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Ampliato e rinnovato: dopo i lavori riapre il reparto di Terapia intensiva del Parini

di Redazione

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Una conferenza stampa per presentare la nuova terapia in tensiva, dopo nove mesi di lavori di ristrutturazione. Si è tenuta questo pomeriggio, 15 febbraio, presso la sala della sede dell’Usl VdA, alla presenza dell’Assessore regionale alla Sanità Carlo Marzi, del Direttore generale Massimo Uberti, del Direttore della relativa Struttura Complessa Luca Montagnani, della responsabile della Terapia intensiva Monica Meucci e della coordinatrice infermieristica Elisa Pitzalis. Presenti anche i Direttori sanitario e amministrativo Usl, Mauro Occhi e Marco Ottonello.

Da sx a dx: Carlo Marzi, Massimo Uberti, Luca Montagnani, Monica Meucci e Elisa Pitzatis

L’intervento di modernizzazione è costato oltre 3 milioni di euro, finanziati dall’Azienda sanitaria regionale. Il progetto finale prevede circa 900 metri quadrati, con il relativo raddoppio degli spazi rispetto al passato: sono ancora in corso i lavori su 400 metri quadrati circa che ospiteranno i locali per i famigliari dei pazienti, per i colloqui e gli uffici. Si stima che saranno necessari altri 7 mesi per la conclusione definitiva di tutte le ristrutturazioni. La parte di degenza della nuova Terapia intensiva, invece, si trova sul lato opposto dell’ala C rispetto alla vecchia Terapia intensiva.

La struttura è stata ampliata a 12 posti letto di capienza massima, con due posti in più – rispetto ai 10 precedenti – attivabili se necessario. Inoltre, è rinnovata completamente negli spazi e nelle tecnologie. Tra le apparecchiature di ultima generazione da citare vi è un sistema di ventilazione forzata all’avanguardia che garantisce il bio contenimento, separato e autonomo, per ciascuno dei 4 ambienti di degenza: l’area a sei letti, l’area a 4 letti e le due aree singole per l’isolamento. Una Control Room, inoltre, permette il monitoraggio costante di ogni paziente tramite telecamere e sensori.

Il commento dell’Usl

Luca Montagnani, Direttore della Struttura Complessa Anestesia e Rianimazione – nonché Direttore del Dipartimento di Emergenza – ha esposto le caratteristiche del reparto rinnovato: “le importanti novità di questa nuova Terapia intensiva sono rappresentate naturalmente dagli spazi più ampi, ma soprattutto dalla quantità di tecnologia inserita. Abbiamo 4 ambienti totalmente separabili comprensivi di 2 box di isolamento che rimarranno attivi per assicurare che quei pazienti che hanno infezioni trasmissibili non le diffondano agli altri pazienti e garantire ai pazienti che hanno il sistema immunitario immunodepresso di essere protetti. Abbiamo poi due ambienti diversi, uno di 4 letti e uno di 6 che possono essere modificati per quanto riguarda la gestione dei ricambi d’aria e delle pressioni. Ogni ambiente, a seconda delle necessità, può essere mantenuto a pressione positiva oppure mandato a pressione negativa, per pazienti con patologie altamente contagiose come il Covid”.

Per quanto riguarda spazi e tecnologie, aggiunge Montagnani, “abbiamo circa 50 centimetri in più per posto letto e alcune attrezzature che nella vecchia rianimazione non c’erano. Una di queste che aiuterà molto il lavoro degli infermieri soprattutto durante la mobilizzazione e l’igiene sui pazienti è il sollevatore che permetterà in maniera automatica di sollevare i pazienti e eseguire tutte le procedure necessarie”.

Parole che trovano conferme in quelle del Direttore generale Usl, Massimo Uberti: “la nostra nuova Terapia intensiva è una struttura all’avanguardia e rappresenta un tassello imprescindibile del sistema emergenza urgenza per garantire la miglior presa in carico ai pazienti che necessitano di cure ad alta intensità e per garantire condizioni di massima operatività nonché di sicurezza al nostro personale. In Terapia Intensiva ci sono necessità particolari, perché i malati hanno bisogno di assistenza continua 24/24 h. Un’area di terapia intensiva deve garantire un’ampia metratura, anche quando non è singola e il personale sanitario deve avere sempre sufficiente spazio di manovra per poter intervenire tempestivamente. La precedente struttura era ormai inadeguata a rispettare queste esigenze”.