Skip to main content

Economia e Lavoro

BLOG - il dono fiscale: invece del "condono" arriva il "pacco" fiscale - di ORLANDO NAVARRA

- 0 Comments

Ripartono le NOTIFICHE DI 50 MILIONI DI CARTELLE E AVVISI FISCALI (ma, bontà loro, scaglionati in un paio di anni, circa 4 milioni di notifiche al mese in piena emergenza da pandemia. Che fare per non sbagliare? IL DELICATO CASO DELLE CARTELLE DERIVANTI DA LIQUIDAZIONE DELLE IMPOSTE ed il RINVIO ALLE SEZIONI UNITE DI CASSAZIONE per dirimere il contrasto giurisprudenziale. Ormai è quasi certo. Riparte la macchina del fisco.

A pochi giorni dalla scadenza dei termini del decreto milleproroghe la direzione che intende seguire il governo è quella di avviare la ripresa delle notifiche di 50 milioni di cartelle e avvisi fiscali scaglionandole in almeno due anni. L'intenzione è dunque di notificare circa due o tre milioni di atti al mese per la felicità di “fortunelli” che se le vedranno recapitare per primi. Il Governo, inoltre, sembrerebbe invece orientato ad un rinvio sino ad aprile dei pagamenti delle rate delle rottamazioni (senza il rinvio da fonti ufficiose pare che circa l'80% dei contribuenti non riuscirebbe a pagare e decadrebbe dalla rottamazione facendo ripristinare le sanzioni).

In tutto questo “bailamme” e nell'attesa di una vera e concreta pace fiscale che apra la stagione dei condoni si innesta un problema di non poco conto ovvero il caso della DEFINIZIONE AGEVOLATA DELLE LITI FISCALI aventi ad oggetto CARTELLE DI PAGAMENTO ex art. 36-bis del d.P.R. n. 600/1973 derivanti dalla LIQUIDAZIONE DELLA DICHIARAZIONE. Proprio in casi come questi viene dimostrata l'INIMICIZIA dello Stato nei confronti delle  PARTITE IVA più corrette che non possono certo definirsi evasori.

Si tratta infatti di autonomi e società che hanno presentato regolarmente le dichiarazioni fiscali sulle quali è stato correttamente calcolato il dovuto all'Erario ma che poi per difficoltà sopravvenute non sono state in grado di pagare le imposte. Da qui si origina l'emissione della Cartelle esattoriali, per il recupero del dovuto più le sanzioni, aventi ad oggetto la liquidazione e che vengono impugnate un po' per fini dilatori e/o per aderire alla DEFINIZIONI DELLE LITI che comporta vantaggi anche sul fronte sanzionatorio. Insomma il contribuente chiede di pagare (e ricordiamolo di nuovo si tratta di soggetto che ha dichiarato le imposte e non fa del “nero”).

Gli Uffici fiscali però non accettano le istanze di definizione agevolata, provocando i conseguenti contenziosi, sul presupposto che la “liquidazione delle imposte” NON E' UN ATTO IMPOSITIVO che si fondi su un accertamento discrezionale dell'Amministrazione bensì riguarda mere liquidazioni dei tributi già esposti dal contribuente nella dichiarazione. A causa dei contenziosi in atto si sono dunque formati tre orientamenti in Cassazione e va un po' a fortuna a seconda della sezione in cui capita la discussione del ricorso.

Per semplificare, ci sono i giudici che ritengono la notifica della cartella di liquidazione un atto impositivo, altri che non la ritengono un atto impositivo (con impossibilità dunque di definizione agevolata) e, infine, quelli che stanno nel mezzo che ritiene la cartella condonabile solo se costituisca il primo atto impositivo e vi sia una controversia effettiva. Esempio pratico di questa confusione che danneggia le partite IVA corrette è la recente Ordinanza  della Cassazione (Cass. civ., sez. VI– T, 13 gennaio 2021, Ord. n. 321) che aderendo al secondo orientamento ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione proposto da un’associazione professionale avverso una sentenza di CTR in tema di cartella di pagamento per omesso versamento IRAP.

Si tratta di un provvedimento appena emesso ma finalmente la Suprema Corte ha deciso con l'Ordinanza n. 1913/2021 di rinviare la decisione alle SEZIONI UNITE per dare una linea interpretativa uniforme alla questione se la cartella derivante da liquidazione della dichiarazione rientri o meno negli atti impositivi e si possa beneficiare della definizione della lite. In attesa di tale definizione cosa potranno fare i “fortunati” contribuente che si vedranno recapitare la cartella esattoriale a loro dedicata rientrante nei 50 milioni di atti pronti ad essere notificati? Conviene comunque impugnare in attesa di tempi migliori e condoni e chiedere la definizione della lite. Lo Stato deve però mettersi una mano sul cuore (ammesso che ce l'abbia) e cominciare a considerare necessaria ed utile la Pace Fiscale tombale.

Avv. Orlando Navarra - Legal Action