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Politica e Istituzioni

Anche Frederic Piccoli punterà domani a diventare Animateur principal della Jeunesse Valdotaine

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"Venerdì 22 gennaio si terrà l’Assemblea generale della Jeunesse Valdôtaine che sarà chiamata al rinnovo del Comité de Coordination. In vista di questo appuntamento, si è formato un gruppo di riflessione che si è confrontato su un programma e dal quale sono emerse la disponibilità di Christian Jeantet e la mia a ricoprire, rispettivamente, l’incarico di ViceAnimateur e quello di Animateur principal" commenta il candidato Frederic Piccoli.

"Ci ha mossi a elaborare un programma e a candidarci la ferma convinzione che la ragion d’essere della Jeunesse Valdôtaine non sia la selezione di qualche giovane da consegnare all’agone politico, ma la formazione di una nuova classe dirigente che nei decenni a venire, nei più diversi ambiti della vita sociale della Valle d’Aosta (e non solo in Politica) sia portatrice dei valori federalisti e alimenti, nella teoria e nella pratica, il pensiero autonomista.

Per questo lavoriamo a una Jeunesse che si scrolli di dosso l’immagine di un’organizzazione animateur-centrica e in cui, al contrario, lo spirito di gruppo prevalga sui tatticismi personali. Va abbattuta la barriera di vetro che rischia di crearsi fra chi in Jeunesse ha un ruolo e i semplici aderenti, così come va assicurato il radicamento sul territorio. Vanno coinvolti i molti giovani autonomisti che in questo momento di grande confusione si tengono alla larga dalla Politica.

E vanno valorizzate, in questo contesto, le persone che hanno voglia di dedicare un po’ del loro tempo ed delle loro energie alla Jeunesse, a discapito di chi ha solo il piacere di occupare una posizione. Se da una parte la formazione giovanile e le sue finalità culturali sono fondamentali e come tali vanno rafforzate, dall’altra, per la struttura del Movimento ed i diritti statutari che le sono giustamente riconosciuti, la Jeunesse Valdôtaine non può esimersi dalle sue responsabilità di natura politica, fra cui l’onere di rappresentare, senza condizionamenti, le istanze delle giovani generazioni della Valle d’Aosta. Bisogna proiettarsi sull’avvenire, assicurando una voce, negli organi dell’Union Valdôtaine, alle esigenze ed alle aspettative concrete della gioventù valdostana. La Jeunesse Valdôtaine rappresenta, peraltro, la sola organizzazione politica giovanile nel panorama locale a possedere una struttura permanente e ad aver ereditato nel tempo un nome e una storia pluridecennale.

Questa condizione di fatto la sovraespone nel dibattito pubblico valdostano, sia nei suoi successi che nei suoi fallimenti; ma allo stesso tempo impone ai suoi aderenti, nei momenti cruciali della Storia politica della Valle d’Aosta, di uscire allo scoperto e porre allo spazio politico autonomista obiettivi che siano coraggiosi. La lotta alle nuove cause di emigrazione dalle aree alpine, in particolare di quella giovanile, e la soluzione dei motivi di impoverimento sociale, culturale ed economico delle Alpi devono essere priorità assolute del mondo autonomista. Si tratta di “grandi temi” che tagliano trasversalmente i diversi settori della vita sociale e amministrativa della nostra Regione.

E affrontarli significa ripensare il nostro modello di Autonomia attraverso un processo di elaborazione teorica e di pratica politica che sia materialmente costituente di una Valle d’Aosta moderna, attenta ai fenomeni che superano la dimensione regionale e proiettata sulle sfide della contemporaneità.

Un altro “grande tema” che dobbiamo recuperare e rilanciare è la nostra idea di Europa. Nonostante le numerose trasformazioni avvenute negli ultimi anni, le forze autonomiste si sono generalmente disinteressate delle questioni europee fondamentali e hanno smesso di sviluppare una visione su questi fenomeni, finendo per subire i cambi di paradigma politici ed economici, oltre che abdicando alla loro vocazione spiccatamente europea. Ecco perché vogliamo provare a dare il buon esempio, non solo riallacciando i rapporti con le giovanili dei movimenti autonomisti sparsi per tutta Europa, ma anche ricostruendo una rete effettiva sulla quale fondare un più marcato scambio di idee e che permetta in futuro di porre in essere azioni politiche comuni, che ci facciano uscire dall’isolamento e che le rendano più efficaci.

Sul piano politico regionale, sappiamo bene che i numerosi appelli alla Riunificazione hanno rivelato la fragilità di progetti fondati sulle convergenze fra gli eletti e sugli accordi fra i dirigenti di partito, sulle convenienze e sulle contingenze politiche, oltre che sulla semplice necessità di resistere politicamente alla riemersione dei partiti stato-nazionali. L’intento di rimettere insieme i cocci richiede un cambio di passo. Siamo convinti che i Valdostani siano sensibili alle proposte politiche fondate sui princìpi di coerenza e di coesione, oltre che sulla condivisione di valori politici di fondo comuni ed originali. A questi princìpi è chiamata ad ispirarsi la nuova fase di Riunificazione degli autonomisti, che deve muovere “dal basso” e coinvolgere i giovani" conclude Frederic Piccoli.