. Nel termine di quarantotto ore dal ricevimento degli atti di cui al comma 5 il giudice tutelare, disposti gli eventuali accertamenti quando dai documenti ricevuti non emerge la sussistenza dei presupposti di cui al comma 3, convalida con decreto motivato, immediatamente esecutivo, il consenso espresso ai sensi del comma 5, ovvero ne denega la convalida.

7. Entro le quarantotto ore successive alla scadenza del termine di cui al comma 6, il decreto di cui al comma 6 è comunicato all'interessato e al relativo rappresentante individuato ai sensi del comma 2, a mezzo di posta certificata presso la struttura dove la persona è ricoverata. Il decorso del termine di cui al presente comma priva di ogni effetto il provvedimento del giudice tutelare che sia comunicato successivamente.

8. Il consenso alla somministrazione del trattamento vaccinale anti Covid-19 e dei successivi eventuali richiami è privo di effetti fino alla comunicazione del decreto di convalida.

9. Decorso il termine di cui al comma 7 senza che sia stata effettuata la comunicazione ivi prevista, il consenso espresso ai sensi del comma 5 si considera a ogni effetto convalidato e acquista definitiva efficacia ai fini della somministrazione del vaccino.

10. In caso di rifiuto della somministrazione del vaccino o del relativo consenso da parte del direttore sanitario o del responsabile medico, ovvero del direttore sanitario della ASL o del suo delegato, ai sensi del comma 5, il coniuge, la persona parte di unione civile, o stabilmente convivente, e i parenti fino al terzo grado possono ricorrere al giudice tutelare, ai sensi dell'articolo 3, comma 5 della legge 22 dicembre 2017, n. 219, affinché disponga la sottoposizione al trattamento vaccinale.

Avv. Orlando Navarra