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Economia e Lavoro

Assemblea Generale di Confindustria - Giachino "Rivendichiamo il diritto di avere una classe politica all’altezza delle nostre aspettative"

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"In questi mesi non ci siamo mai sottratti alle nostre responsabilità e abbiamo scalato in cordata con i nostri collaboratori passaggi molto stretti e pericolosi. È tempo che sia la politica che le Istituzioni tutte abbiano lo stesso atteggiamentodi gruppo.Servono obiettivi ambiziosi,condivisi e sostenibili e che devono guidare le nostre scelte quotidiane ma guardando ad una strategia di medio lungo termine. Dobbiamo,ad oggi,amaramente constatare che non vediamo segnali e prese di posizione chiari in questa direzione. L’instabilità politica che caratterizza da qualche anno la nostra Regione e la mancanza di scelte chiare ha generato e genera instabilità e ciò ci preoccupa moltissimo" così il Presidente di Confindustria Giancarlo Giachino durante il suo intervento all'Assemblea Generale che si è svolta oggi in modalità telematica e alla quale ha preso parte il Presidente nazionale Carlo Bonomi, il Presidente della Regione Erik Lavevaz, l'Assessore alle Finanze Carlo Marzi e l'Assessore alle Politiche del Lavoro Luigi Bertschy.

Una politica inadeguata "La pandemia ha aggravato la situazione - continua Gichino - i ritardi della politica si sono decuplicati mettendo ancora più in risalto la sua inadeguatezza, cui si aggiunge una burocrazia sterile, che continua ad imperversare penalizzando ulteriormente le aziende, che come gli alpinisti in alta quota, sono in carenza di ossigeno. In questi mesi così difficili per tutti noi,Confindustria non si è mai sottratta al confronto e la nostra visione è stata chiara; abbiamo ribadito, con forza, che noi ci siamo, che gli imprenditori valdostani ci sono, tutti gli imprenditori perché non ci sono piccoli, medi e grandi imprenditori ma solo grandi imprenditrici e grandi imprenditori di piccole medie e grandi imprese".

Una classe politica all'altezza "Rivendichiamo il diritto di avere una classe politica all’altezza delle nostre aspettative e che sia finalmente collettore attento alle proposte che formuliamo per il bene comune. Il nostro obiettivo non è solo quello di sviluppare le nostre aziende e al cui successo, e lo voglio sottolineare, contribuiscono maestranze, tecnici e dirigenti, ma di trasferire e contaminare l’intero sistema economico e sociale dei nostri modelli generando ricadute positive. L’impresa da sempre, nelle economie libere e democratiche, è il vettore privilegiato per lo sviluppo ed il cambiamento che l’evoluzione comporta e ciò in maniera sempre più veloce e selettiva. Mi auguro che le appena trascorse elezioni regionali sappiano ridare serenità e continuità all’azione politica e amministrativa, ma soprattutto che ci sia una vera assunzione di responsabilità di chi è stato delegato a rappresentare i valdostani nella massima Assemblea democratica della nostra Regione e che sappia cogliere le vere esigenze di un popolo con una lunga tradizione ricca di cultura e particolarismi. Mi auguro che chi siederà in Consiglio Valle abbia la lungimiranza e la forza necessaria per raggiungere obiettivi condivisi per una Valle d’Aosta migliore. La ripresa post coronavirus è una sfida da affrontare insieme e come ci ha ricordato Papa Francesco, nell’ultima intensa enciclica,siamo fratelli tutti".

Ci vanno iniziative forti e immediate "Oggi ricordiamo alla politica che dalle imprese che rappresentiamodipendono direttamente o indirettamente un terzo circa degli occupati della nostra Regione. Ripeto, la tenuta del tessuto produttivo è cruciale per tutte le aziende: le imprese, i lavoratori, sono il vero patrimonio dell’Europa, dell’Italia e della nostra amata Valle. Per questo chiediamo iniziative forti e immediate e che siamo pronti a proporre. Noi, come imprenditori, sentiamo la responsabilità di riprenderci la nostra Regione con progetti attuali, anche visionari, che possano proiettarci verso contenuti nuovi e prospettici al passo con i cambiamenti che noi quotidianamente viviamo, consapevoli del fatto che non basta più adattarsi al cambiamento ma occorre saperlo interpretare e gestire".

Uno sguardo ai giovani "Il cambiamento lo dobbiamo “visualizzare” come un luogo reale fatto di progetti concreti di chi, come noi, ha deciso di spendere le proprie capacità ed i propri capitali finanziari ed umani per immaginare un tempo nuovo a beneficio del patrimonio più importante che abbiamo: le future generazioni. Questi mesi così difficili hanno cambiato lo status quo facendo maturare i nostri giovani più in fretta e sono convinto che se il mondo migliorerà dipenderà soprattutto da loro e dalla nostra capacità di fare un passo indietro. Il mio invito ai giovani è quello di essere autentici ed autorevoli leader, di fare la cosa giusta ispirandosi a valori duraturi coma la responsabilità, la generosità e il rispetto degli altri".

"Noi imprenditori  - ha concluso Giachino - di questa visione dobbiamo essere protagonisti senza protagonismi, ricercatori di nuovi modelli di vita, di lavoro e di comunità con un forte senso di responsabilità verso il domani consapevoli del fatto che l’oggi ci è dato in prestito e che dobbiamo restituirlo migliore a chi ci seguirà: i nostri giovani. Giovani e imprese possono e devono cogliere, insieme, un’opportunità di futuro che ci viene incontro già oggi. Noi imprenditori non siamo quelli che vincono sempre, ma siamo sicuramente quelli che non si arrendono mai".