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Politica e Istituzioni

Arcigay a scuola continua a far discutere, intervengono le femministe: "vogliono riportare il Medioevo". Ma la Lega tira dritto

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Continua fuori dall'aula del Consiglio Valle il botta e risposta sull'intervento dell'associazione Arcigay ad un evento scolastico, oggetto di una iniziativa consiliare della Lega Vallée d'Aoste. Proprio il Carroccio, in effetti, ha voluto porre il tema della possibile politicizzazione di questo genere di iniziative a scuola.

Dopo l'iniziativa leghista si è alzato una sorta di piccolo vespaio a mezzo stampa, sollevato in particolare dall'associazionismo di sinistra. Ed è proprio una di queste, il collettivo femminista 'Non una di meno', ad alimentare lo scontro. 

L'associazione femminista ha infatti attaccato l'iniziativa consiliare promossa in aula dagli esponenti del Carroccio Andrea Manfrin e Simone Perron, difendendo l'inizitiva di Arcigay a scuola come un evento "formativo" per gli studenti e, al contrario, l'iniziativa ispettiva leghista in termini di oscurantismo e attacco all'autonomia scolastica.

"Pare che questa Regione voglia piombare in un medioevo oscuro, mentre altrove i progetti nelle scuole affrontano, senza timori di censura, la cultura di genere, le discriminazioni e gli stereotipi", scrive in toni evidentemente enfatici il collettivo femminista, il quale - in contemporanea - attacca anche l'assessore all'Istruzione Caveri reo di esser stato troppo morbido nel rispondere all'iniziativa leghista.

Una prima risposta giunge dal profilo social dello stesso Manfrin, che ribadisce con nettezza la linea assunta in Consiglio Valle: "se questo rinomato 'collettivo' pensa che a trattare temi legati alla sessualità debbano essere esclusivamente le associazioni e non persone formate, come, ad esempio, un sessuologo o uno psicologo, probabilmente sta ammettendo, implicitamente, di volere l'esclusiva su quel tipo di incarico, non tanto per buona volontà, bensì per assicurarsi che l'indottrinamento riesca in maniera efficace".